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BOTTEGA PARTIGIANA

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15 ottobre. Riceviamo e volentieri pubblichiamo il Manifesto di Bottega Partigiana, un collettivo sovranista costituitosi di recente e col quale ci auguriamo di poter marciare assieme.

I BENI PUBBLICI ED I DIRITTI NON SONO IN VENDITA

«E’ giunta l’ora di rivendicare con forza e coerenza la nostra libertà di scelta. Noi vogliamo recuperare in concreto il senso del bene comune e la consapevolezza collettiva per cui i beni pubblici ed i diritti non sono, né dovranno mai più essere negoziabili o vendibili.

Dobbiamo ritrovare il senso di comunità e di appartenenza, riappropriandoci con orgoglio del nostro patrimonio collettivo affinché alcun diritto possa mai più essere violato.

In nome di interessi che fanno leva sui dogmi neoliberisti dell’onorabilità del debito e del “Ce lo chiede l’Europa” ci vengono imposte misure di austerità depressiva, con tagli alla spesa pubblica ed elevata pressione fiscale su famiglie ed imprese.

Una tra le più gravi forme di servitù politica é la sottomissione degli Stati alle logiche di mercato, che negano la possibilità di garantire i diritti e le tutele sociali finalizzate al bene comune.

L’asservimento politico ha adeguato tutte le azioni e decisioni, quali privatizzazioni, liberalizzazioni e perdita del ruolo regolatore dello Stato, all’esclusiva tutela degli interessi dei grandi gruppi finanziari e delle lobbies capitalistiche.

NESSUNO CI HA CHIESTO NULLA

Le attuali oligarchie politiche e finanziarie hanno utilizzato la retorica dell’Europa dei Popoli, per creare un’Europa monetaria funzionale alle esigenze dell’aristocrazia finanziaria e del grande capitale europeo.

I cittadini non hanno avuto la possibilità di esprimersi sul reale significato economico e politico dei trattati firmati con l’Europa, e quando hanno avuto la possibilità di farlo, come in occasione del referendum francese del 2005, si sono opposti al progetto.

L’Europa attuale, essendo stata costruita come un mercato di beni e capitali e come un’unione monetaria, è un’Europa capital-finanziaria dove i popoli europei non contano più nulla né come soggetto politico, né come soggetto sociale.

E oggi, quando il progetto è vicino al fallimento, pur di non mettere in discussione i principi assurdi stipulati dal trattato di Maastricht in poi, gli eurocrati di Bruxelles cercano di creare un “doppio euro” per salvarsi e conservare il loro dominio economico e politico.

RICONQUISTARE LA SOVRANITÀ

In Italia e nei paesi che hanno aderito all’eurozona si sta accentuando la disparità fra i cittadini e la disoccupazione e la precarietà sono diventate una vera emergenza umanitaria.

Perché, per sopperire alle nostre esigenze, dobbiamo chiedere in prestito denaro ai mercati di capitali privati? La moneta moderna non è legata ad una corrispondenza in oro come avveniva in passato, e potrebbe essere lo Stato a gestirne l’emissione e la spesa, in quanto i limiti a cui è sottoposta sono legati alle reali forze produttive disponibili.

La separazione tra le banche commerciali e le banche d’affari, la sovranità monetaria e fiscale, il ritorno all’unione tra Tesoro e Banca D’Italia, e l’istituzione di misure protezionistiche che impediscano le attuali forme di delocalizzazione liberoscambista, sono i primi passi necessari per costruire uno Stato che protegga i cittadini dall’aggressione dei grandi speculatori togliendo loro il dominio sull’economia. Per riconquistare la sovranità politica ed economica, occorre combattere la logica dell’indipendenza della Banca Centrale nazionalizzandola, per poterne sottoporne l’operato a un controllo democratico, che le conferisca una funzione sociale finalizzata non all’accumulo di capitale, ma alla promozione dell’occupazione.

Disponendo degli strumenti e delle risorse per finanziare una ripresa dell’economia, lo Stato potrebbe quindi assumere il ruolo di “creatore di occupazione” sviluppando una finanza che sia davvero funzionale agli interessi popolari, e che ridimensioni il ruolo della finanza privata nei processi produttivi legati all’occupazione.
 
LO STATO SIAMO NOI

Vogliamo che venga ridato un futuro ai lavoratori, alle imprese e al ceto medio che, per via della morsa della ristrettezza del credito e grazie ad una tassazione improponibile, sono massacrati dalla crisi e non riescono più a trovare un lavoro dignitoso per il loro sostentamento e per quello della loro famiglia.

Vogliamo una sovranità politica e monetaria in cui i finanziamenti vengano finalizzati al bene pubblico e a progetti socialmente utili. Vogliamo che vengano creati nuovi servizi al cittadino e vengano migliorati quelli esistenti. Vogliamo che si crei occupazione.

Non vi può essere vera libertà senza la giustizia sociale, come non vi può essere vera giustizia sociale senza libertà. L’eredità dei partigiani è calpestata insieme alla Costituzione.

“Non aspettarti nessuna risposta, oltre la tua” disse Berthold Brecht.

E’ in gioco il futuro di tutti noi, il futuro dei nostri figli.

