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Lettera a Nichi Vendola da una compagna ebrea

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IL SINISTRO 

«Un paese che ha trasformato aree desertiche in luoghi produttivi e in giardini» (Nichi Vendola)

di Myriam Marino*


E’ fin troppo facile rispondere alle dichiarazioni allucinanti che tu caro Vendola che saresti un politico di sinistra, hai rilasciato incontrando l’ambasciatore di quel paese razzista e di apartheid che è Israele. E’ di tutta evidenza che esprimi egregiamente quel crollo di valori di giustizia, umanità, libertà che investe i partiti di sinistra, così ci rendiamo conto che abbiamo veramente bisogno di un Egitto come ci augurava Omar Barghuti e di ricominciare a ricostruire, senza di voi, una vera sinistra giacchè persone come te possono essere semmai definite “sinistre” non di sinistra. 


Ma entiamo nel merito delle tue dichiarazioni: la prima cosa che salta agli occhi è che ti sei arruolato nella campagna mediatica sionista in preparazione a Torino per presentare Israele come un paese normale, anzi, come diresti tu all’avanguardia nelle più lodevoli iniziative. 

Cito le tue parole “Un paese che ha trasformato aree desertiche in luoghi produttivi e in giardini”. A parte la retorica che puzza di stantio secondo cui Israele ha fatto “rifiorire il deserto” retorica che ignora che quel deserto era La Palestina, il paese più colto e sviluppato del Medio Oriente con fiorenti città e scambi culturali e commerciali, prima naturalmente della colonizzazione sionista e della Nakba che ha prodotto 5 milioni di profughi, la metà di villaggi distrutti, la sai la storia di Der Yasin? E poi la distruzione di quartieri storici e architettonicamente importanti, la cancellazione di ogni traccia d cultura palestinese, compreso il furto di centinaia di migliaia di libri e documenti, e di parti del cimitero monumentale di Mamilla. L’elenco è molto lungo e ti invito a documentarti,ma voglio darti un solo esempio di come Israele costruisce i suoi giardini: a Silwan, quartiere di Gerusalemme con 40mila abitanti palestinesi il sindaco ha deciso di procedere alla demolizione di 22 delle 88 case palestinesi a rischio di demolizione nell’area di Al Bustan che gli israeliani chiamano “Gan ha melec” il giardino del re. In questo quartiere i coloni hanno allestito su case palestinesi espropriate negli anni scorsi il “Parco archeologico di re David”. Ma ti voglio dare anche un altro esempio concreto: secondo il racconto di Jamal Talab dell’ass. Land Research Center in un villaggio vicino a Ramallah gli israeliani hanno sradicato 60 alberi per trapiantarli a Gerusalemme in un giardino che hanno chiamato “Martin Luter King”. Questo è lo stile con cui Israele costruisce i suoi giardini, sulla pelle dei palestinesi.

Andiamo avanti, hai detto: “Un paese che si confronta col tema mondiale del governo del ciclo dell’acqua, dell’energia, dei rifiuti con pratiche di avanguardia”.


Il primo modo con cui Israele si confronta con il problema dell’acqua è quello di rubarla ai palestinesi. Le colonie in territorio palestinese usufruiscono dell’80% dell’acqua disponibile mentre città e villaggi restano a secco anche per mesi comprese città come Betlemme. I palestinesi espropriati delle loro risorse idriche, anche grazie alla costruzione del muro di separazione che ha inglobato le fonti idriche rimaste, sono costretti a comprare a caro prezzo l’acqua dalla società israeliana Mekorot. I palestinesi non possono scavare pozzi mentre i coloni si appropriano delle fonti idriche anche con la scusa dell’archeologia, documentati col rapporto sull’acqua in Palestina di Amnesty Internacional

