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BYE BYE EURO (2)

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Quel somaro di Tremonti
Le borse di nuovo giù, in recessione anche la Germania
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Nella Tabella le cifre destinate dall’Unione europea, per via diretta o per via Bce (acquisti di titoli sui mercati secondari) per salvare i PIIGS dalla bancarotta. La Tabella evidenzia solo l’ammontare dei salvataggi in extremis. In verità le cifre sono molto più alte. E la tabella non tiene conto della montagna di denaro che a vario titolo è stata concessa alla banche. I «mercati» europei hanno risposto: non solo i “salvataggi” non salveranno l’euro, ma essi accelereranno la discesa negli inferi della recessione. Il peggio deve ancora venire.

Scrivevamo il 1 dicembre dell’anno scorso: 


«Facciamo due conti a titolo esemplificativo. Non sembrino quisquiglie gli 85 miliardi prestati all’Irlanda: essi corrispondono al 65% del suo Pil. Cosa accadrebbe, ad esempio, se avessimo una crisi del debito sovrano italiano? La cosa potrebbe succedere l’anno prossimo ove l’Italia non riuscisse a finanziarsi sul mercato dei titoli se non garantendo interessi decisamente più consistenti rispetto agli attuali (si tenga conto che i titoli decennali greci rendono oggi l’11,9%, quelli irlandesi il 9,37%, quelli portoghesi il 7,17%, quelli spagnoli iol 5.21%, a fronte del 2,74% del bund tedesco).
Tremonti e Berlusconi ripetono il mantra che l’Italia è al riparo da una bancarotta, in quanto i “fondamentali” sarebbero a posto, considerando il basso debito privato e quello delle banche. Più che un mantra la cosa sembra, ogni giorno che passa, un fare gli scongiuri. Il debito pubblico continua a crescere (quest’anno è passato dal 116 al 118,9% del Pil, e si ritiene salga al 120,2% nel 2011) mentre della crescita economica non si vede neanche l’ombra.
L’Euro-Germania vorrà, o meglio, potrà salvare l’Italia in caso di scoppio del debito sovrano con il deposito appena istituito di 440 miliardi? Ovviamente no, date le dimensioni ciclopiche di un eventuale crack italiano. Tanto per fare un esempio: se si dovesse aiutare l’Italia rispettando le proporzioni dell’Irlanda (85% del Pil), avremmo che
l’euro-Germania dovrebbe sborsare qualcosa come mille miliardi di euro. Una cifra da capogiro che nessuno potrebbe accollarsi». [Bye Bye  euro, Il peggio deve ancora venire]

Il quadro che ad un anno di distanza è sotto gli occhi di tutti. Non eravamo particolarmente preveggenti. Pur muovendo da premesse polarmente opposte, tiravamo le medesime conclusioni di alcuni analisti . L’attacco è ai PIIGS, ma la posta in palio è l’euro. Ricordate? alcuni somari insistevano che occorreva togliere una «I», che l’Italia aveva i fondamentali a posto, e che non era annoverabile tra i “maiali”.

Tra questi somari il super-Ministro dell’economia Giulio Tremonti. Stiamo mettendo assieme una collezione delle sue più esilaranti chicche. L’ultima solo tre mesi fa.  Solo il 9 maggio, in una conferenza stampa non solo negava che ci fosse bisogno di fare alcuna manovra correttiva. Così apostrofò i giornalisti: «Alcune delle domande fatte mi ricordano: c’è un’auto bloccata sui binari con dentro una famiglia, arriva il treno, uno normale tiene per la famiglia, un altro tiene e tifa per il treno. Poi vedo agenzie: “l’Italia deve correggere i conti pubblici”. Ma tutta Europa sta correggendo i conti pubblici, non mi sembra che sia una di quelle cose che costituiscono una novità. L’idea che solo le cose negative fanno notizia… Una preghiera, un’idea: una volta tanto scrivete una cosa positiva, no?» [Vedi lo stralcio della conferenza stampa]
In che mani siamo!


Diamoci da fare

22-23 ottobre
assemblea nazionale

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