Dobbiamo ribellarci adesso per creare un nuovo paradigma politico e culturale fondato sulla dignità umana. Facciamolo. Facciamolo insieme. Facciamolo adesso».

Per firmare questo Manifesto clicca QUI 
 
* Fonte: Bottega Partigiana

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7 pensieri su “BOTTEGA PARTIGIANA”

  1. Anonimo dice:

    ElisseoCorre il detto. "Non si muove foglia che R.hild non voglia. Io penso che sia vero."Che sia un bene o che sia un male lo vedremo nel giorno del Giudizio. Intanto però …

  2. Anonimo dice:

    Bottega Partigiana: la solita minestra interclassista riscaldata.Lo Stato siamo noi? col cavolo!E' proprio lo Stato che ci opprime e ci opprimerà, essendo un organo funzionale agli affari della borghesia.MPL, mi ricorda sempre più il mov.5 stelle, che a man mano che acquista visibilità, traina sul proprio carro, gente di tutti tipi, interclassista insomma.Uno che segue il blog

  3. Anonimo dice:

    All'anonimo di cui sopra: vorrei sapere quanti operai c'hai dietro coi tuoi discorsetti "rivoluzionari"; quanti dei tuoi mitici proletari di daranno ascolto… Dove sono questi proletari anticapitalisti? Dalle mie parti (la "padania" sono vent'anni che votano per la lega e berlusconi. I tuoi operai….

  4. Anonimo dice:

    DemetrioE' parecchio tempo che seguo questo sito e, sebbene talvolta abbia di che criticare un po' (nessuno è perfetto) devo riconoscere che su queste colonne non ho mai letto opinioni che non siano equilibrate e razionali. Ovviamente compatibilmente con l'era tenebrosa e sanguigna che stiamo attraversando , era che per coloro che la vivono confinati nei gironi bassi della piramide sociale (e siamo sempre più numerosi e impotenti) è davvero angosciosa per il senso di incatenamento dello spirito che infonde. Certo i problemi per le classi infere sono molto gravi ma, a quanto pare, sembra che nessuno abbia la soluzione in tasca ed è già molto che ci sia chi non si arrende definitivamente e cerca di dibattere le questioni lealmente e, assai spesso, anche con una certa onestà intellettuale. .

  5. Anonimo dice:

    All'anonimo delle 18e37:P.P.Pasolini, scriveva nei suoi apologhi da Casarza che: se un manzo, portato da un contadino al mattatoio con un’esile corda, sapesse o venisse a capire quello che ad esso sta per capitare il contadino non riuscirebbe a portarlo in quel luogo, docile o mansueto, con una tale facilità! Ed è proprio questo quello che succede alla classe lavoratrice, viene portata al macello, generazione dopo generazione, con l’esile corda dell’ideologia borghese imperante! (ideologia borghese che si serve anche, dei mass media, veri e propri mezzi di persuasione occulta, saldamente in mano alle classi dominanti).Ecco perchè caro amico padano, i "tuoi" operai votano Lega e Berlusconi.Sono degli "ideologizzati" che secondo le parole di Marx: "man mano che la produzione capitalistica procede, si sviluppa una classe operaia che per educazione, tradizione, abitudine, riconosce come leggi naturali ovvie le esigenze di quel modo di produzione" (il modo di produzione capitalistico).Ti saluto compagno padano.Uno che segue il blog (ma saltuariamente).

  6. Pigghi dice:

    A quello che segue il blog vorrei dire che ha ragione quando parla dei media, ma torto quando parla di mpl come m5s, sebbene sia stata fin troppo benevola nei suoi confronti.L'anonimo di prima secondo me voleva far capire quanto sia difficile oggi farsi capire per una sinistra vera.Già il linguaggio ormai provoca distacco e bisogna riuscire ad andare incontro a quella massa che da un lato si è trovata oppressa dal centrosinistra e dall'altra disprezzata per la colpa di non capire abbastanza ormai anestetizzata per il processo che hai spiegato prima.Per quanto riguarda lo stato intendi ovviamente lo stato funzionale al capitalismo, è proprio per questo che, in maniera approssimativa, BP dice "lo stato siamo noi", perchè deve essere funzionale a noi, non la possiamo bollare come borghese o interclassista.Siamo in un momento di grandi cambiamenti, lo stato stesso è sotto attacco del capitalismo al quale non è più funzionale, anzi è forse d'impaccio perchè unico in grado di porre un freno.Quindi che dovremmo fare? una lotta distruttiva allo stato "senza se e senza ma" rischiando di fare un favore al'oppressore?Non è che facendo sparire tutta la sovrastruttura cambiamo qualcosa, resta solo da capire se è possibile usarla e trarne vantaggio.

  7. Bottega Partigiana dice:

    Ringraziamo Pigghi che ha perfettamente compreso ciò che intendevamo con "Lo Stato siamo noi", se sia approssimativo o meno non sta a noi dirlo.Per ll resto interclassisti? Basterebbe leggere il manifesto per comprendere ciò che vogliamo fare e ciò che diciamo. E l'interclassismo, ovviamente, non ha nulla a che vedere con "alleanze di classe" con il piccolo ceto medio colpito dalla crisi.Ne approfittiamo per ringraziare MPL per aver pubblicato il nostro "Manifesto".

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