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I GIORNI DELLA RABBIA (e dei babbei)

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11 dicembre. Mentre scriviamo un Parlamento illegittimo sta votando una terza fiducia al governo Napolitano-Letta. C’era un convitato di pietra, la rivolta di piazza che sta incendiando il Paese, giunta oggi al suo terzo giorno. Indicativo quanto ad un certo punto ha dichiarato il segretario del Partito democratico Guglielmo Epifani. Da portavoce qual’è del principale paladino dell’ordine costituito dopo aver stigmatizzato e condannato il movimento del 9 dicembre, ha inveito e minacciato rabbiosamente “chi si è permesso di oltraggiare gli esponenti e le sedi del Partito democratico”. Il riferimento è a quanto accaduto ieri a Perugia. 

Nelle stesse ore il Ministro dell’interno suonava il medesimo spartito.

Segno del nervosismo che regna nei traballanti Palazzi del potere. Un segno di debolezza che suo malgrado Letta ha confermato quando, chiudendo la sua filippica, ha dovuto ribadire che lui non si arrende e si “batterà come un leone contro le pulsioni antieuropeiste”.

Dunque, anche se la rivolta si fermasse oggi, essa avrebbe ottenuto un successo enorme. Lo ha ottenuto perché ha saputo strappare tanti comuni cittadini dallo stato di sudditanza e d’impotenza, gettandoli nel fuoco della lotta;  perché ha saputo parlare al cuore e alla testa di milioni e milioni di cittadini falcidiati dalle politiche criminogene dei dominanti ottenendo un’ampio consenso.  —dominanti che d’ora in avanti non potranno più usare l’alibi che siccome gli italiani non s’incazzano vuol dire che condividono i duri sacrifici richiesti.

Ma questo NUOVO MOVIMENTO non si fermerà qui. Potrà rallentare, inciampare, ma è destinato a crescere, ad ingrossare le sue fila. Si farà le ossa, si dovrà strutturare in forma stabile (un coordinamento nazionale di tutti i portavoce locali?) superando disorganizzazione e pressapochismo. La sfida lanciata dal Movimento è tutta politica ciò che lo obbliga a crescere a maturare in fretta. Se la sua attuale direzione si dimostrerà inadeguata non abbiamo dubbi che verrà scavalcata e sostituita.

Se il Movimento del 9 dicembre è riuscito in questo mezzo miracolo non è solo perché la misura era colma. Se ha funzionato come catalizzatore della rabbia è grazie ad otto fondamentali fattori: 

(1) è stato respinto ogni sindacalismo categoriale a favore di un vero e proprio programma politico generale,
(2) No alla globalizzazione e al capitalismo finanziario predatorio,
(3) No all’Unione europea,
(4) Riconquistare la sovranità popolare e monetaria,
(5) Difesa e applicazione della Costituzione,
(6) Ripudio di tutti i partiti, di destra e di sinistra, che hanno governato il Paese causando la catastrofe sociale,
(7) di contro alla richiesta rivolta ai governi di cambiare la loro politica economica si chiede un cambiamento radicale, politico ed economico, un governo popolare,
(8) decisiva, sul piano simbolico, anche la decisione di rifiutare ogni bandiera di partito a favore di quella italiana.

I media di regime, dopo aver annunciato che la protesta sarebbe stata un flop,  hanno scatenato la loro artiglieria pesante, definendo la rivolta “populista”, “demagogica”,”qualunquista”, “fascista”, “golpista”. 

Al secondo giorno, quando  hanno visto i presidi e i blocchi ingrossarsi— di giovani, studenti, precari, pensionati, oltreché di piccoli imprenditori in rovina—, le centrali strategiche della disinformazione hanno aggiustato il tiro, ricalibrandosi verso un peloso paternalismo.

E’ la medesima traiettoria di certa sinistra “antagonista”. 
Leggendo lunedì certi siti “rivoluzionari” veniva il dubbio che avessero fatto un copia e incolla da la repubblica. Martedì, ieri, già si segnalavano le prime, timide e contorte correzioni di tiro. Senza tuttavia ammettere il madornale errore iniziale. Un buon segno.

