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USCIRE DALL’EURO? SÌ MA DA SINISTRA di Emiliano Brancaccio

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5 maggio. Emiliano Brancaccio spiega perché, contrariamente a quanto i dominanti vogliono far credere, l’eurozona può ancora implodere. Occorre quindi pensare a come uscirne. L’uscita può tuttavia essere compiuta in modo liberista o anti-liberista. Brancaccio lo ribadisce in un contraddittorio con Morya Longo de Il Sole 24 Ore



Sarà che noi saremo prevenuti, ma pensiamo che Longo è uno di quelli che non potendo sputare sul piatto dove mangia, si è dovuto arruolare nell’armata “se usciamo dall’euro è la fine del mondo”. L’armata attacca con argomenti che sono spesso scientificamente risibili. L’ultima balla di costoro è che in caso di uscita ci sarebbe un default catastrofico poiché tutti i “prestiti obbligazionari”, sarebbero stati contratti sotto giurisdizione anglosassone. Precisiamo. Per ciò che concerne l’emissione titoli di debito pubblico essi sono messi sotto giurisdizione italiana e potranno essere convertiti nella nuova valuta. Per quanto concerne le obbligazioni emesse da grandi aziende italiane sui mercati finanziari, è vero che esse possono cercare di finanziarsi speculando con le valute più diverse. Un giochino diventato odinario nelle bische borsistiche (per non parlare dei “mercati ombra”). Ma è proprio a questo marasma che occorre finalmente porre fine, regolamentando i meccanismi di capitalizzazione delle aziende nazionali  strategiche, ovvero sottraendole alla spirale del capitalismo-casinò.
Qui sotto la registrazione del confronto tra Emiliano Brancaccio e Morya Longo.

La Redazione
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7 pensieri su “USCIRE DALL’EURO? SÌ MA DA SINISTRA di Emiliano Brancaccio”

  1. Anonimo dice:

    Intendo evidenziare un punto che da tempo mi assilla perché nonostante tutti si lamentano in realtà non si fa Nulla e mi riferisco alle false informazioni che vengono prodotte nei spettacoli televisivi in buona fede o cattiva fede , perché se si tratta di buona fede ,si ha prima di parlare il dovere di documentarsi .Non deve essere ritenuto accettabile la disinformazione su questo punto vorrei che venisse raccolta l'istanza per una lotta feroce verso i mezzi di comunicazione e i suoi lecchino .dai Cittadini questo non deve essere consentito. Ho preso spunto dalle bugie di Longo in questo caso ,ma ormai ciò e' la regola e continuano perché non abbiamo costruito strumenti per punirlo.Gli italiani non possono sempre essere consapevoli se questo o quello dicono Cazzate ,Vogliamo una Tutela .

  2. Alberto dice:

    Purtroppo l'unica fonte mediatica di notizie economiche è gestita dalla Confindustria, che non fa neppure gli interessi dell'industria in generale, ma della sua parte peggiore, quella casta di "prenditori" che prospera parassitando lo Stato (e per questo lo "occupa"), per poi tradirlo alla prima occasione.Solo un punto di merito ci tengo a sottolineare ancora una volta, perchè è regolarmente eluso dai più, e nemmeno Brancaccio, almeno qui, lo rimarca come invece è necessario per tappare la bocca all'idiozia ed all'analfabetismo economico dilagante.La prima cosa cui deve tendere un Paese onesto, cioè un Paese che che non difende il privilegio indebito sugli altri, ma si difende dai privilegi altrui che lo scarnificano, è il recupero sacrosanto e inviolabile della propria competitività sul proprio mercato interno, a qualsiasi costo, anche con scelte protezionistiche se e dove si rendesse necessario.In parole semplici la sovranità monetaria deve garantire innanzitutto che sia conveniente ricorrere alle produzioni interne in ogni settore ove tali produzioni siano possibili e qualitativamente valide, ossia intervenire sull'"ambiente mercato" allo scopo di massimizzare le produzioni locali, come core businnes dell'economia del Paese. La competitività estera, così come i costi delle materie prime, saranno allora sempre marginali, ed ogni Paese onesto in tal senso (rispettoso quindi degli altri Paesi) deve prosperare al massimo delle sue potenzialità reali, ne più, ne meno. Tra l'altro solo così si può sperare di fondare una Pace solida e duratura.Quindi la svalutazione deve innanzitutto restituirci i nostri mercati interni, prima ancora di offrire nuovi sbocchi all'estero, che peraltro sono favoriti proprio da queste nuove (in realtà vecchie come il mondo) dinamiche economiche.E poi i "firewall" contro le speculazioni dei mostri finanziari: no alla libera circolazione dei capitali, separazione banche commerciali da banche d'affari, sistema bancario pubblico senza scopo di lucro, dazi compensativi, no ai trattati che impongono normative estranee al sentire democratico, ecc.

