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SE LO DICONO LORO…..

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CRISI DELL’EURO ALLE SPALLE? 

NO, STA TUTTA DAVANTI A NOI


Joseph Stiglitz
«Se non si vuole far morire l’euro la Germania ne esca»*

Hanno spostato l’obiettivo sulla ripresa le maggiori economie mondiali. Hanno dato un po’ più di spazio di manovra negli aggiustamenti dei deficit, esortando gli Usa a disinnescare la bomba del fiscal cliff e l’Europa a non indugiare nelle riforme anti-crisi. Quella promessa tratteggiata nella lunga notte del G20 di Città del Messico dovrà tenere conto del peggioramento delle stime di crescita mondiale, di una ripresa che si prevede sia lenta e lastricata di molti rischi, ma non sgombra il campo dagli equivoci. 

Non basta al premio Nobel per l’economia, Joseph Stiglitz. La soluzione per lui è una sola: bisogna girare la porta scorrevole, prendere per mano la Germania e chiederle di accomodarsi fuori dall’Unione europea. In un’intervista rilasciata al quotidiano spagnolo El Economista racconta la sua ricetta. “Dal punto di vista della crescita nella zona euro, questa è l’ipotesi migliore”. Motivo? “Se la Germania decidesse di lasciare l’euro, il tasso di cambio della nuova moneta europa accuserebbe un colpo, così come la crescita delle esportazioni e dell’economia”.


George Soros
«La Germania accetti di guidare l’Europa oppure lasci l’eurozona»*

Lasci l’Eurozona, se non è pronta a prendere decisioni più incisive per sostenere le nazioni più deboli del blocco. E’ il messaggio che il finanziere George Soros rivolge alla Germania.

“La Germania dovrebbe o fare da guida nello sviluppo di un percorso di crescita, di unione politica e di condivisione dei problemi, accettando il costo della leadership, oppure lasciare (l’Eurozona) attraverso un accordo amichevole”, ha detto, in un’intervista rilasciata alla televisione di Reuters, parlando da Vienna. L’investitore, che divenne famoso scommettendo contro la sterlina nel 1992, ha aggiunto che un’Eurozona libera dalla Germania potrebbe diventare più competitiva nelle esportazioni, grazie a un euro più debole e “latino” guidato dalla Francia.
Soros ha detto chiaramente che l’Europa farà fronte a un periodo di depressione prolungata rischiando la fine del progetto di unificazione europea, in mancanza di piani che aiutino i paesi sudeuropei a uscire dalla crisi dei loro debiti.


Stefan Homburg
«Meglio mandare la Grecia in default»*
La crisi bussa al cuore dell’Europa. Anche la locomotiva tedesca comincia a subire gli effetti della crisi e rallenta la sua corsa pur mantenendo una velocità di crociera – un più 0,8% – che molti partner europei le invidiano. Questo, in sintesi, lo scenario delineato dalle previsioni economiche di autunno rese note dalla Commissione europea.

Che non siano semplici indicazioni ma verità lo provano i dati diffusi questa mattina dall’ufficio federale di statistica, secondo il quale a settembre il surplus commerciale destagionalizzato si è attestato a 17 miliardi di euro dai 18,1 di agosto.

Ma non solo. Le esportazioni tedesche a settembre sono scese ai massimi dal dicembre 2011, a dimostrazione che la crisi inizia a mordere anche la Germania. L’export è calato del 2,5% e l’import dell’1,6%.

Forse è presto per gridare allo scandalo, ma secondo Stefan Homburg, professore di finanza pubblica presso l’Università di Hannover in Germania, non c’è un minuto da perdere. Poco importa se ieri il Parlamento greco ha approvato di stretta misura il pacchetto di austerità da 13,5 miliardi di euro, l’agonia di Atene non è finita. “Dobbiamo lasciar fallire la Grecia, senza paura.

Jensen Boyse Hogrefe
«Ci guadagna solo la Germania»*


La Grecia annuncia che rimborsera’ la Banca Centrale Europea con bond per 3,2 miliardi di euro e si materializzano consistenti guadagni per la Germania.

Quando, infatti, l’istituto centrale restituira’ i soldi ottenuti con lauti interessi, sara’ la Germania ha ricevere la quota piu’ alta, essendo Berlino il maggiore fornitore di fondi della Bce.

Con il passare del tempo la Germania continuera’ a ricevere le fette piu’ alte e da qui al 2026 i rimborsi effettuati dalla Grecia a Francoforte raggiungereanno quota 12,7 miliardi di euro, secondo i calcoli del Financial Times.

Nel frattempo la Germania ha gia’ ottenuto guadagni imponenti da i tassi di interesse molto bassi che deve pagare per rifinanziarie il proprio di debito.

Stando ai calcoli effettuati dall’economista Jens Boysen-Hogrefe del Kiel Institute e riportati dal giornale nazionale Handelsblatt, negli ultimi tre anni e mezzo la Germania ha risparmiato 68 miliardi di euro in costi da interessi rispetto alla media del periodo 1999-2008.


* Fonte: WallStreetItalia.com 
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3 pensieri su “SE LO DICONO LORO…..”

  1. sor dice:

    Ma chi lo vuole salvare l' euro? Usciamone noi!

  2. Anonimo dice:

    Anonimo DemetrioIl gioco crudele e spietato per la demolizione dell'Euro e dell 'U.E. si sta delinenado meglio.Molti adesso gridano "Fuori da questo Euro maledetto!". Capita un po' come durante la Seconda Guerra Mondiale durante la quale venivano distrutte città popolose a furia di bombe affinchè la gente gridasse "Fuori da questa guerra maledetta, comunqua avvenga! " Allora era terrorismo militare, oggi terrorismo finanziario. Strategie vincenti!L'Euro, a parte tutto, si stava mettendo in concorreza con il dollaro: motivazione più che sufficiente per scatenare l'inferno .

  3. Anonimo dice:

    Anonimo GaspareLe aziende falliscono a catena causa il livello spropositato di tassazione e l'IVA cresciuta, i disoccupati aumentano ogni giorno di più nonostante le nuove leggi sul lavoro, il sistema pensioniastico é stato drasticamente riformato, l'IMU sanguisuga ulteriormente le famiglie, i fondi per scuola, sanità e ricerca sono stati decapitati ecc. ecc; Quali riforme si devono fare ancora?!Forse cominciare ad ammazzare a go go la gente senza eufemismi?

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