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“CAMBIANO LE FACCE, NON LE POLITICHE“ intervista ad Emiliano Brancaccio

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11 marzo. Ex-allievo del ministro Padoan, l’economista Emiliano Brancaccio spiega perché si tratta di un altro paladino dell’austerity, e perché non cambierà nulla.

«È curioso, si pensa che cambiando le facce cambino le politiche economiche, invece Padoan è in linea con Saccomanni e Monti. Non credo sia l’uomo da cui aspettarsi un cambiamento delle politiche recessive definite in sede europea». Emiliano Brancaccio, economista dell’Università del Sannio, se lo ricorda bene il professor Padoan. «Era uno dei nostri docenti al Collegio Carlo Alberto, insegnava, non a caso, Economia dell’Unione europea».
Un Padoan euroentusiasta.
«Non userei quell’aggettivo: la personalità di Padoan mi è sempre sembrata poco avvezza all’entusiasmo. Ma certo, era assolutamente persuaso che l’euro fosse la strada giusta, un fatto definitivo, e che i dubbi sulla futura tenuta dell’eurozona fossero privi di fondamento».
Previsione non azzeccatissima, ma era il ’99, chi poteva immaginare la crisi.
«Bè, molti autorevoli economisti, dal nostro Augusto Graziani a premi Nobel come Krugman, già allora esprimevano dubbi sulla tenuta dell’eurozona. Io chiesi a Padoan cosa pensasse di quegli studi che criticavano l’idea che gli squilibri tra i paesi membri dell’Ue potessero essere risolti a colpi di austerità. Padoan non rispose. Scrollò le spalle e sorrise, con un po’ di sufficienza».
Come dire: sciocchezze.
«Evidentemente per lui non valeva la pena ribattere. E non mi pare abbia cambiato idea. In una recente intervista al Wall Street Journal ha detto che le critiche all’austerity nascono solo da “un problema di comunicazione” visto che secondo lui “stiamo ottenendo risultati”. E ha aggiunto: “Il risanamento fiscale è efficace, il dolore è efficace”».
Quindi si aspetta un altro ministro dell’austerity?
«Non c’è dubbio. Anche quando era all’Ocse Padoan ha sempre sottovalutato gli effetti recessivi del rigore. Ancora nel 2012, l’Ocse si aspettava per l’Italia nel 2013 una riduzione del Pil dello 0,4% e invece sappiamo che è stata di 2 punti percentuali. Forse Padoan crede ancora troppo alle previsioni della sua istituzione di provenienza».
Ma ora dice che la priorità è la crescita.
«Per la verità a me pare che abbia già messo in soffitta l’idea di Renzi di sforare il tetto del 3% del rapporto deficit/Pil. In linea con le istituzioni europee, Padoan ha già detto che per adesso non c’è spazio per rivedere quel limite. Lui si aspetta di rilanciare l’economia con un taglio del cuneo fiscale. Ad avviso di molti questa soluzione si rivelerà inefficace anche perché realizzata all’interno dei vincoli di bilancio recessivi imposti dalla Ue. Un’altra illusione, temo».
Ancora austerity, dunque, anche col giovane Renzi?
«Gli auspici renziani di poter ottenere qualcosa nel semestre europeo nella migliore delle ipotesi si tradurranno in concessioni irrisorie rispetto a quanto servirebbe per invertire il trend recessivo, dopo una caduta di 9 punti di Pil dall’inizio della crisi internazionale».
Lei insomma pensa che Renzi verrà bloccato dall’euroburocrazia di cui è espressione Padoan.
«Non esiste l’uomo della Provvidenza. Abbiamo già visto due premier definiti “autorevoli” e ritenuti “capaci di imporsi in Europa”: hanno fallito. Ora c’è il terzo, con a fianco un Padoan chiaramente ostile a una svolta. Il vero problema sono i rapporti di forza nella Ue. In Germania c’è una ostilità profonda verso il cambiamento perchè ai tedeschi in fondo va bene un’eurozona fatta così. Per riaprire la contesa bisognerebbe mettere in chiaro che la Germania, con il suo conservatorismo, sta mettendo a rischio la sopravvivenza non solo della moneta unica ma anche del mercato unico europeo. Questo rischio è noto a tutti. Ma questi non sono argomenti che un ministro come Padoan potrebbe mai esplicitare».

* Intervista di Paolo Bracalini

** Fonte: Il Giornale del 10 marzo
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5 pensieri su ““CAMBIANO LE FACCE, NON LE POLITICHE“ intervista ad Emiliano Brancaccio”

  1. Anonimo dice:

    In politica come nelle religioni il fondamentalismo e ' pericolosissimo ,anche difronte le evidenze questi soggetti non fanno alcun passo indietro ecco perché sono ben utilizzati dal sistema di Potere Ha detto Padoan che soffrire fa bene ed è necessario , ma visto che a soffrire non è Lui bensì lavoratori disoccupati e piccoli e medi imprenditori ,perché non lo aiutiamo Noi a Soffrire ( volere e potere )dobbiamo imparare ad Agire questo e' il nostro problema ,non possiamo continuare a nasconderci dietro le responsabilità di questi personaggi ,che a veder Bene sono una Nullità.

  2. Anonimo dice:

    "il dolore è efficace". Si badi bene: non ha detto "l'austerità" è efficace, ma "il dolore".Si tramanda che il pirata Morgan, per far "cantare" i prigionieri per conoscere i nascondigli dei loro tesori, usasse una cordicella a cerchio ed un bastoncelli con cui faceva attorcigliare sempre più strettamente la cordicella girata attorno al cranio del malcapitato fino a fargli uscire gli occhi dalle orbite. Metodo sicuro per rendere più loquaci i soggetti sottoposti a tale trattamento. Morgan era senz'altro del parere che il dolore fosse molto efficace. Poi il "soggetto" crepava naturalmente ma il risultato era garantito.

  3. Anonimo dice:

    Che questi soggetti politici servono a svendere ciò che resta del Paese non ci sono più dubbi.Mi chiedo se parallelamente questa finalità non ci sia il progetto di cavalcare questo dissenso verso la politica dei partiti per costruire qualcosa di peggio per i cittadini come è accaduto nel passaggio dalla prima alla seconda repubblica .Anche le vicende del M5S e gli stessi ultimi interventi di Grillo puzzano non poco ,ormai non ci sono limiti al degrado,Voi cosa ne pensate?

  4. Massimo Ponchia dice:

    Chi sostiene l'attuale sistema europeo e l'euro, dati gli evidenti difetti disastrosi a cui ci hanno portato, ha solo due possibilità: HO E' UN IMBECILLE O E' UN CRIMINALE.

  5. Anonimo dice:

    Demetrio"l’avvocato Marco Della Luna annuncia nel suo Blog che, insieme a Loris Palmerini, sta lavorando alla redazione di una denuncia alla Corte dei Conti per “danno erariale”. Un buco colossale, da 80 miliardi di euro l’anno. E’ quanto lo Stato potrebbe “risparmiare”, tagliando di colpo il debito pubblico, semplicemente facendo ricorso all’articolo 123 del Tue, il Trattato di Maastricht, – See more at: http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&id=23135#sthash.GspZLtD4.dpuf"Se fosse vero che l'Italia non ha sfruttato questa clausola del trattato di Maastricht per ignoranza e negligenza , dove dovrebbero andare a nascondersi per la vergogna coloro che hanno guidato il Paese da quasi tre lustri a questa parte?

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