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DIRITTI UMANI E RIVOLUZIONE di Vincenzo Baldassarri*

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20 novembre. 


Volentieri pubblichiamo questo breve contributo di Baldassarri. Egli difende la tradizione giusnaturalistica, per cui i diritti, umani e civili, siano immutabili e inviolabili, in quanto inscritti nella natura. Com’è noto, alla concezione giusnaturalistica, si oppone la corrente di pensiero che invece ritiene questi diritti, non un dato naturale ma un risultato storico. 

«Grandi condottieri e rivoluzionari hanno fatto la storia del genere umano, da Spartaco al Che, hanno lottato e sono morti contro le oppressioni come il Movimento 26 luglio a Cuba. 

Non si deve fare l’errore di pensare che ci si può liberare dalla dittatura con la violenza, si sono viste poi le conseguenze, inoltre la violenza viene usata internamente per liberarsi dei dissidenti, allora non ha senso uscire da una dittatura per entrare in un’altra a piè pari. 

Si dovrebbe invece lottare per i diritti, e non per acquisire il potere, ma bensì solo ed unicamente per ridare al popolo quel potere, altrimenti non c’è giustizia. Non importa se il popolo non è pronto, non importa la consapevolezza, quello che conta e che è sempre contato sono i diritti umani, cioè quei diritti che sono inalienabili, che fanno parte della natura umana. Ma dove hanno inizio i diritti umani? Vengono da molto lontano e sono figli di  una battaglia molto lunga che segue una lunga linea nella storia. 

Il primo a creare ufficialmente una carta dei diritti umani fu Ciro Il Grande con i famosi Cilindri di Ciro, mille anni prima della Magna Cartha, ma per capire di che cosa si stia parlando in primo luogo si dovrebbe leggere la carta dei diritti dell’uomo che segue.
Il Cilindro di Ciro

Nell’immediato dopo guerra venne sottoscritta dalle Nazioni Unite (ONU) Dichiarazione universale dei diritti umani, carta nata sul sangue dei morti di quella tremenda guerra, la più devastante che il genere umano abbia mai conosciuto. 

Cosa c’entra questo con il comunismo o con la rivoluzione Cubana o con qualsiasi altra rivoluzione? 

C’entra molto, perché non si dovrebbe nell’immaginario di una nuova civiltà lasciare indietro i diritti umani, e questi si dovrebbero trovare al di sopra di qualsiasi democrazia, perché neanche il popolo abbia mai il diritto di cancellare, violare o interpretare i Diritti Umani».

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Un pensiero su “DIRITTI UMANI E RIVOLUZIONE di Vincenzo Baldassarri*”

  1. Anonimo dice:

    "Articolo 231. Ogni individuo ha diritto al lavoro, alla libera scelta dell'impiego, a giuste e soddisfacenti condizioni di lavoro ed alla protezione contro la disoccupazione."La Redazione ha fatto benissimo a pubblicare questa Carta dei Diritti dell'Uomo" a perenne pro-memoria. La Nostra "aurea" Carta costituzionale, comunque, include molti di questi enunciati"Si assiste purtroppo invece ad una continua violazione di queste fonti della Civiltà umana, sia in ambito nazionale sia e soprattutto in ambito internazionale. E' vero. occorrerebbe battersi sempre per la difesa di questi principi pechè sono il fondamento della dignità degli umani.

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