Ci sono tuttavia numerosi babbei in circolazione —faremo nomi e cognomi a tempo debito, stiamo anche noi monitorando e catalogando— che insistono a chiamare questa rivolta “reazionaria”. La prova sarebbe che i fascisti l’avrebbero infiltrata. Gli stessi che hanno scatenato una miserabile campagna contro l’MPL e i suoi dirigenti, accusandoli, dal momento che aderiscono alla protesta, di essere “pappa e ciccia coi fascisti” —ciò che a sinistra suona come la più infamante delle scomuniche, quella che merita la condanna all’ostracismo se non peggio. Veramente non noi solo “aderiamo”, ci siamo dentro fino ai capelli, e in ogni luogo in cui siamo abbiamo occupato la prima linea. 


Ed è proprio per questo nostro ruolo attivo, perché ci stiamo conquistando la stima di chi sta occupando strade e piazze, che possiamo praticare l’antifascismo, quello vero, quello che toglie spazio, agibilità e ossigeno ai fascisti proprio nei luoghi di massa in cui essi cercano di ficcarsi. 

Sì cari babbei! noi abbiamo deciso di “sporcarci le mani”, di stare comunque col popolo che soffre e, nel fuoco della battaglia, guadagnare la sua fiducia. Non è con le declamazioni isteriche e con gli esorcismi che si emarginano i demagoghi, ma battendosi per indirizzare sui giusti binari la rabbia sacrosanta di chi ormai è alla fame ed è pronto a tutto.

Babbei! Chiedetevi piuttosto come mai proprio nelle città in cui siete i fascisti si sono potuti infiltrare, perché siete ai margini di questa grande protesta. Chiedetevi se ciò non sia dovuto al fatto che non avete alcuna reale base sociale, che la vostra consistenza politica è inversamente proporzionale al volume dei vostri proclami ideologici, ed al vostro antifascismo paranoide.

Vi faremo rimangiare le vostre accuse infamanti. Non sarete voi che verrete a prenderci. Saremo noi che verremo e prendere voi!

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13 pensieri su “I GIORNI DELLA RABBIA (e dei babbei)”

  1. Anonimo dice:

    "Queste stesse persone oggi gridano al pericolo fascista che proprio loro hanno contribuito a far nascere. Detto ciò, i rischi di una deriva reazionaria esistono eccome, ma perchè l’Italia è diventata fondamentalmente un Paese di destra, politicamente e culturalmente. L’unico vero argine che sembra esserci oggi nelle piazze è rappresentato dai centri sociali, gli studenti, i migranti, che con tutti i limiti sono stati fin dall’inizio dentro questo movimento. Con difficoltà e non senza contraddizioni, ma è grazie a loro se oggi i leader di Forza Nuova o Casa Pound non sono alla testa dei rivoltosi."http://www.nuovasocieta.it/attualita/i-forconi-la-paura-dei-fascisti-e-leco-della-sinistra/

  2. keoma08 dice:

    Sul 9 dicembre: le impressioni di un metalmeccanicoQuesta non vuole essere un analisi "militante" su quanto accaduto ieri ma solo una serie di riflessioni a caldo. Un ringraziamento a Infoaut e a Radio Black Out che han dimostrato di capire gli eventi in corso senza farsi prendere da isterismi. "…Eppure qualcosa deve succedere, non si può andar avanti così!". Quante volte,in questi anni,abbiamo sentito questa frase,magari alla fine di qualche discorso sull'ennesimo furto dell'ennesimo politico, durante la pausa caffè in cantiere,oppure al bar a fine giornata. Diciamo che, in questi ultimi anni, i discorsi sulla "casta" sono quelli che al lavoro vanno per la maggiore insieme al calcio il costo proibitivo della vita e la Belen di turno vista in tv la sera prima. E' difficile descrivere i problemi che abbiamo senza cadere nel mantra del: "non si arriva a fine mese". Posso dire che nemmeno noi che lavoriamo abbiamo un reddito,chiamare "reddito" quattro soldi che se ne vanno tutti dopo due settimane tra affitto,bollette e carburante è un eufemismo,andare a lavorare senza un euro in tasca dopo che hai preso lo stipendio tre settimane prima (quando va bene) è qualcosa che ti fa veramente incazzare,andare a trovare i genitori e, magari,fargli un po di spesa perchè dopo una vita che hanno lavorato hanno una pensione al limite della fame ti fa incazzare ancora di più,li guardi e pensi: io finirò così. A molti queste cose possono sembrare ovvietà,luoghi comuni questa è solo una parte della realtà che affrontiamo tutti i momenti,non vado oltre perchè non è mia intenzione piangermi addosso. Sul lavoro, ma anche in giro, se ne è parlato molto sul 9,non si sono visti manifesti o volantini,tutto è corso con il passaparola cose sentite,cose lette su facebook al cellulare. Anche sui "forconi",non si sa molto ma quello che ha spinto molti di noi a fare blocchi o scendere in piazza è stata una parola d'ordine molto semplice: "tutti a casa,se ne devono andare tutti". In quel "tutti a casa" che molti,a sinistra,bollano come "populismo" (evidentemente "se vayan todos" fa più figo) è racchiusa la nostra rabbia i cui obbiettivi,nonostante la spontaneità che tutti ieri abbiamo visto, sono ben chiari Lo si è visto in Piazza Castello,davanti al palazzo della regione,o davanti alla sede di Equitalia oppure fuori dal comune di Nichelino (successivamente occupato),lo si è visto durante i blocchi sulle strade. (segue)

