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LA PUTTANA E IL DEMONE di Piemme

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27 ottobre.

Nella foto un momento della manifestazione indetta dal Coordinamento della sinistra contro l’euro svoltasi a Città della Pieve dove Mario Draghi ha una delle sue residenze.

Il 25 ottobre 2014 sarà forse ricordata come una data spartiacque. 

Alla “Leopolda” di Firenze si sono svolte a ben vedere due cerimonie in una: il funerale del Partito democratico e, sulle sue spoglie, il baldanzoso battesimo del Partito renziano(Pr). Quale sia l’anima di questo mostro l’ha ben spiegato Davide Serra, predatore finanzario e gola profonda del renzismo. 
Altro che seppellire l’Art.18! Ad un dei tavoli della convention ha affermato: 

«Il diritto di sciopero va molto regolato prima che tutti lo facciano random. Se volete scioperare scioperate tutti in un giorno: in caso contrario, chi vuole venire ad investire, non ci viene. Quello che voglio dire è che lo sciopero è un diritto ma anche un costo».

Ed il Jobs Act:

«Potrebbe essere più aggressivo. In Italia siamo rimasti agli Anni 60: ma che vadano a vedere come funziona in Russia o in Cina!».

Qui c’è tutta la svolta dal Pd al Pr: dal cosiddetto “neoliberismo temperato” a quello dispiegato. Un organismo geneticamente modificato, con pezzi di DNA di reaganismo e thatcherismo, con le fattezze ingannevoli del blairismo.

La puttana del Partito democratico, dopo aver accettato di copulare con il mostro neoliberista, ha partorito un demone che per crescere deve divorare sua madre. Se questa riuscirà a non farsi sbranare lo sapremo nei prossimi mesi. I due enormi cortei che rispondendo all’appello della Cgil hanno riempito Piazza San Giovanni, stanno a dimostrare che la puttana si oppone al suo crudele destino. In termini politici: la scissione del Pd è inevitabile. Chi scenderà dal carro di Renzi? E quale sarà la linea politica del nuovo partito che verrà fuori?

D’Alema, Bersani, Cuperlo, Epifani, Camusso, Bindi, Civati, Fassina, Landini, Mineo… Scenderanno tutti quanti? E tutti assieme daranno i natali all’ennesimo “partito socialdemocratico”? Difficile che chi finalmente ha maturato sincere convinzioni antiliberiste e ritiene che l’euro sia oramai “insostenibile”,  possano convolare a nozze con notabili che portano sulle spalle le più grandi responsabilità del disastro storico che viviamo. Difficile, e comunque, che Dio ce ne scampi! sarebbe una sciagura.

D’altra parte, lo stesso 25 ottobre, in un angolo dell’Umbria, esattamente a Città della Pieve, dove Mario Draghi passa di norma i suoi fine settimana, si svolgeva una terza manifestazione, quella della sinistra sovranista. Piccola nei numeri ma dall’alto valore simbolico. I contenuti i nostri lettori li conoscono. Siamo andati a prendercela con uno dei pupari, non con questo o quel pupazzo. Sapevamo che il circo mediatico l’avrebbe oscurata. Bastava poco per attirarne l’attenzione, bastava fare qualche scenata. Sarebbe stato facile farlo, violando le severissime prescrizioni del Ministero degli interni e della Questura, superando ad esempio la recinzione che protegge la residenza del Drago.

Abbiamo invece scelto di gridare i nostri contenuti, quelli della sola sinistra che possa meritare il nome che porta, che non solo difende gli interessi del popolo lavoratore, ed in primo luogo dei milioni di persone che il sistema getta ai suoi margini, ma che ha una visione coerente ed un programma per far uscire il Paese dal marasma.

Qui sotto uno degli interventi con cui la manifestazione si è conclusa, quello di Fabio Frati. Nei prossimi giorni, grazie alle riprese degli amici delle “Brigate sovraniste”, pubblicheremo anche gli altri.

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2 pensieri su “LA PUTTANA E IL DEMONE di Piemme”

  1. Anonimo dice:

    La vecchia sinistra vuole evitare di morire ammazzata dal ciclone renzi e ha dimostrato che esiste ancora e può fare male al pifferaio fiorentino. Vero ch a parte l'art diciotto e Roma i manifestanti nulla han detto. Tuttavia si mette di traverso a Renzi e questo perché non lo considerate un bene? Difendere i diritti oggettivamente significa essere contro il liberismo ma pure come la gabbia euro-tedesca.

  2. Redazione SollevAzione dice:

    Non è vero che essere contro il neoliberismo equivale ad essere no-euro. Magari fosse così! I neoliberisti sono anche nello schieramento no-euro: vedi Lega Nord e non solo.Com'è del resto vero che nello schieramento anti-liberista esistono forze pro-euro: classico esempio la Lista Tsipras.

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