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Freedom Flotilla 2: c’è anche Rivoluzione Democratica

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da sinistra: Mazen Kahil, Huvaida Arraf, Husein Oruck,
Germano Monti, Dror Feller, Hannoun Mohammed
 

Vauro aderisce alla FF2: guarda il video


Le navi della libertà


di Maurizio Fratta


«L’assedio di Gaza deve finire. L’oppressione del popolo palestinese deve finire. Il mondo intero deve aprire finalmente gli occhi davanti al crimine di un milione e mezzo di persone rinchiuse nel più grande campo di concentramento mai conosciuto nella storia»

Sono già più di venti, e quando le navi salperanno verso Gaza, saranno un centinaio le nazioni del mondo che parteciperanno in primavera alla grande impresa di solidarietà con il popolo palestinese di Gaza. Stiamo parlando della Freedom Flotilla 2.

Sono molto determinati gli esponenti delle principali organizzazioni ed associazioni che sostengono la FF2.
Svedesi, statunitensi, greci, turchi, e italiani.
In rappresentanza delle sei principali associazioni che hanno fondato la Coalizione della Flottiglia.
Sabato 11 dicembre (vedi foto della Presidenza), a pochi passi da Piazza Vittorio a Roma, si sono incontrati con i pacifisti e gli antimperialisti italiani che partecipano alla spedizione con una nave che porterà il nome di Stefano Chiarini, il giornalista del Manifesto che ha speso la vita per la causa del popolo palestinese, battendosi coerentemente in difesa dei diritti dei popoli oppressi.
Determinazione che viene dalla convinzione di essere dalla parte del diritto e della legalità, diritto e legalità,invece, costantemente violati dalle scelte politiche e militari del governo di Israele.
«L’assedio di Gaza deve finire. L’oppressione del popolo palestinese deve finire.
Il mondo intero deve aprire finalmente gli occhi davanti al crimine di un milione e mezzo di persone rinchiuse nel più grande campo di concentramento mai conosciuto nella storia».

Parole chiare che rappresentano un atto di sfida al governo di Israele, che a tutt’oggi non ha manifestato alcun concreto ravvedimento dopo l’attacco brutale alla Flottila della scorsa primavera.
“E se sarete attaccati, se accadrà quanto avvenne a maggio in seguito al blitz delle forze armate israeliane,come reagirete?”— e’ stato chiesto.
“Rifiutiamo l’idea stessa che ci si possa attaccare”—hanno risposto.
“Navigheremo in acque internazionali. E’ nostro pieno diritto, per motivi umanitari, forzare il blocco che opprime Gaza e farvi giungere via mare tutti gli aiuti dei quali quella popolazione assediata necessita.
Se ci attaccheranno avranno perso.
Se non ci attacheranno arriveremo a Gaza ed avranno perso lo stesso.
Comunque ci difenderemo in maniera pacifica e non violenta”.
Ed ancora e’ stato chiesto:
“Cosa pensate di ottenere?”
“Vogliamo aiutare il popolo di Gaza, intendiamo rivolgerci direttamente alle persone, non vogliamo interferire con le forze politiche.
Da società civile a società civile. Ma al di là degli aiuti materali che, sia chiaro, continueremo a destinare al popolo di Gaza anche dopo questa seconda spedizione, quel che ci preme è la sua libertà e la liberazione dalla condizione intollerabile che è costretto a subire”.

Si è poi voluto ricordare come a maggio fossero appunto migliaia e migliaia i palestinesi in attesa di quegli aiuti che la protervia manifestata dal governo di Israele ha negato.
Molto ovviamente resta da fare.
Se dall’ Asia sono in cammino verso Gaza i rappresentanti di ventidue paesi di quel continente, è in Europa che nei giorni a venire si concentrerà la mobilitazione.
Sul sito www.freedomflotilla.it  si dà conto delle tante riunioni ed iniziative in diverse realtà italiane.
La missione si tiene sù con l’autofinanziamento ed alla raccolta dei fondi si sta procedendo in vari modi.
Le donazioni possono essere effettuate on line con carta di credito dal sito sopracitato oppure in contanti e /o pagobancomat presso la rete Lottomaticard (tabaccherie, bar, ricevitorie) sulla carta Paypal numero 5338750110925023.
Ma molti ricorrono ai blocchetti per sottoscizioni tra amici, colleghi di lavoro o di studio.
I blocchetti sono reperibili scrivendo a: redazione@freedomflotilla.it.
Insomma anche in Italia il movimento per la pace prova ad assumere un nuovo profilo; se in questi anni non e’stato possibile fermare le guerre e’ ora necessario muoversi preventivamente per evitare che i conflitti sorgano e tentare di disinnescarli.
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