  3. keoma08 dice:

    ( continua )Non mi va di usare spocchia nel giudicare la gente, il fatto che partecipi (nel limite del possibile) a cortei o iniziative non fa di me un superuomo con le risposte in tasca,e non ho nessuna intenzione di dare patenti politiche a destra e a manca. Faccio l'operaio da una vita e la gente la conosco,mi rendo conto che nella nostra classe sociale c'è un vuoto politico enorme che di certo non è qualche partitello di estrema destra a colmare,mi rendo conto dei limiti che questo vuoto ha creato,ma non riesco a capire il disprezzo da parte di chi,invece,dovrebbe essere in mezzo a noi. Ed è proprio questo il punto: si tifano le rivolte esotiche della Turchia,o quelle della Grecia (attraverso tutti i filtri mediatici) ma quando qualcosa di simile si verifica nel nostro paese allora sono in molti a sigmatizzare e correre ai ripari. Chi non si "mescola con i fascisti" (che a forza di ripetere sta cosa dei fascisti sembra quasi che fn sia la spectre del momento),chi tira fuori una spocchia assurda e fastidiosa,contro i "bottegai" (manco avessero tutti la botique griffata in centro), chi si domanda come mai gli sbirri non carichino duramente la gente in P.zza Castello (cazzo questa poi è proprio una cosa infame),e chi tra un po difende a spada tratta i commercianti del centro che "poverini vengono intimiditi". Anche sta cosa,non l'ho capita: se io sciopero e,magari,ottengo un risultato quello finisce in tasca anche di chi non ha fatto nulla,non ha aderito allo sciopero e ha fatto il crumiro quindi non vedo quale sia il problema a sfanculare i crumiri. Chi in questi giorni vede fascisti dappertutto non ha ancora ben capito,che cosa sia e che cosa è diventata,nel frattempo,la nostra classe sociale la vita che facciamo ogni giorno e le difficoltà che abbiamo. Le critiche e le analisi sulla "ricomposizione di classe" le lascio alla sinistra salottiera voglio capire e (quando posso) esserci,ieri non ho visto fascisti oppure "piccoli imprenditori col mito di berlusconi" o "bottegai",ho visto la stessa gente che vedo sul lavoro e nella vita di tutti i giorni per una volta tanto per strada e pure un attimo incazzata. UN LAVORATORE METALMECCANICO http://www.infoaut.org/index.php/blog/metropoli/item/9954-sul-9-dicembre-le-impressioni-di-un-lavoratore-metalmeccanico ——————————————— "E gli occhi dei poveri riflettono, con la tristezza della sconfitta, un crescente furore. Nei cuori degli umili maturano i frutti del furore e s'avvicina l'epoca della vendemmia" John Steinbeck, “Furore”

  4. Anonimo dice:

    Anche il (nuovo) PCI esprime una posizione condivisibile sulle proteste: http://nuovopci.wordpress.com/2013/12/11/ribellarsi-e-giusto-viva-la-ribellione-delle-masse-popolari/

  5. Anonimo dice:

    mi piace la frase finale di chiusura, mi piace, bravi, bravi

  6. Anonimo dice:

    a .. (non ricordo).. incontrammo un intellettuale,la faccia era giusta e tutto quanto il resto,ci disse compagni no, non condivido il gesto,manca l'analisi e poi non ci ho l'elmetto,ah certo però come sono fini quegli intellettuali tanto amati dalla nostra sinistra radical chic e salottiera che se ne sbatte degli agricoltori ridotti alla fame e degli operai con tre figli in cassa integrazione e dei pensionati,dove stanno in questi giorni,certe volte penso che un po' di pol pot non guasterebbea volte mi immagino la Finocchiaro che raccoglie patate in un campoperché un poveraccio del burkina faso si e le i no ?non sarebbe più giusto un oò per uno ?

