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MPL-DIBATTITO (3): VERSO L’ASSEMBLEA DEL 4-5 FEBBRAIO

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Genova: la protesta degli operai Fincantieri
Un passo che è doveroso compiere
di Massimo De Santi, Leonardo Mazzei, Moreno Pasquinelli

Cari tutti che ci avete seguito sin qui.
Il 2012 purtroppo è iniziato nel modo come noi avevamo previsto e cioè con un forte peggioramento delle condizioni dei lavoratori e di tutti i cittadini, a partire dai pensionati e dai giovani a cui si promette un futuro di lavoro che non c’è.


La cura Monti del cosiddetto governo tecnico con il «Decreto Salva Italia» spacciata come la soluzione, mentre non risolve la crisi del debito pubblico spinge l’economia in una recessione ancora più grave. La sua terapia shock non è che una rapina sociale per drenare risorse a favore della finanza speculativa internazionale, per puntellare i traballanti bilanci delle banche, per sostenere alcune aziende monopolistiche ed infine per dare ossigeno ad un euro moribondo.

Intanto altre fabbriche chiudono e/o trasferiscono le attività all’estero, aumentano la disoccupazione, la cassa integrazione, i lavoratori messi in mobilità. Di converso dimunuiscono il potere d’acquisto dei salari e le pensioni, viene allungata l’età pensionabile, viene reintrodotta la tassa sulla prima casa, vengono privatizzati i servizi sociali. Gli effetti micidiali di questi provvedimenti si renderanno evidenti in tutta la loro portata nei prossimi mesi.

Intanto nel nostro paese ogni giorno si manifesta il suicidio di un lavoratore, operai lasciati a se stessi che presidiamo le fabbriche, manifestazioni di chi perde il lavoro o di chi legittimamente lo rivendica, mentre i sindacati balbettano e manca un’opposizione politica degna di questo nome.

Il drammatico articolo che qui sotto abbiamo voluto riprodurre ci segnala proprio questo, un disagio profondo da parte dei cittadini verso la politica attuale sia essa di governo che di opposizione, l’aumento a ripetizione di esplosioni sociali diffuse, una grande energia in gioco, come noi sosteniamo, che se non sarà canalizzata sfocerà in una reazione a catena incontrollata, con i suoi dolorosi ma inevitabili effetti disastrosi.

Per questo lanciamo un S.O.S. ITALIA a tutti coloro che condividono la nostra analisi e le nostre proposte del Manifesto Fondativo perché si partecipi in massa alla due giorni di Chianciano del 4-5 febbraio per dar vita a MPL – Movimento Popolare di Liberazione in modo che questo possa convogliare le energie necessarie a generare quella massa critica idonea per attuare il cambio profondo di cui il nostro paese ha bisogno.

Com abbiamo già dichiarato nella bozza di Manifesto occorre un Fronte Popolare per dar vita a quel Governo di Emergenza ormai sempre più indifferibile per far pulizia dei corrotti, dei corruttori e per cambiare alla radice le logiche economiche monetarie liberiste funzionali solo alle banche e all’alta finanza e non agli interessi primari dei cittadini (Lavoro, Pensioni, Casa, Scuola, Salute, Ambiente….).

Fondamentale per noi, oltre al recupero della sovranità politica e monetaria attraverso un’uscita programmata dall’Euro e dall’Unione europea, alla cancellazione del debito pubblico e alla nazionalizzazione del sistema bancario, sarà quindi anche quello di operare per spezzare il modello neoliberista globalizzato che è origine delle crisi sistemiche che prima sono partite dagli USA e poi sono state scaricate sull’Italia attraverso il sistema Europa. Non daremo tregua a chi vuole imporci, a partire da Monti e da chi lo sostiene, di rimodulare le politiche neoliberiste con l’intento di salvare la logica mercantile ispiratrice e fondamento del sistema capitalistico in piena crisi strutturale.

I sistemi in crisi hanno sempre due vie d’uscita: o esplodono o implodono.

La soluzione che stanno adottando le oligarchie imperiali che guidano il sistema economico mondiale è quella di esplosioni programmate attraverso guerre interne ed esterne, nella speranza che ciò possa rilanciare l’economia capitalistica.

