Browse By

L’UNIONE BANCARIA, LA GERMANIZZAZIONE DELL’EUROZONA E L’USCITA DA SINISTRA di Emiliano Brancaccio

 579 total views,  2 views today

5 gennaio. Il 16 dicembre scorso, su invito del gruppo parlamentare del M5S, Emiliano Brancaccio (nella foto) ha svolto a Roma, presso il Palazzo dei Gruppi, una prolusione di straordinaria efficacia. Un anticipazione di quel che ci dirà a Chianciano Terme sabato 11 gennaio.  
Più sotto la registrazione filmata.

«Le politiche di austerity e le cosiddette riforme strutturali non riducono la forbice tra gli andamenti economici dei paesi dell’eurozona ma tendono ad accentuarla. Né l’unione bancaria costituisce una soluzione: anzi, con simili divergenze negli andamenti macroeconomici, le ristrutturazioni che deriverebbero dall’unione bancaria potrebbero accentuare il processo di “mezzogiornificazione” dei paesi periferici dell’eurozona. A queste condizioni l’unione monetaria europea resta dunque insostenibile. 

Il problema, come segnalato dal “monito degli economisti” pubblicato poche settimane fa sul Financial Times, è che esistono modalità alternative di uscita dell’eurozona. Vi è in primo luogo una modalità di abbandono della moneta unica definibile “gattopardesca”, di stampo liberista e liberoscambista, che si limiterebbe ad affidare i tassi di cambio al gioco erratico delle forze del mercato, che non metterebbe assolutamente in discussione il mercato unico europeo e che eviterebbe qualsiasi meccanismo di tutela dei lavoratori subordinati e dei salari. 

Ma esiste anche un’altra opzione, definibile statuale e protezionista: un’alternativa che lega l’uscita dalla moneta unica alla messa in discussione di alcuni aspetti del mercato unico europeo, che in tal senso associa l’abbandono dell’euro alle nazionalizzazioni bancarie e che mira, tra l’altro, a tutelare i lavoratori subordinati e il potere d’acquisto delle retribuzioni. Allo stato attuale si tratta di una opzione minoritaria, che tuttavia presenta una interessante caratteristica politica: chi rassicura i lavoratori dipendenti può spaccare il sistema del consenso in Italia e creare una maggioranza anti-euro».



* Fonte: Emiliano Brancaccio

image_pdfimage_print

9 pensieri su “L’UNIONE BANCARIA, LA GERMANIZZAZIONE DELL’EUROZONA E L’USCITA DA SINISTRA di Emiliano Brancaccio”

  1. Peter Yanez dice:

    Se la proposta è creare un'ipotetica maggioranza anti-euro rassicurando i lavoratori dipendenti (pubblici e privati) con la promessa di una indicizzazione dei salari dopo l'abbandono dell'Euro, beh, allora mi astengo dalla discussione, il livello è troppo basso per i miei gusti

  2. Redazione SollevAzione dice:

    Più che i tuoi gusti qui, c'è in ballo la tua intelligenza.. per non parlare della tua scarsa sensibilità sociale.

  3. Peter Yanez dice:

    Forse per voi la sensibilitù sociale consiste nel rassicurare chi è già in qualche modo garantito quando ci sono milioni di disoccupati e di pensionati che sopravvivono in condizioni assolutamente precarie, per me no

  4. Anonimo dice:

    Yanez, sei solo un povero idiota, oppure sei un padroncino che spera di usare i vecchi argomenti di Capezzone per dividere i lavoratori e per rimettersi a fare i prezzi a piacimento. Ci proverete sempre voi maiali a dividere i disoccupati da un lato e i metalmeccanici dall'altro. Ma gli uni e gli altri stanno dalla stessa identica parte. Il vero nemico sei tu, fascio.

  5. Anonimo dice:

    Interessante. Si può avere il testo dell'intervento? grazie Franco

  6. Peter Yanez dice:

    Anonimo, temo che tu non abbia compreso il senso del mio commento, ora te lo spiego in altre parole : non sono io quello che vuole dividere"i disoccupati da un lato e i metalmeccanici dall'altro", di fatto questa divisione la determina chi propone di creare un ipotetico ed illusorio fronte anti-euro "rassicurando i lavoratori dipendenti".

  7. Redazione SollevAzione dice:

    Per un errore nell'operazione di moderazione è stato cancellato questo commento, che pubblichiamo qui sotto:DIPENDENTI E DISOCCUPATIOgni centro industriale e commerciale in Inghilterra possiede ora una classe operaia divisa in due campi ostili, i proletari inglesi e i proletari irlandesi. L'operasio inglese medio odia l'operaio irlandese come un concorrente che abbassa il suo livello di vita. Rispetto al lavoratore irlandese egli si sente un membro della nazione dominante, e così si costituisce in uno strumento degli aristocratici e dei capitalisti del suo paese contro l'Irlanda, rafforzando in questo modo il loro dominio su lui stesso. Si nutre di pregiudizi religiosi, sociale e nazionali contro il lavoratore irlandese. La sua attitudine verso di luiè molto simile a quella dei poveri bianchi" verso i "negri" degli antichi Stati schiavisti degli Stati Uniti d'America. L'Irlandese gli rende la pariglia, e con gli interessi. Egli vede nell'operaio inglese nello stesso tempo il complice e lo strumento stupido del dominio inglerse sull'Irlanda. Questo antagonismo è artificialmente mantenuto e intensificato dalla stammpa, dagli oratori, dalle caricature, in breve da tutti i mezzi di cui dispongono le classi dominanti. Questo antagonismo è il segreto dell'impotenza della classe operaia inglese, a dispetto della sua organizzazione. E' il segreto grazie al quale la classe capitalista mantiene il suo potere. E questa classe ne è perfettamente cosciente.(Lettera di K. Marx a S. Meyer e A. Vogt, 9/4/1870)

  8. Anonimo dice:

    Lasciamo perdere i commenti dei fascistelli ignoranti e andiamo al sodo. come sempre l'analisi di Brancaccio è raffinata. lui si schernisce dicendo che non è un politico ma con i politici che abbiamo i suoi suggerimenti mi sembrano i migliori in circolazione, a sinistra. il problema è che la proposta di brancaccio, di "rassicurare i lavoratori dipendenti per spaccare il sistema del consenso pro-euro", semmai si verificherà accadrà solo quando le cose precipiteranno. e a quel punto penso che sarà tardi. G.

  9. SilvanoS dice:

    La favola dei 'garantiti' che danneggiano i non garantiti ha stancato !

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.