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LA BOMBA SCOPPIERÀ

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Nuova fase, nuovi compiti

Intervista a Moreno Pasquinelli

 
A cura di sollevAzione

«Era ora che scoppiasse la bomba, una bomba che mentre porterà il lutto nel blocco dominante, causerà un’ondata di gioia e di esultanza per milioni e milioni di cittadini italiani. Noi condivideremo questa felicità, che sarà di buon auspicio, che darà al popolo lavoratore la speranza e l’ottimismo per affrontare le fide durissime che ci aspettano».
D. Ieri sera (22 febbraio Ndr) il Movimento 5 stelle, riempiendo fino all’inverosimile Piazza San Giovanni, ha dato una prova di forza impressionante. Come leggi questa piazza moltitudinaria? Cosa ci dice su quel che sta accadendo nel nostro paese?

R. Ci dice che dopo cinque anni di crisi sociale, economica, istituzionale e morale la situazione si avvicina inesorabilmente al punto di rottura. Quando sopraggiunse la crisi, eravamo nel 2008-2009, affermammo tre cose: (1) che si trattava di una crisi storico-sistemica che avrebbe rimesso a tema il discorso dell’alternativa di società; (2) che essa poneva termine alla “grande glaciazione”, che avviava una fase di grande disgelo, che nuove forze sociali si sarebbero messe in movimento; (3) che la vecchia sinistra non sarebbe stata in grado né di promuovere né di rappresentare queste nuove forze. Giudica tu se avevamo visto giusto. Il grande disgelo è sotto i nostri occhi, e sta  ingrossando i fiumi della sin qui paralizzata potenza sociale. Una devastante alluvione è alle porte, ed essa spazzerà via tutto quanto del paesaggio sociale e politico era stato costruito sulla sabbia. Nella crisi dell’Occidente imperialistico non è escluso che spetti al nostro paese indicare la via di un nuovo rinascimento di civiltà.

Roma, P.zza S. Giovanni, 22 febbraio 2013
Piazza gremita già tre ore prima del comizio di Grillo
D. Il Movimento popolare di liberazione è stato uno dei primi a cogliere la novità rappresentata dal M5S, decidendo di appoggiarlo per le elezioni del 24-25 febbraio. Perché, secondo voi, bisognerebbe votare M5S?

R. E’ vero. Alcuni di noi, già nel settembre 2007, guardarono con simpatia i Vaffanculo Day di Beppe Grillo. Intuirono che lì erano i primi vagiti del grande movimento di protesta che oggi si rappresenta nel M5S. Fu nel 2007 che Grillo accese, come ama ripetere, la miccia. Non dimentichiamoci di quale fosse allora, nel settembre 2007, il quadro politico. Era in sella il secondo governo Prodi, con dentro Rifondazione comunista. Il Vaffanculo day dava voce alla rabbia latente di ampi settori sociali, anzitutto della gioventù scolarizzata vittima di disoccupazione e precarietà. Una rabbia che la vecchia sinistra, infognata nel governo centrale e in quelli periferici, non solo non seppe leggere, ma non volle incontrare. Sordità che pagherà cara nelle elezioni della primavera successiva, quando le liste Arcobaleno subirono un colpo letale non riuscendo ad eleggere  nemmeno un parlamentare.
Il voto a M5S è la logica conclusione del discorso che facciamo come Mpl, quello di sostenere la protesta sociale, in primo luogo per dare la sacrosanta spallata al regime eurista e secondo-repubblichino. Se questa spallata ci sarà il popolo lavoratore prenderà coraggio, riceverà una spinta inerziale che lo porterà a compiere ulteriori passi avanti. La protesta solo latente diventerà manifesta. Contrariamente a quanto sostenuto da alcuni, queste elezioni hanno quindi un’importanza straordinaria. Potrebbero segnare un punto di svolta.

Piazza S. Giovanni
D. Parliamo del M5S. Davvero condividete il suo programma? Davvero vi fidate della coppia Grillo-Casaleggio?