Tutto ciò non è né accettabile né sopportabile. La coscienza sociale non può più tacere davanti a questi criminali, gli stessi che ci hanno imposto il Quisling-Monti. Dobbiamo renderci conto che o si fa l’Italia del lavoro, della realizzazione di condizioni di vita dignitose per tutti o accettiamo supinamente le barbarie di un sistema distruttivo e corrotto che legittima sfruttamento dell’uomo sull’uomo, inquinamento dell’ambiente, guerra e tutto pur di garantire sopravvivenza a se stesso. Intanto gli operai si suicidano, le fabbriche chiudono, i pensionati sono obbligati ad aprire i conti in banca come se fossero ricchi, la prima casa è considerata un lusso mentre continua la fuga di capitali all’estero e i parlamentari trovano ogni forma di giustificazione per non ridursi ancora gli stipendi.

Noi non accetteremo mai la logica “muoia Sansone e tutti i filistei” dove “Sansone” è il sistema capitalistico e i “filistei” sono i cittadini.

Questo vibrante S.O.S. è per rinnovarvi l’invito a partecipare a Chianciano il 4-5 febbraio con l’auspicio che vi adoperiate per assicurare anche la partecipazione di altri.

Cordiali saluti per un 2012 di svolta
Massimo De Santi, Leonardo Mazzei, Moreno Pasquinelli

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8 pensieri su “MPL-DIBATTITO (3): VERSO L’ASSEMBLEA DEL 4-5 FEBBRAIO”

  1. Anonimo dice:

    UNICREDIT AVVERTE I CLIENTI: TORNIAMO ALLA LIRAStavolta lo scenario c'è ed è certificato nero su bianco addirittura dai tecnici di Unicredit. La fine dell'euro è vicina? L'Italia potrebbe presto rispolverare le lire? Stando a quanto scritto nel prospetto informativo relativo all'aumento di capitale dell'istituto guidato da Federico Ghizzoni, sembra proprio di sì.Certo, è solo una scenario, ma vedere il fallimento della moneta unica spiegato e analizzato in un documento ufficiale fa davvero tremate i polsi. A partire dal titolo del paragrafo: “Rischi connessi alla crisi del debito dell’area euro”."Le preoccupazioni relative all'aggravarsi della situazione del debito sovrano dei Paesi dell'area euro potrebbero portare alla reintroduzione , in uno o più paesi di valute nazionali o, in circostanze particolarmente gravi, all'abbandono dell'euro", spiegano i tecnici di Piazza Cordusio a pagina 66 del prospetto."L'uscita o il rischio di uscita dell'euro da parte di uno o più Paesi dell'area auro e/o l'abbandono dell'euro quale moneta, potrebbero avere effetti negativi rilevanti sia sui rapporti contrattuali in essere sia sull'adempimento delle obbligazioni da parte del Gruppo UniCredit e/o dei clienti del Gruppo UniCredit, con conseguenti effetti negativi rilevanti sull'attività e sui risultati operativi e sulla situazione economica, patrimoniale e/o finanziaria del Gruppo UniCredit".È la prima volta che un documento ufficiale di una grande banca italiana parla di una tale ipotesi decidendo di mettere in guardia i risparmiatori anche da una possibile dissoluzione della moneta unica. Unicredit poi lo fa proprio mentre si appresta a chiedere denaro ai propri azionisti.Naturalmente in Piazza Cordusio hanno subito cercato di gettare acqua sul fuoco, spiegando come si tratti ovviamente di un'ipotesi estrema, che però non poteva non essere presa in considerazione in un documento di quel tipo.Il solo fatto che un rischio euro venga menzionato riesce però a dare l’idea delle tensioni e dei timori sul mercato. Timori acuiti nelle ultime ore proprio dalla sorte della banca di Ghizzoni in Borsa, all'indomani dell'annuncio dell'aumento di capitale.

  2. redazione dice:

    Grazie Anonimo per questa preziosa e sintomatica segnalazione.Se leggi, puoi darci un riferimento per il testo integrale?la Redazione

  3. Anonimo dice:

    Pongo una domanda semplice e "secca", anche se la risposta potrebbe non esserlo altrettanto: all'assemblea del 4/5 febbraio è accettata la partecipazione a titolo personale di un ex ragazzo degli anni '70 che allora come oggi militava (e milita) nell'area variegata della Destra Radicale?Grazie per la risposta (che può anche essere un semplice NO)Lupo di Toscana