  3. Redazione SollevAzione dice:

    AVVISO AI NAVIGANTIIl Coordinamento nazionale della Sinistra Contro l'Europubblicherà a giorni un VADEMECUM SULL'USCITA DALL'EURO. Verrà fatti circolare sulla rete e dato alle stampe. E' un documento di eccezionale chiarezza e di grande effficacia divulgativa.

  4. Anonimo dice:

    Segnalo alla redazione un evidente refuso nel titolo..

  5. Giovanni dice:

    Allora aspettiamo il documento e speriamo che altri gruppi si uniscano strada facendo. Perché è ormai chiara l'intenzione degli USA di non fermarsi davanti a nulla e che i fatti si susseguono rapidamente. Leggo che hanno dichiarato "moderati" i gruppi di Kiev, non si può neppure leggere. Non si può non odiarli. Spero che il documento tenga conto anche questo aspetto, oltre che della parte economica, anche perché quello che stanno facendo li lo faranno qui con le armi della finanza che sono ugualmente mortali.

  6. Pigghi dice:

    Questa volta l'intervento di Brancaccio non mi è garbato per niente.Non si può più rimanere così composti su posizioni assurde e filo-regime come quelle di Longo, bisogna dire chiaramente che sono menzogne e idee camapate in aria.Invece in questo caso B. ha appena accennato alle bugie appena dette per rincarare la dose di paura, sbandierando l'eventuale perdita di potere d'acquisto laddove si uscisse "da sinistra".Anche quest'ultimo punto, secondo il quale la cosiddetta uscita da destra sarebbe così drammatica rispetto al mantenimento dello status quo, è poco condivisibile, anche soltanto per il semplice fatto che il calo drastico di potere d'acquisto rimanendo all'interno dell'eurozona è certo, mentre nel caso di uscita non del tutto (a parte l'inevitabile apprezzamento di beni esteri che ora importiamo), contemporaneamente è assai probabile l'aumento dell'occupazione e il riappropriarsi di una quota di sovranità, cosa fondamentale nell'attesa di nuove elezioni.Anche le stesse politiche di austerità sono necessitate dal mantenimento della moneta unica, questo significa che l'eventuale classe "digerente" che determinerà l'uscita difficilmente avrà interesse a perseguirle nel breve termine, anche per legittimare la propria posizione.In pratica anche nel peggior caso possibile la famigerata "uscita a destra" avrebbe i suoi lati positivi: potrebbe aumentare il lavoro,eveitare le delocalizzazioni selvagge e la depredazione della nostra economia da parte del grande capitale straniero, anche americano, potrebbe garantire il ritorno di un pizzico di sovranità da sfruttare dopo nuove elezioni (addirittura la lega stessa propone in caso di uscita la nazionalizzazione della banca d'Italia e la divisione di banche commerciali e di investimento, ovviamente c'è da credergli poco).Insomma a me pare che Brancaccio abbia un atteggiamento molto cauto, teso più a spaventare che a "tracciare la via", infatti parla di monito e non di proposta.

  7. Pigghi dice:

    Aggiungo al mio post precedente una piccolo appunto.Non è che dicendo ciò voglia considerare questa crisi come esclusivamente una crisi dell'euro e non del capitale e delle sue politie liberiste.Voglio soltanto dire che al momento sarebbe comunque salutare la fine di uno dei forti strumenti del capitale, salutare a breve termine.Poi facendo invece un discorso più distaccato potrei pensare che questa uscita "da destra", potrebbe allontanare ancor di più(se possibile) una prospettiva di sollevazione e di vero contrasto a questo sistema che parta da sinistra per superarlo, però è un discorso diverso da quello che fa Brancaccio.

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