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«UNA MONETA PARALLELA PER USCIRE DALLA CRISI» di Enrico Grazzini

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29 novembre.

Convegno di Roma, La sinistra e la trappola dell’euro (2).
Proseguiamo la pubblicazione delle prolusioni.


Pubblichiamo oggi l’intervento diEnrico Grazzini (nella foto).
Grazzini presenta e difende l’idea, lanciata recentemente assieme a Biagio Bossone, Marco Cattaneo, Luciano Gallino e Stefano Sylos Labini per cui lo Stato italiano, pur restando nell’eurozona, dovrebbe, per rilanciare subito l’economia, emettere una “moneta parallela” nella forma di Certificati di Credito Fiscale (CCF). E’ di oggi la notizia che Silvio Berlusconi ha difeso l’idea di una moneta parallela.
Abbiamo tra l’altro fatto notare a Grazzini che si tratta di una variante dei Me.Fo, escogitati nel 1934 dal Ministro del Tesoro nazista Hjalmar Schacht per aggirare i vincoli imposti dai Trattati di Versailles, e che i Me.Fo ebbero sì successo, ma nel contesto del ripudio di quei Trattati e della riconquista tedesca della piena sovranità politica.
Sia Brancaccio che Giacchè, negli interventi che seguiranno, criticheranno l’idea del CCF.
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2 pensieri su “«UNA MONETA PARALLELA PER USCIRE DALLA CRISI» di Enrico Grazzini”

  1. Anonimo dice:

    Sono solo dei palliativi, il segnale che siamo arrivati alla frutta perché abbiamo toccato il fondo dove non si possono più nascondere sotto al tappeto le contraddizioni del sistemaGli sviluppi sono abbastanza semplici da prevedere; avete letto l'articolo in cui D'Alema dice che bisogna ridare allo Stato un ruolo primario nell'economia?In pratica dice che loro stessi hanno leggermente esagerato con la Terza Via ma oggi le persone in gamba non possono proseguire su quella strada liberista (che aveva seguito anche lui) che ci sta portando al disastro.Piano piano anche i Quisling, come vi avevo scritto, torneranno all'ovile delle politiche keynesiane in quadro che sarà un misto di consociativismo e socialdemocrazia.Ma non servirà a nulla; è solo una questione di tempo, le aporie del sistema esploderanno in tutta la loro violenza e non ci sarà rimedio se non cambiare definitivamente mentalità passando dal liberismo del profitto privato a un qualcosa di più comunitario a cui per adesso non diamo un nome preciso…Quindi la sinistra vera deve avere pazienza e invece di "agire" deve sapersi "posizionare" nell'ambito politico e sociale giusto.Il nostro momento arriverà ma non subito e lo potremo cogliere appieno solo se avremo pensato a costruire i presupposti per i quali la nostra visione sarà capita e quindi la nostra azione politica potrà finalmente avere un senso con l'appoggio del popolo.

  2. Fiorenzo Fraioli dice:

    Interessante il richiamo ai trattati Versailles (di cui la Germania era vittima). Oggi la situazione è invertita, ed è la Germania a voler imporre alla Francia l'equivalente di quelle condizioni capestro.Ragazzi, da qui non se ne esce. Se vogliamo la pace in Europa l'unica soluzione è il dominio della "magica Roma". Questi popoli del nord sono troppo barbari per poter esercitare l'egemonia. Sapevatelo!

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