R. Potrei risponderti che votiamo M5S malgrado il suo programma, nonostante la coppia Grillo-Casaleggio. E’ tanto difficile capirlo? Il macroscopico dato oggettivo per cui M5S è il principale conduttore della protesta sociale e politica, prevale sugli enormi limiti soggettivi del Movimento.
Queste elezioni segneranno una radicale polarizzazione: da una parte il blocco sociale della conservazione, delle rendite grandi e piccole, dei “garantiti”, che va dal Pd al Pdl, passando per la cerniera di Monti. Dall’altra il blocco del mutamento, dei “non-garantiti”, il blocco nel quale sta quella polvere d’umanità precaria e massacrata dalla crisi e che non ha più nulla o quasi da perdere.
I rivoluzionari debbono non solo stare nel gorgo, ma a fianco del popolo lavoratore che rialza la testa. Intendo il popolo in carne e ossa, non quello immaginario di una certa mitologia operaista, quello consegnatoci da decenni segnati dalla vittoria del capitalismo e dalla sconfitta storica del movimento operaio, quello frantumato in mille pezzetti sconnessi e che solo politicamente si può ricomporre. Chi immaginava la rinascita del vecchio movimento operaio, che il conflitto sarebbe risorto utilizzando i vecchi strumenti della battaglia sindacale e i tradizionali canali della sinistra politica, si sbagliava di grosso.
Detto questo, il programma di M5S contiene proposte largamente condivisibili. È quello che un tempo avremmo chiamato “programma riformista”. Con la differenza che oggigiorno per fare serie riforme sociali occorre scardinare il sistema, fare una rivoluzione. Come affermava Lenin, ciò che distingue i rivoluzionari dai riformisti, non è che i primi rifiutano le riforme, ma la via con cui ottenerle, cioè mobilitando le masse e non invece facendo affidamento alle manfrine parlamentari. Anche le proposte che alludono all’uscita dall’euro, al rifiuto dei Trattati europei come il Fiscal compact, alla nazionalizzazione delle banche, al reddito di cittadinanza —ciò che ci unisce a M5S—, sono declinate da quest’ultimo in modo “riformista”, fondate sull’illusione che si possa evitare la catastrofe del paese senza una profonda rottura rivoluzionaria. Queste illusioni verranno spazzate via nei prossimi anni. Il popolo lavoratore scoprirà che le catene euriste e liberiste possono solo essere spezzate.

Piazza S. Giovanni
D. Cosa rispondere a quanti accusano Grillo di essere demagogo, massone, populista e addirittura fascista?

R. Che mi viene da ridere. Queste sono accuse che vengono mosse da due opposti lati. Dai media di sistema, ovvero dalla oligarchia dominante che se la fa sotto e minaccia sfracelli se dalle urne non verranno risultati ad essa graditi, e da una certa estrema sinistra che, incapace di leggere un’ inedita e per sua natura controversa realtà sociale e politica, usa talmudisticamente il marxismo e si rifugia dietro alle effimere barricate di categorie trasformate in dogmi. Oggi il nuovo fascismo è quello che teorizza apertamente la dittatura dei mercati, ovvero del capitale finanziario. Massoni e ierocrati sono i tecno-oligarchi che procedono come invasati verso un super-stato imperiale europeo. Demagoghi e populisti sono i dominanti che mentono, che spacciano questo disegno diabolico, questo incubo, come un sogno. Questi “antagonisti” che definiscono M5S un movimento fascista o cripto-fascista non hanno solo perso la testa, si stanno ponendo in rotta di collisione con la nascente sollevazione popolare. Verranno seppelliti, spazzati via come fuscelli. Parliamo d’altro.

Piazza S. Giovanni
D. Dici che il risultato elettorale cambierà lo scenario politico, che esso darà coraggio al popolo lavoratore, una spinta alla rivolta sociale. Una delle proposte centrali del Mpl è quello del “fronte ampio” per dare alla ribellione forza e direzione politica. Il risultato elettorale che ti attendi aiuterà questo fronte a nascere?

