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IL DEBITO NON SI PAGA

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Che fare? Come fare?

di Mario Monforte

Riceviamo e pubblichiamo

«Ripianare il debito», «assicurare i mercati», «rilanciare la crescita», «riforme necessarie»: ecco le menzogne correnti. 
I fantomatici «mercati» sono solo le speculazioni del grande capitale»…

«Le «manovre» non finiranno mai: sull’altare del debito dello Stato, detto falsamente «pubblico» e contratto per le speculazioni del grande capitale trasnazionale, la funzione di “ascari” nelle guerre Usa, gli interessi di banchieri, finanzieri, gestori di grandi capitali, «classe politica», si sacrifica la gran parte del popolo, spacciando per «interessi generali» quelli del “sistema” e continuando nell’appropriazione infinita del surplus sociale. Sul piano geopolitico, la strategia Usa, con potenze maggiori alleate e «organismi internazionali» (Ue compresa), di ridurre la già subalterna Italia (come la Grecia) a “pontone” geo-strategico/politico/economico nel Mediterraneo, è evidenziata dalla svendita prossima ventura delle ultime centrali italiane rimaste, Eni, Finmeccanica, Enel, nonché dalla cessione dell’oro della Banca d’Italia.
«Ripianare il debito», «assicurare i mercati», «rilanciare la crescita», «riforme necessarie»: ecco le menzogne correnti. I fantomatici «mercati» sono solo le speculazioni del grande capitale. L’impossibile «crescita» infinita del liberismo è solo crescita dei profitti di una parte sempre più ristretta della popolazione mondiale (ad oggi 2 miliardi di esclusi) e ha portato alla crisi globale di lunga durata che in Italia ha devastato il tessuto produttivo (dislocazioni e desertificazioni; arbitrio di finanza e banche; ascesa della criminalità organizzata), degradato e decerebrato la società (vedi cronaca quotidiana), devastato l’ambiente e la salute, colpito le condizioni di vita di gran parte della popolazione (con una crescita, sí: dei poveri assoluti). Ogni «riforma» (almeno dagli anni ’80) è solo “peggioramento”: annientamento dei diritti del lavoro, precariato, massacro delle pensioni, sfascio della formazione…
Con queste menzogne parlano i nemici del popolo, responsabili dell’attuale situazione: «classe politica» con partiti al seguito, istituzioni e apparati statali, finanza e banche, proprietari dei grandi mezzi di produzione e distribuzione con giornalisti, opinionisti, economisti, etc., e media. Il centrosinistra dà a intendere che la soluzione sia il “cambio della guardia” (via Berlusconi & Co.), ma centrosinistra e centrodestra ne sono parimenti responsabili. Tutti costoro, i dominanti, già stanno operando e lo faranno fino in fondo, come subdominanti: con il loro comando interno classista e antipopolare, antisociale e antinazionale, al servizio di Usa e capitale trasnazionale.
Che fare? Si dice “il debito lo paghi chi lo ha contratto”, “e ora congeliamolo” ma, pur riuscendo a farlo, i fondi per pagarlo con gli interessi verrebbero comunque scaricati via via su chi produce (per via diretta e indiretta) le risorse, cioè sulla massa della popolazione.
Il debito non si paga. Si dirà: “è il baratro, saltano euro e Ue”. Ma è già questo il baratro – da cui bisogna uscire. L’euro ha dimezzato le retribuzioni e serve alla speculazione – salti pure. L’Ue è contro l’Europa e serve a schiacciare gli europei per conto di grande capitale, superpotenza e maggiori potenze – ben venga il crollo. Ne conseguono: fine di spese e «missioni» militari; cassazione delle «grandi opere» inutili e devastanti; eliminazione dello spadroneggiamento delle banche con la loro statizzazione; ripristino dei diritti del lavoro (comprese fine del precariato e riduzione dell’età pensionabile); sviluppo (qualitativo e tutt’altro dalla «crescita») economico, sociale, culturale, ambientale interno. E vanno, intanto, perseguiti anche personalmente i responsabili del disastro.
Come fare? La battaglia sarà lunga. La sola vera via (con il preliminare “igienico”, pena rapida caduta, di escludere politica “ufficiale”, partiti, partitini, e vari supporters, sindacati “ufficiali”, retaggi dello «stato di cose» del disastro) è l’auto-organizzazione di democrazia diretta, volta a:
·               estendere il no al pagamento del debito e di quanto è in atto, boicottarlo, far capire il fallimento dello Stato (subalterno) italiano con tutte le sue gestioni (governi), e del liberismo imposto, delegittimare i dominanti-subdominanti, i loro partiti, sindacati, istituzioni, e il loro complesso di media;
·               creare centri di democrazia effettiva, con loro interconnessione a livello cittadino e intercittadino – contro la pseudodemocrazia vigente, fondata sulla sorveglianza, il controllo e la manipolazione;
·               cominciare, dovunque possibile, a lavorare in concreto per determinare le condizioni effettive per la riproduzione della nostra esistenza come liberi individui associati, nella priorità della produzione per la necessità e l’utilità, e nella collaborazione sociale;
·               conquistarsi l’autonomia e rivendicare quella del paese (l’indipendenza è solo formale), puntare non a un’altra Costituzione (quella vigente, pur distorta e tradita, era già la sconfitta della Resistenza), ma alla politeia, l’«organizzazione delle cose», nello sviluppo del sociale, e dell’individuale in esso.
rivolto a chi ha già capito, intuito, sentito, che occorre una svolta decisiva»
http://enoizapicname.wordpress.com

Diamoci da fare
22-23 ottobre
assemblea nazionale

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Un pensiero su “IL DEBITO NON SI PAGA”

  1. Anonimo dice:

    Bell'articolo e ben scritto!Del tutto condivisibile. Prima o poi si riuscirà a trovare il modo di fare azione condivisa che superi la rete ed i virtuosi tentavi singoli di far capire al prossimo che la situazione è molto dura.

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