E veniamo alla situazione della valle del Giordano. Un terzo delle risorse idriche di tutta la Cisgiordania si trova nella valle del Giordano, mentre i residenti palestinesi non possono usare l’acqua che scorre sotto i loro piedi, la compagnia israeliana Mekorot continua a scavare per costruire pozzi per i coloni, Israele mantiene il monopolio sul controllo delle risorse idriche e mentre i palestinesi che non possono nemmeno utilizzare le sorgenti numerose nella zona e devono acquistare l’acqua dalla Mekorot, animali e coltivazioni deperiscono i coloni che hanno a disposizione sei volte la quantità d’acqua rispetto ai palestinesi nuotano nelle piscine. Per quanto riguarda l’energia lo stesso discorso vale per la corrente di cui i poalestinesi vedono solo passare i fili, essendo privati tanto dell’acqua quanto dell’elettricità, circondati da colonie e aree per esercitazioni militari e sottoposti a espulsione, demolizioni di case e confisca della terra. Per quanto riguarda i rifiuti poi c’è da prendere in considerazione l’enorme inquinamento e avvelenamento del territorio che producono le fabbriche impiantate nelle colonie non sottoposte a norme e vincoli cui avrebbero dovuto sottostare se fossero state impiantate in Israele. Nei territori palestinesi occupati si può fare di tutto e di norma i coloni gettano le acque di scolo e i rifiuti organici nei wadi palestinesi e nei villaggi sottostanti.

Se hai prodotto una “semina” è certamente una semina avvelenata, rapporti economici? E l’articolo 2? Mi sembra che i rapporti economici con Israele fossero vincolati dal rispetto dei diritti umani come recita l’art.2. Parliamo un pò anche di cultura: recentemente c’è stata la manifestazione culturale palestinese più importante, il Palfest una manifestazione a livello internazionale che si è svolta tra i lacrimogeni israeliani, mentre qualche anno fa fu totalmente impedita da Israele che chiuse la sala pochi minuti prima dell’evento con scrittori e artisti che erano giunti da tutto il mondo. 


Un paese come Israele ha ben poca cultura, molta ne hanno i palestinesi, hai mai sentito parlare di Mahmud Darwish, uno dei poeti più grandi del mondo? Sapevi che il premio nobel per la letteratura non gli fu conferito per le pressioni israeliane? Israele ha disprezzato e cancellato la cultura della diaspora, sia quella yiddish che quella mediorientale, leggiti le testimonianze di Marek Edelman. La sua cultura è una cultura di guerra e sopraffazione. 

Quando farai la tua visita in Israele, vai pure a vedere il muro, vai nei villaggi dove si manifesta ogni venerdì contro l’espropriazione della terra, vai anche se ci riesci a vedere cosa è rimasto di Gaza. Ma veramente non sai niente dell’assedio di Gaza, del muro dell’apartheid, dell’arresto di 700 bambini ogni anno sottoposti a maltrattamenti e torture e impossibilitati a vedere famiglie e avvocati, bambini di 12 anni giudicati da tribunali m ilitari? Non sai niente di 10mila prigionieri la gran parte in detenzione amministrativa? Non sai di quella bambina morta per il dolore di non poter abbracciare il padre che Israele aveva arrestato? O di quel bambino di 10 anni che correva terrorizzato verso la madre che gridava ai soldati “Yeled, yeled” è un bambino! E che poi fu afferrato e malamente gettato nel cellulare malgrado la madre battesse inutilmente i pugni sui vetri e questo solo per intimidire il fratello di quel bambino, un pericoloso tirapietre di 14 anni? 

Non ti ripugnano queste azioni? Non ti ripugnano le leggi razziste israeliane? Le conosci? Fanno parte di quella cultura con cui vuoi essere in rapporto? E l’antisemitismo poi…ma fammi il piacere! I maggiori promotori dell’antisemitismo sono proprio gli israeliani e i sionisti da sempre promuovono l’antisemitismo e lo sono essi stessi talvolta. Documentati sulla storia del sionismo prima di parlare. E’ tuo dovere, non sei un cittadino qualunque e del resto nessuno è giustificato dal non sapere, dal dire io non c’ero, non sapevo…

Vai avanti così, noi intanto portiamo avanti il BDS e promuoviamo la verità, malgrado voi. Come ebrea sono doppiamente indignata dalle tue dichiarazioni, esse mi offendono assieme a tutte quelle persone che in Israele e nel mondo cercano di spiegare che L’Ebraismo non è Israele, che gli ebrei non sono tutti sionisti e si battono per la giustizia e la libertà di tutti oltre che per mantenere la propria dignità.

