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MPL-DIBATTITO (2): VERSO L’ASSEMBLEA DEL 4-5 FEBBRAIO

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«Ce la possiamo fare»

di Ludovico Fulci


Lunedì scorso abbiamo pubblicato il primo contributo in vista della prossima Assemblea nazionale costituente del MPL. Qui sotto il secondo. Ringraziamo Ludovico per la chiarezza delle sue proposte, che in larga parte condividiamo. Solo tre osservazioni, in ordine di importanza. Non siamo d’accordo ad abolire la tassazione sui redditi, le rendite e i patrimoni, per sostituirle con quelle indirette. In una società fortemente sperequata non solo è giusto ma necessario far pagare tasse a chi più ha, mentre è ingiusto tassare in egual misura, indistintamente, tutti i cittadini, con balzelli sui consumi (tassazione indiretta). Se l’emissione di moneta viene affidata ad un Ministero ad hoc, perché si chiede esso sia “completamente autonomo e indipendente dal sistema politico”? Non si tratta forse della riproposizione della tesi sciagurata che ha portato alla autonomia delle Banche centrali? Come può un Ministero essere “completamente indipendente” dal governo? Tanto più se questo fosse espressione dell’effettiva sovranità popolare? Infine sulla distinzione tra “banche ordinarie e casse di risparmio”. Non sarebbe più semplice dire che alle banche nazionalizzate è fatto divieto di prendere parte alla giostra dei mercati finanziari e quindi di usare il risparmio o i soldi acquistati dalla banca centrale per fini speculativi?

«Condivido e aderisco alla vostra iniziativa, suggerendovi delle proposte.
1. uscire dall’euro

2. ripredenderci la sovranità monetaria;

3. denunciare pubblicamente la truffa subita dal popolo italiano e perseguire penalmente speculatori e usurai

4. rimborsare solo il debito pubblico detenuto, a una certa data, da privati risparmiatori;

5. creare un Ministero della Moneta, ovviamente statale al 100% ma completamente autonomo e indipendente dal sistema politico e bancario (salvo quanto sub 9), incaricato di seguire la politica monetaria del Paese, nell’interesse del popolo italiano, promuovendo occupazione, crescita (sana) e sviluppo dei servizi sociali. Il tutto previo giuramento solenne dei suoi dirigenti (sull’esempio della Banca Nazionale Cinese) pena conseguenze penali e licenziamento immediato per i casi accertati di insider trading a favore proprio o di altri …

6. esercitare una vigilanza reale e concreta sul sistema bancario da parte dello Stato (attenzione a non esagerare con le nazionalizzazioni: danno l’alibi a possibili interventi USA per contrastare un ipotetico “nuovo comunismo”) senza gli attuali conflitti di interesse e prevedendo una rigida separazione tra banche ordinarie (che potranno gestire azioni, obbligazioni con capitale proprio o di soggetti esposti al rischio) e casse di risparmio (che gestiranno solo i conti correnti dei privati risparmiatori);

7. controllo del Ministero della Moneta per ogni forma di erogazione di finanziamenti superiori anche a poche migliaia di euro per contrastare gli evidenti effetti inflazionistici);

8. recupero di tutto l’oro detenuto da “bankitalia spa” ma di proprietà degli italiani, che dovrà essere posto a disposizione del ministero della moneta che lo gestirà in nome e per conto del popolo italiano (potrebbe valutarsi anche di porlo a riserva delle emissioni valutarie);

9. trasparenza delle scelte di politica monetaria da coordinare con la politica economica del Paese (ad esempio per la costruzione di un autostrada bisognerà che Ministero, Ambiente,Lavoro, funzione Pubblica e Ministero della Moneta si coordino per verificare l’impatto dell’opera su Ambiente, economia, occupazione e inflazione, atteso che il denaro necessario verrebbe fornito dal Ministero della Moneta);

10. abolizione delle imposte dirette; resteranno solo le indirette ma in misura blanda e solo con lo scopo di regolare rapidamente la quantità di flussi monetari in circolazione attraverso la variazione delle aliquote;

11. ricerca di fonti energetiche alternative al petrolio (atteso che la svalutazione della ns nuova moneta comporterebbe un costo elevato dell’ attuale import energetico )

insomma c’è da lavorare ma ce la si può fare …»

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