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CRONACA DELLO SCIOPERO GENERALE IN GRECIA

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[ 26 febbraio 2010 ]

Manifestazioni di massa in 70 città  
«E’ la Plutocrazia che deve pagare per la crisi!»

comunicato del KKE 
(Partito Comunista di Grecia)
Il nuovo sciopero di 24 ore del 24 febbraio indetto dal PAME contro i piani del governo socialdemocratico del PASOK è stato un grande successo.

Milioni di lavoratori hanno respinto le intimidazioni da parte del capitale, del socialdemocratico Pasok, della destra di Nuova Democrazia  e dell’estrema destra razzista del LAOS. Essi pensano che siano i lavoratori a dover  “salvare il paese dalla bancarotta”. Il “patriottismo” di queste forze politiche ha un solo obiettivo: mantenere e accrescere i profitti del capitale a danno dei redditi dei lavoratori. Come?  Elevando l’età pensionabile, tagliando stipendi e pensioni, con l’ulteriore smantellamento del sistema di sicurezza sociale, peggiorando i rapporti di lavoro e aumentando le tasse sui cittadini.

La stragrande maggioranza dei lavoratori si sono mobilitati e hanno partecipato alla manifestazioni di massa organizzate dalla PAME, (Panergatiko Agonistiko Metopo, Fronte Militante dei Lavoratori – coordinamento sindacale vicino al KKE nato nel 1999, da non confondere con la Confederazione Generale dei Lavoratori Greci-GSEE, vicina al PASOK di Papandreu, Ndr), l’alleanza dei sindacati di classe della Grecia.
La maggioranza dei lavoratori ha così manifestato la sua avversione per le federazioni sindacali opportuniste, la GSEE per quanto riguarda il settore privato e l’ADEDY per quello pubblico.
GSEE e ADEDY, proprio come il governo del PASOK, sostengono che il problema principale per il paese siano le manovre speculative contro la Grecia. In realtà, la speculazione è solo un risultato e un aspetto della decadenza del sistema capitalista e la manifestazione delle contraddizioni  intra-imperialiste tra Euro e Dollaro. La stragrande maggioranza dei lavoratori che hanno partecipato alle manifestazioni di PAME in 70 città hanno dimostrato di sostenere la linea avanzata dal PAME: quella dello scontro globale con la borghesia,  e che propone sia la plutocrazia a pagare i costi della crisi; quella della lotta contro l’UE, la lotta anticapitalista popolare contro le misure anti-operaie nella prospettiva del rovesciamento del potere della capitale.

La preparazione dello sciopero. Bloccata la Borsa di Atene

Il PAME preparato questo sciopero con un’attività sistematica, visitando centinaia di posti di lavoro, discutendo con i lavoratori sulla necessità della lotta e della preparazione di questa battaglia. Va sottolineato l’incontro organizzato ad Atene del Segretariato di PAME con gli immigrati. Questo incontro ha visto la partecipazione di immigrati provenienti da tutto il mondo che vivono e lavorano in Grecia e raggiunti dall’azione del PAME.

I comunisti hanno svolto un ruolo importante nella organizzazione di questo sciopero, attraverso la campagna politica che il KKE svolge nei luoghi di lavoro, tesa a dimostrare i veri obiettivi del governo, e invitando i lavoratori a lottare per respingere queste misure. Alla vigilia dello sciopero, l’Ufficio Stampa del CC del KKE ha sottolineato tra l’altro: «Il governo, l’Unione europea e la plutocrazia hanno parlato abbastanza. Se queste misure barbare passeranno o meno, dipende anche dalla posizione e dall’azione dei lavoratori. Il KKE, per questo motivo, invita tutti i lavoratori, indipendentemente dal partito che hanno votato alle elezioni, a prendere una posizione di classe responsabile e patriottica, attraverso la loro partecipazione allo sciopero e alle manifestazioni di massa promosse dal  PAME. Il KKE invita i lavoratori a sfidare le manipolazioni e le intimidazioni  dei datori di lavoro. Le lotte e i sacrifici della nostra classe, del presente e del futuro della classe operaia chiedono ai lavoratori di alzarsi e di lottare, di non svendere le ultime conquiste popolari, così come sull’altare della  competitività, cioè del profitto dei capitalisti».

Il blocco del palazzo della Borsa di Atene da parte delle forze del PAME ha avuto un ruolo significativo nel successo dello sciopero. Il 23 febbraio, alle 6,30 del mattino le forze del PAME hanno bloccato i tre ingressi del palazzo della Borsa, il simbolo del saccheggio dei lavoratori e dei fondi pensione a vantaggio di un pugno di capitalisti. “la Plutocrazia deve pagare la crisi” era  lo slogan sui cartelli del PAME. Allo stesso tempo i cartelli dicevano: «Ecco dove sono finiti i quattrini: i depositi delle imprese sono stati nel 2004 di 36 miliardi di euro, nel 2009 136 miliardi. 250 mila i lavoratori ricevono invece un salario di 740 Euro. Allo stesso tempo 700 miliardi di euro sono finiti nelle tasche delle grandi imprese. PASOK e Nuova Democrazia hanno riempito le tasche dei banchieri da 233 a 579 miliardi».

Il giorno della sciopero migliaia di lavoratori e di studenti hanno aderito ai picchetti organizzati dal PAME ai cancelli delle fabbriche e negli altri luoghi di lavoro.

Sciopero e manifestazione di massa ad Atene

Migliaia di fabbriche e imprese, cantieri edili, scuole, porti e aeroporti, bloccati, l’attività di produzione congelata. La partecipazione di massa allo sciopero e alle manifestazioni di massa di PAME sono stati una risposta forte al governo e alla UE. Lo sciopero generale ha creato migliori  condizioni per il contrattacco popolare teso a impedire i provvedimenti barbari e a rovesciare la politica antipopolare.

Ad Atene il raduno di massa si è svolto in piazza Omonia, in pieno centro città. Il presidente della federazione sindacale dei lavoratori ha pronunciato un discorso alla manifestazione e ha sottolineato tra l’altro che: «Le forze del capitale e dei loro rappresentanti politici devono capire che quanto più si ricattano e intimidiscono i lavoratori, tanto più si cerca di ingannarli e scaricare su di loro altri oneri, la rabbia e l’indignazione cresceranno. I padroni temono la prospettiva della rivolta generale dei lavoratori e per questo motivo il governo insieme con i datori di lavoro, l’opposizione della Nuova Democrazia e del LAOS, l’Unione Europea, hanno fatto fronte comune. Si sbagliano se credono di poter ingannare il popolo. Questa è lotta di classe. La storia ha dimostrato che non si può immergersi per due volte nello stesso fiume».

Rappresentanti degli immigrati e studenti del Fronte di Lotta (MAS, l’organizzazione studentesca del KKE, Ndr), ha portato i suoi saluti alla manifestazione.
Alla quale ha partecipato anche una delegazione del CC del KKE guidata dal segretario generale del partito, Aleka Papariga, che rilasciato la seguente dichiarazione: «I lavoratori devono superare le paure e il fatalismo. Essi devono spaventare i loro nemici e non cadere nella trappola di dover scegliere tra l’UE e gli Stati Uniti, come il Primo Ministro, il signor Papandreu lascia intendere».

Alla fine i manifestanti hanno organizzato una marcia fino al Parlamento greco.

(traduzione di Riv.Dem)
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