* Fonte: Facebook del 01/05/2011

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6 pensieri su “Lettera a Nichi Vendola da una compagna ebrea”

  1. la congiura degli eguali dice:

    ha proprio ragione la compagna, il dulcamara delle puglie, effettivamente è un individuo sinistro; modestamente io aggiungo che l'obama de noartri, l'aspirante governatore dell'italia, puzza di reazione lontano un miglio;

  2. Anonimo dice:

    Per sua fortuna Vendola ha dimostrato ampiamente di essere il Berlusconi di sinistra, perché se fosse quello che racconta in giro di essere, dopo questa lettera dovrebbe, dignitosamente, scomparire dalla scena politica

  3. Anonimo dice:

    Comunista filosionista??? confuso Vendola o opportunista?

  4. redazione dice:

    Confuso no. Sa bene cosa dice, perché lo dice, e a quali orecchie deve giungere il suo messaggio. E' una vecchia storia… Chi vuole salire al potere in questo paese deve fare quattro sacrifici rituali ai piedi di quattro totem differenti e alleati: (1) Il capitale, (2) gli USA, (3) La Chiesa cattolica apostolica romana e, (4) Israele. Tre sacrifici li aveva fatti tempo addietro.Mancava il quarto. Che è giunto ineluttabile.

  5. redazione dice:

    Il “Presidente” della regione Puglia Vendola e l’assessore Godelli hanno incontrato l'Ambasciatore israeliano Ghideon Meir. Collaborazione entusiastica e nessuna parola sul colonialismo contro i palestinesi. Dure critiche dai comitati per la Palestina. L’agenzia giornalistica Press Regione riporta testualmente: “In questi anni abbiamo costruito occasioni importanti di riappropriazione delle radici di ebraismo che sono dentro la storia della Puglia”. Così il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola a margine dell’incontro avuto oggi con l’Ambasciatore dello Stato d’Israele in Italia Ghideon Meir. Era presente l’Assessore al Mediterraneo Silvia Godelli. “Con il Festival della Cultura ebraica – ha spiegato Vendola – abbiamo prodotto una semina, perché quell’evento conteneva in sé l’idea che i rapporti economici, commerciali, istituzionali devono essere inseriti in un contesto di conoscenza delle culture, dei costumi e di amicizia tra i popoli”. Ancora oggi, secondo Vendola, in un’Europa che conosce i veleni dell’antisemitismo, “conoscere la cultura ebraica è un antidoto fondamentale a una delle più odiose forme di intolleranza”. “Poi – ha continuato il Presidente della Regione Puglia – c’è una gamma assai variegata e ricca di possibilità di relazioni. Israele è un Paese che ha fatto investimenti straordinari sin dalla sua nascita, sull’innovazione. Un Paese che ha trasformato aree desertiche in luoghi produttivi e in giardini, un Paese che si confronta col tema mondiale del governo del ciclo dell’acqua, dell’energia, dei rifiuti con pratiche di avanguardia. Penso che la possibilità di sviluppare reciprocamente le attività turistiche e la tutela e valorizzazione del patrimonio culturale siano altri elementi importanti di una relazione che con la mia visita in Israele può raggiungere un punto di svolta”.

  6. la congiura degli eguali dice:

    la serpe velenosa delle puglie, faccia una tappa a gaza, e si porti il sacco a pelo ed una borraccia d'acqua; tante case di gaza sono state rase al suolo con l'operazione molto nobile, denominata "piombo fuso", condotta con coraggio leonino e sprezzo del pericolo, dai suoi amici nazisionisti; poveri nazisionisti erano solamente provvisti di semplici carri armati ed aerei bombardieri; nulla in confronto alle micidiali pietre terroriste che quei pezzenti di palestinesi si ostinano a lanciare contro il pacifico popolo sionista; l'acqua il rinnegato di puglia se la deve portare da casa perchè gli egoisti di gaza non la vendono nemmeno a peso d'oro; mi domando se la federazione della sinistra non cominci a riflettere se non sia il caso di rompere qualsiasi rapporto con la congrega di rinnegati che ha costituito s.e.l., e chiedere che l'assessore di rifondazione maria campese si dimetta.

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