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VIVA L’ARGENTINA di Piemme

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18 giugno. Ricordate la vicenda dei Tango bond e del default argentino del 2001? Strozzata dalla finanza predatoria internazionale, in primo luogo da alcuni potenti hedge found che avevano speculato sul debito argentino, l’Argentina si dichiarò insolvente e si rifiutò di rimborsare i creditori-strozzini. 

Fu un gesto sacrosanto di autodifesa grazie al quale, dopo una prima fase di sconquasso, l’economia del paese poté riprendersi (vedi la tabella più sotto).
L’andamento del Pil argentino

Nel 2005 e nel 2010 gran parte dei creditori (il 92%) accettò un accordo di cosidettto “concambio”, ovvero accettò di scambiare i propri titoli scaduti con titoli nuovi al 35% del valore nominale di quelli vecchi. Il resto dei creditori invece, alcuni tra i più spietati fondi speculativi, non aderirono alla ristrutturazione dei loro crediti (debiti per l’Argentina), rifiutarono i concambi e fecero ricorso presso un tribunale nordamericano —le transazioni sui titoli argentini avvenivano sotto giurisdizione USA, proprio come alla Grecia, dopo il default del 2010, è stato imposto di soggiacere a quella inglese. Quel tribunale americano diede ragione ai creditori: i titoli dovevano essere rimborsati al 100×100 del loro valore nominale.

Contro quella sentenza il governo della Presidenta Kirchner fece ricorso presso la Corte suprema nord-americana. L’altro ieri, come c’era da aspettarsi, la Corte suprema Usa harespinto il ricorso della Casa Rosada contro una sentenza in cui la si obbliga a indennizzare per il 100% del valore originale i fondi di investimento che ancora possiedono le sue obbligazioni. Così, il 30 giugno il tribunale competente deciderà se pretendere da Buenos Aires un miliardo 300 milioni di dollari in contanti, oppure, se obbligarla ad accordare un pagamento a rate. 

In tal caso, chi nel 2005 e nel 2010 accettò di scambiare i propri titoli scaduti, con un bond equivalente al 35% del valore pagato, potrebbe reclamare la clausola pari passu, per cui ogni creditore deve essere risarcito secondo le condizioni ottenute dal miglior negoziatore, e farsi restituire la differenza. Uno scenario in cui all’Argentina sarebbero chiesti 15 miliardi di dollari, quando la sua banca centrale ne possiede 28.

Ieri la Presidenta Cristina Kirchner è intervenuta dicendo che il suo Paese onorerà gli impegni assunti
Cristina Kirchner ieri, mentre annuncia che rifiuta l’estorsione

nel 2005 e nel 2010, che rispetterà la prossima scadenza dei rimborsi (900milioni di dollari il 30 giugno) ma che respinge le decisioni nordamericane, che il suo Paese reistsreà in ogni modo a quella che ha definito giustamente una “estorsione”.


La Kirchner ha sferrato un attacco frontale contro la finanza predatoria mondiale: «Non è un problema finanziario o giuridico, la sentenza convalida un modello finanziario su scala globale di rapina che potrebbe portare a tragedie inimmaginabili».

Ben detto!

I guardiani del sistema di capitalismo-casinò hanno immediatamente reagito rabbiosi alle dichiarazioni coraggiose della Kirchner. Immediatamente è giunta un’altra “sentenza” quella di Standard & Poors, che ha abbassato di due gradini il rating del paese, portandolo da CCC+ a CCC-. E così sono inziati i rumors sull’imminente secondo default dell’Argentina.

Tieni duro Argentina!
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5 pensieri su “VIVA L’ARGENTINA di Piemme”

  1. Anonimo dice:

    Red toolLa Kirchner ha usato il termine esatto: "estorsione" che dà l'idea della criminosità delle azioni di certi organismi economici internazionali coalizzati per "spennare e squartare" il Mondo.

  2. Anonimo dice:

    la Kirchner dice una mezza verità, ovvero è evidente che i fondi avvoltoio e la Corte Suprema USA siano degli estorsori.QUello che si dimentica di ricordare è che NESSUNO ha imposto al governo argentino che fece default 10 anni fa di far piazzare i tango bond a New York (e quindi di impiccare l'intero paese alla giurisdizione USA su di essi).E questo non lo dice perchè da buona populista (e quindi dalla parte del popolo A PAROLE, e mai coi fatti), strepita solo ed esclusivamente verso coloro contro i quali sa benissimo di non poter fare niente, ma si guarda bene dal muovere un dito contro coloro che invece potrebbe punire, ovvero Cavallo and co, che un presidente che tenesse minimamente alla dignità nazionale farebbe incriminare per alto tradimento, in quanto sono stati loro a mettere l'Argentina nelle fauci degli avvoltoi di Wall Street piazzando bond a NY.E' questa palese malafede che mi dice che la Kirchner non ha la minima intenzione di fare il bene del popolo, e che non avrà nessun problema ad affamarlo (continuando però a spacciarsi come una valorosa resistente agli yanque boia) per sfamare WS.

  3. SilvanoS dice:

    Non penso che Cavallo abbia 15 mld di dollari a disposizione quindi servirebbe a poco incriminarlo.Noi per il fiscal compact in costituzione cosa dovremmo fare ?

  4. titus dice:

    Per: "NESSUNO ha imposto al governo argentino che fece default 10 anni fa di far piazzare i tango bond a New York (e quindi di impiccare l'intero paese alla giurisdizione USA su di essi)."nESSUNO? E' stata una conviviale e gagliarda decisione tra uguali?NESSUNO ha imposto al governo grecodi….accettare l'IMPOSIZIONE della giurisdizione inglese..I tedeschi avrebbero accettato quella dela Grecia?E' solo la legge della pirateria neoliberista: Vuoi i soldi? Devi pigliarti il pacchetto completo. I governi della Grecia, sia socialisti che destra. separati o confabulati, sono esattamente quel che era CAVALLO in Argentina.Ma cosa che c'entra il populismo? La Presidente Cristina affronta una situazione generata nei periodo d'oro dell'ultraliberismo!! Come un giorno Sypras dovrà misurarsi su cose decise e che NON approvava.Possibile che l'ANTI-POPULISMO serve a giustificare l'avidità, l'usura e la violenza dell'onnivoro liberismo?

  5. Ludovico Mises dice:

    I debiti si pagano, si diceva una volta.

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