Browse By

DEBITO PUBBLICO E SOVRANITA’ MONETARIA

 443 total views,  2 views today

La parola d’ordine delle oligarchie imperialiste

RICATTO ALL’ITALIA!
Lettera a tutti gli Italiani: riprendiamo in mano la nostra vita e il nostro Paese

di Francesco Mazzuoli

Riceviamo e pubblichiamo

«La lettera di Draghi e Trichet al Governo italiano non è pubblicabile, perchè altro non è che un ricatto.
Il ricatto è molto semplice: o accetti le condizioni che ti dettiamo noi (BCE), o noi (BCE) non ti compriamo i buoni del tesoro e ti facciamo fallire.

Facciamo un passo indietro e le cose saranno ancora più chiare.

Come è stato anche pubblicamente sottolineato (ad esempio, da Bersani), i fondamentali dell’Italia non sono assolutamente peggiori di un anno fa e non giustificano un attacco speculativo.

Perchè lo si fa?

Per due ragioni: la prima è l’eliminazione di Berlusconi (qualunque altro tentativo di scalzarlo è infatti fallito); la seconda è appropriarsi della ricchezza pubblica rimasta all’Italia e gradualmente anche di tutta quella privata (calcolata a spanne in otto trilioni di euro).

Evidentemente Berlusconi era, ed è, di ostacolo a questo.

Quindi, ad arte, è stata pilotata la sfiducia verso la capacità dell’Italia di rimborsare il debito (grazie alla complicità delle agenzie di rating controllate dalla stessa grande finanza internazionale).

E così sono maturate le condizioni del ricatto.

Ricatto, che, si badi bene, non sarebbe possibile se l’Italia non avesse alienato in toto la propria sovranità economica con il trattato di Maastricht, il più grande golpe bianco che la storia ricordi.

L’Italia ha, infatti, ceduto anche la propria sovranità monetaria, cioè non può più finanziarsi emettendo moneta in proprio, come dovrebbe fare uno Stato Sovrano.

Se il nostro Paese potesse battere liberamente moneta, non potrebbe fallire e nessun ricatto sarebbe esercitabile dalla finanza internazionale, i cui interessi sono rappresentati da istituzioni fuori dal controllo democratico come la BCE, sulla quale, secondo la lettera di Maastricht, nessun governo – e quindi nessuna Nazione e nessun popolo – può avere ingerenza.

È chiaro adesso, come funzione il sistema?

È chiaro il disegno della dittatura europea, attraverso la quale le grandi banche internazionali ci governano ricattandoci, al solo fine di impossessarsi assolutamente di tutto?

È chiaro che o ci riprendiamo in mano il potere, o perderemo tutto e torneremo indietro di secoli?

Che altro ci vuole a smuovere questo Popolo che mai, sottolineo mai, ha fatto una rivoluzione?

Credete che i patrimoni dei genitori siano eterni, o che i vostri privilegi non verrano comunque toccati?

Siete degli illusi.

Oggi è il momento di fare fronte comune e costringere i nostri rappresentanti istituzionale a:

-Ripudiare il debito pubblico.

-Riapproprarsi della sovranità monetaria e battere nuovamente moneta attraverso una propria banca centrale pubblica (e non privata come la cosiddetta “Banca d’Italia”).

-Riformare integralmente il sistema bancario, nazionalizzandolo e imponendo una riserva frazionaria del 100% (ad oggi è solo del 2%, ecco perchè le banche falliscono: prestano denaro che non hanno). Il sistema bancario deve diventare un’agenzia di servizi che che eroghi credito, questo deve essere il suo scopo e non il profitto.

-Uscire dall’Unione Europea.

-Ripristinare politiche protezionistiche a tutela dei prodotti e dell’economia italiana.

Con l’augurio che questa lettera faccia il giro d’Italia e serva ad unirci. Ora o mai più.

Noi, e non le Banche, siamo i padroni del nostro destino».

image_pdfimage_print

4 pensieri su “DEBITO PUBBLICO E SOVRANITA’ MONETARIA”

  1. Bastian Contrario dice:

    Sono d'accordo. Il problema, però, è che dopo che cacciamo B. (finalmente), chi salirà al suo posto? Una masnada di liberisti ben peggiore, capitanata da quell'altro B. (Bersani), che in questi due decenni altro non ha fatto che togliere sovranità allo Stato e alienare i beni pubblici.Siamo proprio in una situazione paradossale, in cui tutti vogliono cacciare il Cavaliere (giustamente), che liberista non è mai stato (anzi), senza pensare che dopo le cose potrebbero peggiorare anche di molto, se non ci mettiamo tutti all'opera per fare tabula rasa di chi ci ha portato a questa situazione.Non sento mai nessuno parlare di "rivolta".

  2. Anonimo dice:

    Ma quale rivolta? Ci stanno fracassando i maroni con il fatto che l'Italia andrà in default, e non succede nulla come mai?Anzi la Grecia è stata salvata, ed io il Sabato e la Domenica vedo ristoranti e pizzerie piene e gli stadi stracolmi.Ma allora questa crisi c'è o non c'è?Non è che in fondo in fondo abbia ragione Berlusconi nel dire che la crisi non c'è?

  3. redazione dice:

    Caro Anonimo, sì, si vede che noi viviamo in un altro mondo rispetto a quello in cui vivi tu. Noi non ce la facciamo a tirare a campare, andiamo avanti con lavoretti saltuari, non riusciamo a finire gli studi, abbiamo amici licenziati, parenti in cassa integrazione, altri che non ce la fanno a sfamare la famiglia..In poche parole ci siamo rotti i coglioni e a dirla tutta, ci avete rotto i coglioni anzitutto voi, che portate anche sfiga coi vostri discorsi da tagliarsi le vene! E' per queli come te che non cambia mai un cazzo!!!!!

  4. Lorenzo dice:

    Calma Redazione, Anonimo non dice sciocchezze. Anzi rivela un dato fondamentale. Il popolo – o gregge come lo chiamo io – che invocate e difendete è talmente anestetizzato da consumismo e media di regime che l'unica cosa a cui pensa è godersi quel tanto di benessere che gli hanno lasciato finché c'è – e poi si vedrà ("tanto chi lo sa se l'anno prossimo ci sono ancora"). E allora va al ristorante e compra il telefonino a rate mentre gli tolgono lavoro e pensione.E' questo il motivo per cui il padronato può continuare a tirare la corda mentre il sistema perde pezzi.E' l'esatto equivalente della decadenza tardoimperiale romana evocata l’anno scorso da un ministro tedesco: un'umanità svirilizzata ed atomizzata che non ha più interesse a niente se non a farsi imbambolare dai suoi stucchevoli giocattoli. A un popolo del genere è bene restituire la dignità del dolore e della disperazione.E questa sta rapidamente arrivando, prima col tracollo dei livelli di benessere, poi colla dissoluzione del sistema e colle guerre che immancabilmente le faranno seguito. Speriamo siano lunghe, crudeli ed implacabili.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.