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NO ALL’EURO-MARCO di Julio Anguita

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11 aprile. La Spinelli, tra i demiurghi della Lista Tsipras, non perde occasione per ricordare che se vogliamo salvare l’Unione europea, occorre difendere la moneta unica. E’ fedele alla linea di Syriza e ai desiderata del suo leader. Difendere l’euro, “rifondare democraticamente la zona euro”, questo Tsipras afferma ad ogni occasione, e affermò con estrema chiarezza il 3 febbraio a Parigi. Un’altra musica si suona in Spagna, dopo che nel maggio 2013 venne lanciato il Manifesto per l’abbandono della zona euro, Julio Anguita (nella foto) tra i primi firmatari. Una posizione che come ha dimostrato l’enorme Marcia della dignità del 22 marzo scorso, si va facendo largo nella sinistra spagnola.

«La storia ci insegna che tutti i processi di costruzione di nuove nazioni, stati o alleanze stabili di carattere strategico, hanno sempre avuto un elemento costitutivo che ha goduto di maggiore importanza rispetto ad altri. Questo non significa che gli altri elementi non abbiano svolto una parte anche molto significativa nella progettazione e realizzazione del progetto condiviso.

La storia della UE è segnata da un riduzionismo permanente, dalle aspirazioni iperboliche degli anni Ottanta all’attuale stato di cose. Nel corso del tempo sono caduti nel dimenticatoio l’unità politica, la politica estera comune, la coesione economica e sociale, la fiscalità comune, un bilancio comunitario degno di questo nome e, naturalmente, la validità e l’applicazione della Carta sociale europea. E come onnipresente risultato di questo slittamento abbiamo invece avuto le regole di ferro della Germania.

Nessun capo di Stato o di governo si azzarda a presentare una proposta per il futuro senza sapere in anticipo quale sia la posizione del governo tedesco. Il progetto di Unione bancaria è l’ennesima manifestazione di ciò che andiamo dicendo. In ultima istanza L’Unione Europea si riduce all’Eurozona e questa non è niente altro che il regno dell’euro, del tutto funzionale ai disegni del sistema bancario tedesco.

In parole povere l’euro si è venuto costituendo come euromarco. La creazione del fondo di garanzia comune per far fronte alle crisi bancarie è rinviata al 2026. Nel frattempo, i governi nazionali dovranno risolvere come prima, con soldi pubblici, i problemi delle banche in ogni paese.

Dopo tredici anni, dopo essere state adeguatamente igienizzate, esse sono state messe a disposizione del potere bancario con sede reale a Berlino. Per questo è causa di allarme l’inconsistenza del discorso europeista ufficiale e la mancanza di volontà politica di aprire un dibattito sul modo per uscire da questa situazione di impotenza. Tenersi l’euro o tenendoselo sulle spalle, sempre più si assomiglia alla storia della rana e dello scorpione.

** Traduzione a cura della redazione
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7 pensieri su “NO ALL’EURO-MARCO di Julio Anguita”

  1. Anonimo dice:

    Ancora commenti euro si euro no tanto per parlare ,ormai ci siamo stancati o si organizza qualcosa di serio, o si continua nelle solite buffonate.

  2. Redazione SollevAzione dice:

    Caro "anonimo". Questo è solo un sito. Uno tra i tanti certo, ma che offre analisi e informazioni che altri non danno. Anche noi vorremmo (vedi il titolo) una sollevazione che spazzi via tutta questa merda. Affinché essa avvenga i tempi debbono maturare. Non è che la sollevazione viene "indetta" da questo o quello. Scoppierà quando scoppierà. Invece di gridare alla luna (che poi quelli che strillano sono proprio quelli che non fanno un cazzo) occorre organizzarsi, e non ci si organizza senza una base politica.La rivolta per la rivolta conduce solo a prendere un sacco di legnate e quindi a consentire al regime di cantare vittoria.

  3. Anonimo dice:

    Infatti è un sito come gli altri ,come. Quello di Grillo/Casaleggio che si è rivelato per quello che è .da oltre un anno S i sta parlando di elezioni europee , tanto è stato detto ma nessuna organizzazione si è riuscito ad attivare da proporsi come alternativa a questa Europa ,il resto sono chiacchiere prendetene atto prima di parlare.

  4. Anonimo dice:

    A fine aprile vado in Spagna se serve qualcosa fatemi sapere

  5. Anonimo dice:

    DemetrioIntanto, in attesa che arrivi Godot, pensiamo alle imminenti elezioni europee. Le posizioni dei concorrenti non sono sempre esplicite come si vorrebbe, però si può distinguere discretamente chi è omologato al sistema e chi meno.Votando, l'unica scelta conveniente è optare per qualche "Bastian contrario". Errore gravissmo in ogni modo è pensare che un'astensione sia preferibile.

  6. Anonimo dice:

    No scusatemi, ma ha perfettamente ragione l'anonimo.È inutile nascondersi deitro le frasi che quelli che strillano alla fine nono fanno un cazzo.Io sto qui, ho contribuito quando lo avete richiesto ma non so che kakkio dovrei e potrei fare.Avete qualche suggerimento, qualche direttiva, vi serve qualcosa?La realtà è che a sinistra sono rimaste solo le macerie ed è uno strazio rendersi conto che nel nome dei vecchi ideali comunisti non si potrà più realizzare nulla.La colpa non è della gente che non calisce ma dell'intelligentsia della gauche che ha perso il contatto con il proprio popolo e con tutto il popolo in generale. La destra invece un minimo di contatto e di lessico famigliare con la sua base lo ha mantenuto.Insomma se si può fare qualcosa io sto qui, se però non avete niente da sirmi in questo senso significa "qualcosa".

  7. Anonimo dice:

    Bisognerebbe capire cosa si intende per lessico. Se per lessico si intende questo qualcosa come questo http://www.keinpfusch.net/2014/04/il-pericoloso-balzo-in-avanti.html beh…temo che possiamo lamentarci ben poco, a prescindere se si è di dx o di sx

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