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UNO SQUARCIO SUL SISTEMA DI POTERE IN UMBRIA

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«Mozzarella» è il soprannome con cui Maria Rita Lorenzetti è conosciuta nella sua città natale

INCONTRO PUBBLICO A FOLIGNO

Sabato 16 febbraio, ore 16:30 
presso la Sala della Corte – Palazzo Comunale – Piazza della Repubblica

Presiede: Marcello Teti

Intervengono: Massimo Maggi (Movimento 5 Stelle), Sauro Vitali (Comitato Rio Fergia), Giuseppe Mattoni (Comitato contro l’Invaso di Budino), Luigino Ciotti (Sinistra Critica), Maurizio Fratta (Redattore del blog sollevAzione), Moreno Pasquinelli (Mpl).
Certo, vale la presunzione d’innocenza. Ma è un fatto che la “zarina” Maria Rita Lorenzetti, in qualità di presidente di Italfer, è accusata di abuso d’ufficio e corruzione, nonché di essere a capo di una “associazione per delinquere”. 

Recitano le carte della Procura di Firenze: «Lorenzetti svolgeva la propria attività nell’interesse della controparte (Nodavia e Coopsette -soggetti appaltanti) e mettendo a disposizione dell’associazione le proprie conoscenze personali, i propri contatti politici e una vasta rete di contatti grazie ai quali era in grado di promettere utilità ai pubblici ufficiali avvicinati e conseguendo altresì incarichi professionali nella ricostruzione del terremoto in Emilia in favore del coniuge». 

I fatti si riferiscono al passante Tav (ma guarda un po’) nel capoluogo toscano. Noi non siamo stupiti.

La “zarina” è stata presidente della nostra regione per ben dieci anni, dal 2000 al 2010. Un decennio caratterizzato dal suo strapotere. Il sistema si basava (e si basa) su: (1) Un uso nepotistico e clientelare del denaro pubblico: appalti, prebende, posti di lavoro elargiti solo a coloro che facevano parte della consorteria dominante —ricordiamo che la “Zarina” è stata rinviata a giudizio per l’inchiesta detta “Sanitopoli”. Una piovra tentacolare che non afferrava solo le istituzioni ma la stessa società civile, che così veniva corrotta e silenziata. (2) Un legame corruttivo strettissimo tra la casta politica oligarchica con gruppi industriali e finanziari privati, anzitutto palazzinari e cementieri —legame giunto alla sua apotesi con la ricostruzione post-terremoto. (3) Lo smembramento e la privatizzazione di buona parte dei servizi pubblici regionali—nel decennio della “Zarina” quasi l’intero sistema del welfare viene consegnato alla gestione di privati e/o SpA con partecipazione pubblica.

Sul piano squisitamente politico il frutto più amaro del decennio Lorenzetti fu il nuovo Statuto regionale, approvato nell’aprile 2005, impregnato di un presidenzialismo antidemocratico che fece invidia alle destre-post-fasciste (non a caso votato anche da loro in un Consiglio regionale oramai trasformato in un organo di passacarte della Giunta). Senza dimenticare che un mese prima, con sfacciato atto d’imperio, sospese il referendum regionale sulle stellari indennità dei consiglieri regionali. 


E’ ora che anche adesso quest’Umbria che non si è mai piegata alle intimidazioni della casta oligarchica dominante, esca dalla trincea. Adesso che gli eredi della Lorenzetti vanno raccattando voti per andare al governo e imporci, sulla scia di Monti, sacrifici lacrime e sangue. Non è mai troppo tardi per cacciarli!

Movimento Popolare di Liberazione 
per contatti: mpl.umbria@gmail.com

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4 pensieri su “UNO SQUARCIO SUL SISTEMA DI POTERE IN UMBRIA”

  1. Anonimo dice:

    Redazione, un consiglio.Dato che posso venire a un solo incontro pensate che sia meglio il 13 a Perugia o il 16 a Foligno?

  2. Anonimo dice:

    Questo è il programma appena uscito del nuovo movimento di Gustavo Piga. E' molto diverso dal vostro ma ci sono dei punti molto interessanti che penso sia importante valutare.http://iviaggiatorinmovimento.it/wp-content/uploads/2013/01/viaggiatori_programma_a4_B.pdf

  3. U.S. dice:

    Chi conosce l'Umbria sa bene che in questa piccola regione si combatte una lotta ferale non solo fra oppressi ed oppressori, nel senso trasversale del termine, ma anche fra Nord e Sud, fra Perugia e la periferia.Perugia ha sempre avuto un atteggiamento imperialistico nei confronti degli umbri. Perugia considera con disprezzo l'umbro e non si considera umbra, ma etrusca. L'Umbria per Perugia è soltanto una zona da conquistare, devastare, sfruttare. Per questo a Perugia e Assisi c'è il turismo, le banche, i centri commerciali, mentre a Terni ci sono le fabbriche. Perché l'umbro per il perugino è solo forza-lavoro. Che il sud italia cominci con Spoleto lo diceva ad esempio Dante nel "De vulgari eloquentia", anche se da un punto di vista strettamente linguistico. Perché allora questa strana regione? Perché Perugia non va con la Toscana e gli umbri non conquistano la libertà?La risposta è semplice: a Perugia, come a Firenze, c'è la massoneria e Mussolini ha pensato bene a dare alla massoneria due capoluoghi in cui mangiare. Uno in casa, uno in territorio "occupato": l'Umbria appunto.

  4. U.S. dice:

    Alla luce di tutto questo, il vostro meritorio evento subisce le influenze razziste del nord della regione.Curioso che non avete invitato:- il comitato ternano contro gli inceneritori (a Terni si trovano 3 dei 4 inceneritori della regione)- gli ambientalisti e gli anarchici spoletini, che per aver criticato la Lorenzetti sono stati perfino arrestati.Sembra che sia fatto a posta per portare voti al Movimento 5 Stelle. I grillini infatti sono allergici agli inquisiti e si fa questo evento proprio ora che la Lorenzetti è sotto inchiesta (come se prima andasse bene). Mentre invitare i compagni accusati di terrorismo avrebbe certamente fatto esplodere una crisi d'asma al disossino (metaforico) Massimo Maggi e all'ex sbirro in pensione (questa volta sul serio) Sauro Vitali

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