Browse By

L’EURO E LA PIRAMIDE «PONZI»

 471 total views,  4 views today

Un’analisi tecnica delle ultime aste italiane e l’imminente crisi di governo


di Tyler Durden*

Ad una settimana dal secondo salvataggio Europeo si può essere tentati di chiedere “quale salvataggio?” guardando al deterioramento del mercato europeo: titoli Spagnoli a 10 anni di nuovo sopra il 6,00% , i CDS sull’Italia salgono a bps 330, lo spread BTP/Bund a 331 poco distante dal record di tutti tempi di 353 bps, EUR/USD precipita di oltre 100 punti durante la notte, CAC, DAX, OMX tutti in caduta a causa delle stime sui mancati guadagni di VW, BASF del settore chimico, Credit Suisse, e , naturalmente, di numerose banche italiane (non ci deluderà UniCredit), ancora una volta sul punto di una sospensione delle contrattazioni dopo un crollo del 5-6%.
Diverse le ragioni per questa debolezza:

(1) L’asta italiana da € 8 miliardi di obbligazioni a tasso fisso e variabile a 3,4,7, 10 anni ha dato risultati più deboli del previsto, con il tasso di rendimento lordo a 10 anni salito al 5,77%, il più alto dal 2000 , e appena sotto il record di tutti i tempi del 5,81%, e il rendimento lordo a 3 anni al 4,80, ai massimi dal 2008,

(2) aumentano le voci di dimissioni da parte di Tremonti,

(3) Le vendite al dettaglio in Europea in calo per il terzo mese, secondo Markit,

e (4) un calo della fiducia economica nella zona euro maggiore del previsto, sceso da 105,4 a 103,2, al di sotto del “consensus” di 104,0.

I Bund tedeschi ancora una volta hanno visto una buona offerta, con i futures a settembre in aumento dello 0,2% a 129,63. Mentre in precedenza le voci di acquisto di bonds periferici da parte della BCE via SMP (strumento adottato dalla Bce per l’acquisto di bond governativi) avevano spinto al ribasso i Bund, l’aumento successivo è solo una conseguenza della fuga dall’Italia. E per mettere una ciliegina sulla torta, Mersch della BCE ha ripreso la vecchia linea, dicendo che i timori di una “fine prematura dell’euro sono infondati”. E pensare che appena una settimana prima la BCE ci aveva detto che non avremmo mai dovuto preoccuparci per la fine dell’euro.

Di seguito i risultati dell’asta italiana. Ricordiamo che, come abbiamo segnalato due giorni fa, il Tesoro ha deciso di lasciar perdere l’asta a medio termine di agosto. Ora possiamo capire perché.

3-yr AUC media YLD 4,8% vs 3,68%, bid / cover 1,31 vs 1,39
7-yr AUC media YLD 4,65% vs 3,38%, bid / cover 1,76 vs 1,59
10-yr AUC media YLD 5,77% vs 4,94%, bid / cover 1,38 vs 1,33
4-yr AUC media YLD 4,58% vs 3,17%, bid / cover 1,79 vs 1,63

Sintesi di Reuters:

I costi di indebitamento dell’Italia sono saliti giovedi, quando ha venduto quasi 8 miliardi di euro di obbligazioni, in una situazione di nervosismo sull’ammontare del debito che ha spinto il rendimento dei titoli a 10 anni al livello più alto da 11 anni.
Il premio richiesto dagli investitori per comprare titoli a 10 anni del debito italiano, invece dei sicuri Bund tedeschi, è aumentato dopo l’asta e l’indice italiano delle blue-chips ha aumentato le perdite in quanto gli analisti hanno avvertito che Roma non potrà permettersi di pagare questo tipo di tassi per lungo tempo.
“Questi non sono dei livelli di rendimento sostenibili nel lungo periodo”, ha detto Marc Ostwald, strategist obbligazionario di Monument Securities a Londra.

Il rendimento lordo dell’asta sui bond a 10 anni è salito al 5,77 per cento, il più alto dal febbraio 2000 e appena sotto il record storico del 5,81 per cento.
Il rendimento sul nuovo titolo triennale è balzato al 4,80 per cento, il più alto dal luglio 2008. Eppure, l’Italia è riuscita a vendere quasi 8 miliardi di euro di bonds, contro un obiettivo massimo di 8,5 miliardi di euro – un segno di forte domanda.

“E’ positivo che abbiano venduto quasi l’intero ammontare dei BTP. Il bid-to-cover [1], non è ampio, ma ancora in linea con le ultime aste”, ha detto Alessandro Giansanti, uno stratega dei rendimenti al ING di Amsterdam.

“Ciò che preoccupa è che lo spread continua a salire, e così i rendimenti d’asta” ha detto.

Per quanto riguarda il deterioramento del clima nell’Eurozona:

Il “sentiment” economico nella zona euro è peggiorato più del previsto questo mese con perdita di ottimismo in tutti i settori per i i dati che giovedì hanno indicato un rallentamento nella crescita dell’economia nella seconda metà di quest’anno.

L’indice mensile sulla fiducia della Commissione europea, basato su un sondaggio tra imprenditori e consumatori in tutte le 17 nazioni della zona euro, è sceso a luglio al 103,2 dal 105,4 di giugno. La cifra di questo mese è stata la più bassa dal 102,2 del mese di agosto 2010.

L’indice da febbraio è in calo mese per mese . Gli analisti interpellati da Reuters si aspettavano un calo a 104,0 nel mese di luglio.

“E’ un quadro peggiore del previsto. Brutte notizie, chiaramente. Siamo su una tendenza al ribasso dall’inizio dell’anno”, ha detto Carsten Brzeski, economista di ING.

La Commissione ha dichiarato che la fiducia nell’industria è peggiorata da da 3,5 a 1,1, nei servizi dal 10,1 al 7,9, e tra i consumatori da -9,7 a -11,2.

“I dati di oggi segnalano che il rallentamento è destinata a continuare nella seconda metà dell’anno. Il Composite Purchasing Managers Index rilevato la settimana scorsa ha mostrato un andamento simile,” ha detto Clemente De Lucia, economista di BNP Paribas.

I dati sulla fiducia, così come il nervosismo del mercato sulla capacità dell’Italia di far fronte al suo debito sovrano, ha spinto l’euro fino a circa 1,4280 dollari giovedi mattina, da 1,4370 dollari.

Per quanto riguarda Tremonti, non siamo sicuri se lascerà o no, masulla base delle nostre fonti sul campo in Italia, è ormai imminente un importante scossone nel governo italiano, che avrà un impatto molto più ampio delle semplici dimissioni del Ministro delle Finanze .

Come abbiamo detto la scorsa settimana quando abbiamo riassunto il piano di salvataggio euro: ci aspettiamo la necessità di un altro piano di salvataggio entro la fine dell’anno, e sicuramente l’espansione forzata dell’EFSF ad almeno mille miliardi di euro, perché l’Europa non ha altra scelta che aumentare ogni giorno che passa le dimensioni della piramide Ponzi.


Note
[1 ]rapporto tra l’ammontare totale della domanda e l’effettiva emissione

image_pdfimage_print

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.