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ACCIAIERIE DI TERNI: NASCE IL COMITATO DI LOTTA DEGLI OPERAI

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4 novembre

Vergognosa e carognesca, la campagna di sciacallaggio che certi organi di stampa della destra berlusconiana, Libero in testa, hanno inscenato per sputtanare gli operai delle acciaierie. Ed è davvero triste che certi “sovranisti”, che si dicono “patrioti” ed “amici del popolo”, abbiano dato manforte a questa carognata. [1]
Poco meno che vergognosa la posizione (sbirresca) del Movimento 5 Stelle. [2]


La notizia, comunque, è un’altra, ed è importante.

Promossa da un manipolo di combattivi e coraggiosi operai dell’Ast, si è svolta ieri a Terni presso il centro Siviera, una partecipata e impegnativa assemblea aperta alla cittadinanza.
L’assemblea ha deciso di costituire il COMITATO OPERAI E CITTADINI PER L’AST.
Giovedì a Roma, al Ministero dello Sviluppo Economico, riprende la trattativa.
L’aria che tira non è bella.
Potrebbe essere raggiunto, con il consenso dei tre sindacati ufficiali, un accordo bidone, basato sul “Lodo Guidi”.
Il Comitato si è costituito per dire NO a qualsiasi accordo che implichi licenziamenti e che non preveda il rilancio dei volumi produttivi del sito siderurgico, quindi la nazionalizzazione dell’impianto siderurgico.
Il Comitato chiama alla Resistenza e alla Lotta, se necessario ancora più dura, nella consapevolezza che questa volta o si vince o il destino dell’Ast e di Terni è segnato.


Qui sotto il comunicato stampa, approvato dall’assemblea di ieri, e diffuso ai media locali, regionali e nazionali, e ai cittadini di Terni.
Un momento dell’assemblea di ieri pomeriggio

«Si è costituito oggi, presso i locali della Siviera, il COMITATO OPERAI E CITTADINI PER L’AST, a seguito di una partecipata assemblea composta da operai, studenti, commercianti, pensionati e tutti i soggetti sensibili alla vertenza.

L’iniziativa è nata dalla necessità di rilanciare l’opposizione dei lavoratori e della città al piano di smantellamento di Ast imposto da Thyssen-Krupp.

La passività e la complicità del governo e delle istituzioni regionali e locali con la multinazionale sta cancellando centotrenta anni di storia industriale.

Il Comitato si pone l’obbiettivo di impedire il disegno di TK e della ipotesi di mediazione espressa dal governo italiano attraverso il lodo Guidi, rilanciando la lotta per la difesa del lavoro, e per imporre al governo la ripubblicizzazione di Ast, industria strategica per il futuro di Terni, dell’ Umbria e del paese.

Il Comitato vuole svolgere un azione di sostegno alle rappresentanze dei lavoratori che continuano a sostenere il peso di una mobilitazione straordinaria per intensità e capacità di imporsi all’attenzione dell’intero paese.

Le parole d’ordine che hanno unito oltre trentamila ternani lo scorso 17 ottobre – Non si tocchi né un posto di lavoro né un bullone – non possono essere disperse. Per questo il Comitato si attiva da subito per promuovere la più ampia partecipazione possibile da parte della città, tanto alla lotta quanto alla condivisione delle decisioni che nei prossimi giorni verranno assunte, a partire dall’incontro al Mise del prossimo 6 novembre». 


COMITATO OPERAI E CITTADINI PER L’AST
Terni, 3 novembre 2014, ore 19:30
Note
[1] Occorre ringraziare Zoro per aver mostrato a chi non c’era, come siano andate realmente le cose nei pressi dell’ambasciata tedesca. Gli operai delle acciaierie, ritenutisi gabbati dalla risposta dell’Ambasciata e per “dare un senso alla giornata di lotta”, decidono spontaneamente di recarsi nel vicino Ministero dell’economia. In testa al corteo improvvisato gli operai dell’AST, con alcuni membri ben noti della RSU.

Un centinaio di metri e vengono aggrediti dalla polizia. [Nella accanto foto il funzionario che da l’ordine della carica]. 

Libero e la porcilaia mediatica berlusconiaia hanno fatto peggio del Ministro degli interni Alfano —che, per giustificare la carica, si è letteralmente inventato che gli operai si stavano dirigendo presso la stazione Termini (e anche se fosse?)—; hanno tentato di far passare gli operai ternani come aggressori e provocatori e i poliziotti come delle vittime.
Un esempio di “sovranisti”‘ che han perso la bussola è quello dell’amico Stefano D’Andrea, fondatore dell’Associazione Riconquistare la Sovranità.
La sera stessa degli incidenti in cui rimarranno feriti gli operai, nella sua pagina facebook, ubbidendo ad un torbido riflesso condizionato, si chiedeva: «Cerchiamo di essere sinceri. Secondo voi la polizia si è comportata male nei fatti ripresi da questa telecamera?». La domanda è retorica, visto che la conclusione è la stessa dei pennivendoli di Libero. 

[2]  Il Blog di Beppe Grillo da la parola ad un poliziotto che accusa gli operai, disarmati e indifesi. Titolo del pezzo quasi uguale a quello di Libero: “Scontri a Roma, cittadini contro cittadini: la versione della Polizia”. Il video guarda caso è sempre quello diffuso dalla PS.

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