  4. Anonimo dice:

    Il riferimento è il sito affaritaliani.it ma la notizia è di dominio pubblico.A questo indirizzo il documento ufficiale:http://affaritaliani.libero.it/static/upload/pros/prospettounicredit.pdfPsper il commento sopra: i fascisti io non li voglio

  5. Anonimo dice:

    Grazie per la risposta indiretta: continuate a raccontarvi le favolette; i plutocrati ringraziano anche voi per il contributo alla loro causa.Lupo di Toscana

  6. Anonimo dice:

    Per "lupo di Toscana":Secondo me a titolo personale dovrebbe poter partecipare chiunque.Constato, vagando per la rete, che ci sono fascisti che sono (almeno soggettivamente, se non li si considera in malafede; cosa che credo sia da evitare pregiudizialmente, cioé verso chiunque non abbia già personalmente dimostrato di esserlo) convinti sostenitori della necessità di riconquistare la sovranità nazionale (in generale e in particolare economica; e più in particolare ancora monetaria), di uscire dall' euro, di rifiutare il pagamento incondizionato del debito pubblico verso i monopoli bancari (esteri, ma eventualmente non solo), bensì di esercitare il diritto di valutare caso per caso essendo disposti a pagarne eventualmente parte (in linea di principio eventualmente anche nulla, se sarà il vaso), di nazionalizzare banche e assicurazioni.Secondo me se sono in buona fede sono incoerenti e si autocontraddicono (come quei fascisti -spesso gli stessi- che pretenderebbero, fra l' altro, che il Fascismo storico novecentesco non fosse imperialista o che nella sua fase repubblichina non si comportasse da quisling dell' imperialismo nazista).Contrariamente all' anonimo che mi ha preceduto, non avrei comunque paura di metterne alla prova la buonafede, e qualora (e nei casi in cui) questa fosse confermata non avrei paura della loro incoerenza e delle loro autocontraddizioni (anche tenuto conto che nessuno é perfetto e qualche errore di valutazione lo fanno tutti).Comunque considero nemici molto più pericolosi i subalterni al politicamente corretto, anche sedicenti "di sinistra" o "di estrema sinistra".G.B.

  7. redazione dice:

    In breve alla richiesta di Lupo di Toscana.La nostra Assemblea del 4/5 febbraio non è un dibattito pubblico, che quando li organizziamo non mettiamo un body scanner all'ingresso per verificare l'identità politica di ognuno.E' un momento costituente di un movimento politico, il MPL. Per cui, chi partecipa, deve condividere, almeno nelle linee generali, il MANIFESTO che poniamo come documento fondativo ma soprattutto lo spirito che muove i promotori.La riconquista della sovranità nazionale, l'uscita dall'euro e dall'Unione, la ricusazione del debito sono per noi obbiettivi decisivi, imprescindibili, ma sono pezzi di un programma più ampio, che punta alla trasformazione socialista del nostro paese.Non abbiamo solo un programma di fase, abbiamo un'identità, delle radici, una memoria storica, una fede ideale.Non ci pare che la casa che stiamo costruendo sia un posto adeguato per chi si professi fascista, come non lo è per coloro che non anelano alla liberazione dal capitalismo.

  8. Anonimo dice:

    Ringrazio per le cortesi e articolate argomentazioni e ne prendo atto; non è questo il tempo e il luogo per dibattere su questioni storiche e prospettive politiche e/o metapolitiche; assomiglierebbe troppo al comportamento dei polli manzoniani.Sul piano pratico cercherò eventualmente altre strade per trovare il relatore per l'iniziativa che ho in ponte, come consigliere comunale di destra, insieme ad un assessore della maggioranza di sinistra, nel mio paese e durante un consiglio comunale pubblico.Ovvero una esposizione didascalica delle tematiche del rifiuto del pagamento del cosiddetto debito pubblico, della fuoruscita dall'euro e dalla Nato, della nazionalizzazione delle banche ecc.; al modesto fine almeno di offrire a chi lo desidera,senza pregiudiziali di schieramento, con un linguaggio chiaro e semplice, una alternativa "culturale" alla campagna di terrorismo dei media mainstream e dei camerieri politici.Continuerò comunque a seguire con estremo interesse questo come altri blog apparentemente lontani dal mio background politico e culturale.La biografia di Nicolino Bombacci insegna ad esser prudenti nel tracciare le rotte dei percorsi politici.Buon lavoro.Lupo di Toscana

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