R. Se vai a leggere quel che abbiamo scritto sul fronte ampio vedrai che non l’abbiamo mai immaginato come somma di sigle, di partiti, di sindacati ma, proprio nel significato gramsciano, come blocco storico-sociale. Non quindi una coalizione momentanea o di scopo. Fronti tattici di questo tipo nascono e muoiono nello spazio di una stagione. Noi parliamo di un fronte antisistemico che traghetti il paese fuori da questa crisi. Se M5S, come penso, otterrà un risultato clamoroso, allora dovremo concludere che questo è il luogo dove pulsa e si raggruppa l’Italia dei “non-garantiti”, degli “oppressi”, di chi vuole una svolta radicale, di chi non vuole crepare in nome dell’euro e del capitalismo casinò. Voglio essere brutale: se M5S raccoglierà il malcontento di massa esso sarà, se non già il fronte ampiodi cui parliamo, il suo indiscusso perno, il suo artefice. Se otterrà un risultato eclatante il primo soggetto politico che dovrà cambiare pelle e modus vivendi sarà proprio il Movimento 5 Stelle. Il successo gli porterà migliaia di nuovi attivisti, sangue e forze fresche. La sua attuale struttura si rivelerà inadeguata e soprattutto scoprirà la sua insufficienza nel fare fronte alle sfide future. E sai quale potrebbe essere, nei prossimi anni la sfida? Il governo del paese. Immagina che cataclisma politico e sociale, immagina con quali veloci mutamenti non solo noi, ma anzitutto i dirigenti di M5S, dovranno fare i conti. Insomma: un successo di M5S non solo aiuterà il fronte a prendere corpo, M5S sarà obbligato a svolgere questa funzione di aggregatore e artefice.

Beppe Grillo durante il comizio
D. Quale credete sarà la reazione dell’attuale classe politica se il M5S dovesse ottenere un clamoroso risultato elettorale? E come ci guarderanno i “mercati”?

R. I “mercati”, altrimenti detto i grandi strozzini della finanza globale, già minacciano fuoco e fiamme, di metterci in ginocchio con lo spauracchio dello spread nel caso le urne non diano loro risultati accettabili. Un mese fa questi pescecani lanciavano l’allarme perché Berlusconi era rientrato in scena. Da una settimana suonano un solo spartito: la minaccia di una clamorosa affermazione di M5S. Come vedi questi sono molto più svegli di tanti cretini di sinistra nostrani. Tutte le capitali finanziarie mondiali si augurano che l’asse Pd-Monti vinca le elezioni, che cioè possa sorgere un governo Bersani-Monti per tutta la legislatura. Come carta di riserva ripescheranno Berlusconi e resusciteranno un governo di “larghe intese”. Anche i cretini, in questo quadro, comprendono, che più forte sarà l’affermazione elettorale di M5S, più sarà cocente la sconfitta delle classi dominanti. E non occorre essere delle cime per capire che in questo contesto che tutto il resto è fuffa e che Rivoluzione Civile conta come il due di briscola.
Tre sono i dati essenziali che in sede di bilancio elettorale dovremo tenere in considerazione: (1) quanti voti prenderà M5S; (2) quanti ne prenderà l’asse Pd-Monti; (3) quanti ne prenderanno Pd-Monti e Pdl messi assieme. Il risultato più disastroso, per le classi dominanti, sarebbe che l’accozzaglia delle forze politiche che hanno sostenuto il governo Monti e che si sono alternate alla guida del paese dagli inizi dei ’90 in poi (e che godono del sostegno dei poteri imperiali), non superino la soglia simbolica del 50% degli aventi diritto —degli aventi diritto bada bene, non dei votanti— contestualmente ad uno sfondamento di M5S.
Se questo accadrà le classi dominanti saranno prese dal panico e avremo un terremoto che potrebbe travalicare le Alpi. Questo è il nostro augurio e vorrà dire che il paese entrerà in un periodo nuovo, di forti fibrillazioni, d’instabilità e di mobilitazioni moltitudinarie.

Beppe Grillo parla a P.zza S. Giovanni
D. Ci prepariamo dunque a festeggiare i risultati elettorali?

R. E che c’è di male? Era ora che scoppiasse la bomba, una bomba che mentre porterà il lutto nel blocco dominante, causerà un’ondata di gioia e di esultanza per milioni e milioni di cittadini italiani. Noi condivideremo questa felicità, che sarà di buon auspicio, che darà al popolo lavoratore la speranza e l’ottimismo per affrontare le fide durissime che ci aspettano.

