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MPL 36: SICILIA 2012, UN BANCO DI PROVA PER TUTTO IL PAESE

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Perché anche questa volta sosteniamo i Forconi

di Massimo De Santi, Leonardo Mazzei e Moreno Pasquinelli

I siciliani, dopo il fallimento dell’ultimo inciucio trasformista impersonato da Lombardo, andranno a votare per il rinnovo del Parlamento regionale e per l’elezione del Presidente. Inutile ricordare l’importanza primaria di questo voto. La Sicilia è stata sempre considerata, dai partiti di ogni colore, come laborarorio per i loro intrallazzi a livello nazionale, e i siciliani usati come cavie per i loro esperimenti.

Il vero e solo fatto nuovo di queste elezioni è la lista indipendente “I Forconi”, di Ferro, Scarlata e Crupi; il Movimento popolare di protesta che nel gennaio scorso, con il Governo dei banchieri di Monti appena insediato, ha messo sotto sopra l’Isola, spaventando il potere, i suoi notabili e cortigiani locali.

Sull’onda della fiammata popolare di gennaio i Forconi, anzitutto grazie a Ferro, Scarlata e Crupi (che Dio li benedica!) hanno resistito come hanno potuto. Hanno tenuto testa alle campagne di diffamazione e di denigrazione, hanno continuato a battersi come leoni, soli contro tutti, con soltanto una vasta simpatia alle spalle, anzitutto da parte del popolo lavoratore, dei tanti siciliani che non campano con le prebende dei notabili e si guadagnano da vivere col sudore della loro fronte.

I Forconi hanno tentato in tante maniere di rianimare un movimento di lotta popolare, in base alla convinzione che solo una sollevazione generale potrà evitare che la Sicilia e quindi l’Italia precipitino nel baratro. Ma la rivolta non si scatena a comando, i tempi per dare una definitiva spallata al potere e cambiare il sistema sociale non sono ancora maturi.

Giuseppe Scarlata, Mariano Ferro, Franco Crupi


I Forconi, come ha dichiarato Scarlata alla Conferenza stampa di Palermo dell’8 agosto, si sono trovati davanti ad un bivio: “o la lotta armata o ingaggiare una lotta politica a tutto campo”, trasformando quini i Forconi in vero e proprio movimento politico indipendente, sfruttando tutti i residui spazi che questa democrazia moribonda offre ancora a chi non piega la testa.

E’ stata quindi una scelta obbligata, quella di presentare una lista proprio in vista delle prossime elezioni regionali. E’ stata una scelta giusta. Ma anche le scelte giuste portano con se incombenze e rischi di ogni sorta. Il terreno elettorale, per sua natura, favorisce i partiti di regime clientelari e i loro notabili. Sarà quindi, quella dei Forconi, una battaglia durissima, contro avversari ignobili ma ancora potenti, che non solo dispongono di ingenti risorse per corrompere i cittadini, ma hanno pure dalla loro i mezzi di comunicazione per intossicarli con le loro promesse e bugie.

Come Mpl abbiamo sostenuto senza esitazione non solo la rivolta di gennaio, ma i passi successivi del Movimento dei Forconi, anche quando questi non erano del tutto convicenti. Lo facciamo anche in quest’occasione, dando il nostro modesto contributo al successo della loro lista.

Nella piattaforma elettorale (vedi le “Linee programmatiche” che abbiamo pubblicato ieri)  i Forconi potevano essere più audaci. Potevano segnalare con più forza come il futuro della Sicilia dipenda da quello di tutto il paese, dal suo sganciamento dall’Unione europea e da un euro che impoverisce i più deboli e avvantaggia solo i più forti. Indicare i cardini di un’alternativa di società, a partire dal ripudio del debito pubblico verso la finananza predatoria globale, dalla riconquista della sovranità monetaria, dalla nazionalizzazione del sistema bancario, dei settori strategici dell’economia e di tutti i beni comuni. Affermando che dal marasma si esce solo con una sollevazione e un governo popolare d’emergenza.

Tutte le giuste rivendicazioni sociali e democratiche dei Forconi avrebbero avuto più respiro se inserite in un quadro di alternativa.

Ma in vista della battaglia che si approssima, davanti alla sfida difficilissima di dare voce e rappresentanza alla parte migliore del popolo siciliano, sentiamo come nostro dovere sostenerli, perché essi sono la sola forza su cui fare affidamento per scardinare il sistema dei potenti, quello dei partiti corrotti e per difendere gli interessi e le speranze dei lavoratori e dei giusti.

Un’affermazione dei Forconi sarà una vittoria non solo per i siciliani che sono stanchi di essere servi, ma per tutto il popolo lavoratore italiano, vessato e sfruttato. Sarà una spinta al cambiamento democratico e rivoluzionario. 


In questo senso l’ appoggio di MPL al Movimento dei Forconi va nella direzione di fare della Sicilia il Laboratorio di un’alternativa popolare per cambiare dalle fondamenta la
struttura economica, sociale, istituzionale e culturale di una società ingiusta e corrotta che genera solo povertà e servilismo per generare finalmente per tutti una prospettiva di lavoro, di vita e di rispetto dell’ambiente.
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5 pensieri su “MPL 36: SICILIA 2012, UN BANCO DI PROVA PER TUTTO IL PAESE”

  1. Anonimo dice:

    Per quanto riguarda il cambiamento della struttura economica (vero e proprio cardine di tutta la faccenda), non ho trovato proprio nulla, nel manifesto programmatico dei Forconi.A questo punto, se proprio devo votare, il mio voto, lo do al PCL di Ferrando. Fatemi capire, cosa hanno in più sti forconi, rispetto al PCL, per essere votati.Salutihttp://www.pclavoratori.it/files/index.php?c3:o2897

  2. Anonimo dice:

    Ma scusate, questi forconi, riconoscono la…LOTTA DI CLASSE vigente all'interno della nostra società? Riconoscono che il sistema del lavoro salariale, è una continuazione storica dello schiavismo antico, e della servitù della gleba?Riconoscono che il vero cambiamento (rivoluzione) è da effettuarsi nella base economica (struttura) della società, e non nella sovrastruttura politica?Si o no?E se no, allora i forconi, sono il vecchio/nuovo che avanza.The Redhttp://www.militant-blog.org/?p=7476

  3. Anonimo dice:

    La posizione del Mpl mi convince, invece. Se ben capisco essa parte da un dato oggettivo: che i Forconi rappresentano un pezzo del popolo lavoratore che si è ribellato contro questo sistema, che ha difeso la sua indipendenza da ogni schieramento di regime (di destra e di sinistra). Quindi un'affermazione elettorale, per quanti limiti essa abbia, legittimerebbe la grande rivolta popolare di gennaio e gli darebbe ossigeno. Così stanno le cose secondo me, almeno qui in Sicilia. Se i Forconi superassero lo sbarramento sarebbe un grande successo delle forze antisistemiche. Se il Pcl o il Prc passassero dallo 0,1% allo 0,2% , o dall'1% al 2% cosa cambierebbe per noi siciliani?

  4. Anonimo dice:

    Io avevo diversi dubbi sui FORCONI. Erano di destra? Erano manovrati dalla mafia? Avevano dietro Lombardo? Ora, avendo letto il loro programma, mi pare chiaro che non solo sono gente pulita. Il l loro programma mi pare vada nella direzione giusta, quella dei movimenti sociali che difendono i beni comuni. Laura T.

  5. Monsieur en rouge dice:

    Certo, coi fascisti. Ma per favore…

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