  7. la congiura degli eguali dice:

    mi viene da immaginare, i censori che rappresentano la cosidetta sinistra comunista da tempo ormai extraparlamentare, extraparlamentare non perchè ripudiano il parlamento, ma perchè fra il proletariato oggi non contano un cazzo, e quindi niente croci sulla falce e martello nella scheda elettorale, mi vien da immaginare ripeto che i cosidetti censori fini intellettuali, scrivano le loro scomuniche tastierando sulla poltrona girevole in un ambiente col termosifone acceso, rilassati dal tepore e quindi giù a compilare di fascismo e reazione, mentre chi lotta lo fa per non essere scaraventato negli inferi della fame; e poi la caduta di stile lamentosa sul perchè le forze del cosidetto ordine non spaccano a colpi di manganello le teste dei dimostranti; citano marx però non hanno alcuna capacità, per la loro gretta chiusura mentale ideologista, di approcciare un minimo di dialogo con persone che faranno parte del proletariato povero perchè il capitalismo se l'è belle e scaricati; a pensarci non sono capaci di essere credibili per le cosi dette masse popolari, che il pci con tutte le contraddizioni di questo mondo sapeva in un certo qual modo rappresentare.

  8. Ecodellarete.net dice:

    Aggiungerei, caro anonimo (kaxio, ma un nick fasullo come firma???) che i "fini intellettuali" sono gli stessi che non vogliono capire il ruolo dell'euro e dell'UE in questo disastro. Per chi sta al calduccio, il problema è sempre un altro. Parlano di "caduta tendenziale del saggio di profitto", ma chi sta nei guai fino al collo traduce "caduta tendenziale della credibilità".

  9. virginio Monti dice:

    Anche i compagni di Sollevazione si devono dare una calmata perchè nessuno deve andare a prendere nessuno e il problema è che anche i simboli contano e la bandiera italiana è un simbolo che identifica il sovranismo e i fascisti e che i compagni hanno l'obbligo,quelli che hanno capito più degli altri,che bisogna "sporcarsi" anche nel sostenere le legittime proteste dei padroncini del nord e del sud ma che l'obiettivo deve essere di classe e che con certi ceti sociali non è possibile fare l'intero percorso necessario per raggiungere l'obiettivo del socialismo.Cosi come è fondamentale capire che non c'è nessuna costituzione da difendere ormai ma di scriverne una nuova e che non sia democratico borghese,che non corrisponda solo ad un compromesso sociale che poi in oltre 60 anni ha funzionato per le classe dominante.

  10. Anonimo dice:

    Da leggere questo intervento di Guido Viale sul Manifesto: http://ilmanifesto.it/siamo-un-po-piu-uguali-ai-movimenti-globali/

  11. la congiura degli eguali dice:

    @ecodellarete: se è riferito a me il nick fasullo come firma, il nick non è fasullo affatto, anzi è un nick che mi piace, perchè io appartengo agli eguali vittime del capitalismo che è per natura sempre criminale; spero saprai che la congiura degli eguali si riferisce ad una fase storica della francia; saluti comunisti.

  12. Redazione SollevAzione dice:

    caro compagno Monti,hei!ma noi siamo calmissimi, malgrado i babbei ci abbiano dato del fascista.la capisci quest'accusa? O fai l'indiano.Se ce dicessero de visu immagina cosa accadrebbe….Ce lo dai il diritto di difenderci?O dovremmo stare prender insulti da analfabeti stalinisti?AH! Certo!I padroncini, la bandiera tricolore, la sovranità… tutta merda no?Questo non è estremismo?

  13. Ecodellarete.net dice:

    Caro "congiura degli eguali", mi sono espresso male, c'è stato un fraintendimento. Volevo solo dire che chi commenta, se proprio non vuole registrarsi, può almeno aggiungere una "firma fasulla" per facilitare i riferimenti.Certo che siamo tutti un po' nervosi! Calmiamoci, noi ragioniamo e abbiamo anche idee diverse, ma stiamo dalla stessa parte della barricata.Calorosi saluti ciociari.

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