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9 pensieri su “LA BOMBA SCOPPIERÀ”

  1. Flavio Vopisco dice:

    Il problema non è tanto l'opportunità o meno di sostenere il M5S. Anzi, per chi non sia del tutto prigioniero dell'ideologia, questo sostegno dovrebbe essere scontato. I dubbi sorgeranno dopo. Grillo saprà essere altrettanto radicale anche quando sarà il momento di fare delle scelte, di essere coerenti con quelle parti del programma genuinamente di sinistra? Non è una domanda peregrina. Grillo è stato – forse volutamente – irresoluto circa l'euro e l'UE, e i temi economici in generale. Prima parla di sovranità monetaria, poi straparla di referendum (che sarebbe una disfatta per il fronte antieuro, data la disinformazione al riguardo), quindi se ne esce con qualche sparata luogocomunista sul debbitopubblicobrutto, la casta, la coruzzione, ecc. E se il radicalismo si riducesse all'attacco contro la casta?

  2. piergiorgio de pompeis dice:

    Condivido pienamente l'analisi politica.Ho una forte senzazione, che si e' rafforzata in questi 20 giorni, leggendo i commenti su giornali come libero ed il giornale.Su mille di essi, abbiamo queste percentuali: a favore del pdl e del banana il 20%, neutrali senza indirizzo 15% neutrali ma con dichiarato voto al m5s per protesta 20% a favore del m5s 45% e questa percentuale la dice lunga sull'esito della tornata elettorale. Il problema potrebbe nascere dal pd-sel in cui e' radicata una cultura trasversale conservatrice a difesa dei propri privilegi. Credo pero' che avendo seguito per30 giorni i commenti su facebook all'indirizzo di Bersani un buon 20/25 % non dara' il proprio voto. Monti non raggiungera' la soglia del 10% ed Ingroia rischia grosso. I marpioni si stanno organizzando per i brogli.Confido pero' negli scrutatori del m5s e nei giovani attivisti disponibili ad una sorveglianza ininterrota di oltre 48 ore.Buona fortuna atutti per il momento ne abbiamo un estremo bisogno!

  3. Ecodellarete.net dice:

    E infatti farò il rappresentante di lista per il M5S, pur avendone politicamente "preso le distanze", per i ben noti motivi che tutti conosciamo.I tentativi di brogli ci saranno sicuramente, ma mi sembra che gli attivisti del MOV ne siano ben consapevoli. Dopo le elezioni si aprirà un interessante dibattito con i grillini, al quale dovremo partecipare portando con noi le armi della verità storica e della razionalità.

  4. piergiorgio de pompeis dice:

    Mi scusi, ritengo che grillo abbia fatto una campagna elettorale fantastica ed esemplare. Un italiano storico!!! La soluzione all'uscita dell'area euro ed il ritorno alla sovranita' monetaria non e' stato un punto martellante, perche' avrebbe avuto contro quotidianamente i mainstream sia italiani che europei, rischiando di perdere un bacino di voti tra gli italiani che sono ancora indecisi sulla questione.La posizione bisogna leggerla con la costante presenza della tv danese e svedese 2 paesi fuori dall'area euro ed il rifiuto ad ospitare le tv e la stampa italiana. Piu' chiaro di cosi.

  5. piergiorgio de pompeis dice:

    Sono orgoglioso di avere un italiano come beppe grillo !! Il resto sono tutte chiacchere!! Ho pregato che non gli venisse un infarto!!!

  6. Anonimo dice:

    Che tristezza che fate.Non era meglio dare indicazione di voto per l'unico partito coerentemente anticapitalista: il PCL!

  7. chiara dice:

    Conto i minuti ai risultati incrociando le dita. Grande Beppe! Che sia l'Italia a dare il via alla Sollevazione, questo mi piacerebbe raccontare ai miei figli!

  8. Giancarlo dice:

    Condivido l'indicazione data dal MPL per il voto al M5S e ne condivido anche le prospettive. Personalmente di Grillo e del suo movimento mi frega poco, il programma manco so cosa sia, l'importante è sparigliare le carte e creare problemi all'ex ABC. Cosa che ho fatto poco fa votando il M5S. Speriamo non ci siano brogli.Giancarlo

  9. Unknown dice:

    Colpisce molto sentire da sinistra, personalità come Giacchè o Azzarà (per es), paragonare il M5S al fascismo.A questo punto è la sinistra in Italia? Anche compagni bravi come loro non riescono a comprendere gli evidenti segni della vicenda storica che viviamo attualmente? Un atteggiamento che si spiega solo con il timore di rimanere fuori dal parlamento (cosa assai probabile)? Mi pare ci sia di più, un disgregamento ancora maggiore che dice della definitiva conclusione di un percorso storico. Grazie al MPL per la posizione tenuta, per le prospettive che può domani aprire.

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