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NEGAZIONISTI IN GALERA! (cade un altro pezzo dello Stato di diritto)

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[12 febbraio ]

Quando il Presidente della comunità ebraica di Roma, Riccardo Pacifici, noto sionista, esprime la sua “grande soddisfazione”, c’è di che preoccuparsi. 

Con la scusa di contrastare l’antisemitismo (causa giusta) il Senato ha approvato ieri un disegno di legge sbagliato e liberticida contro il cosiddetto “negazionismo”. 
Ci avevano già provato nell’ottobre-novembre 2010, ma allora tutto si incagliò. 

Il testo passerà ora all’esame della Camera per l’approvazione finale. Sfiorata l’unanimità: i SÌ sono stati 234, 8 gli astenuti e 3 i no. Se il disegno passerà alla Camera andrà in galera chiunque scriva o dica che la shoah “è una leggenda”.

Il sottosegretario alla Giustizia Cosimo Ferri ha giustificato questo atto liberticida affermando che il provvedimento allinea “la legislazione italiana a quella di molti altri Paesi europei” e che il testo si pone “non come limitazione alla libertà di pensiero ma come contrasto a quelli che sono dei non pensieri funzionali solo a divulgazione di violenza”.

Che menzogna! 

Il dispositivo giuridico utilizzato formalmente non viola il principio dell’inviolabilità della libertà d’opinione. Come perseguire dunque i “negazionisti”?

E’  stata manomessa la già esistente e famigerata Legge Reale del 1975 con «un’aggravante di pena di tre anni se la propaganda, la pubblica istigazione e il pubblico incitamento a commettere atti di discriminazione razziale si fondano in tutto o in parte sulla negazione della Shoah, dei crimini contro l’umanità e dei crimini di guerra, come definiti dallo statuto della Corte penale internazionale».

Come scrisse Piergiorgio Oddifreddi nell’ottobre del 2010, seguendo un simile criterio liberticida occorrerebbe mettere fuori legge anche chi contesta che Gesù Cristo sia mai esistito:

«Rendendo un reato il negazionismo, si finirebbe dunque per instillare il legittimo dubbio che veramente esso sia una verità, che si teme di sentire e si vuol impedire di divulgare. E poi, diciamoci appunto la verità: su quante altre menzogne bisognerebbe preoccuparsi di legiferare? Non si dovrebbe anche mettere fuori legge l’astrologia, ad esempio? O le teorie del complotto sull’11 settembre? O l’antievoluzionismo? O, perchè no, il cristianesimo stesso? Anche perchè, mentre i dubbi sulla Shoah sono ridicoli, quelli sull’esistenza storica di Gesù Cristo sono serissimi. Perchè mai preoccuparsi di un isolato professore che la dice grossa, a fronte di un esercito di preti che la sparano ancora più grossa?»

Che razza di democratici questi signori! Sono gli stessi che solo un mese fa, urlando Je suis Charlie, avevano detto che la libertà di pensiero è talmente inviolabile che in suo nome è  legittimo oltraggiare il Profeta Mohammed e la fede dei musulmani. Tutto è legittimo, tranne essere “negazionisti”, a conferma che l’introiezione della shoah e il culto della Giornata della memoria sono diventati i simulacri di quella che si presenta come l’ultima e totalitaria religione civile dell’Occidente.

Invitiamo infine a leggere quanto scrissero nel 2010 Marino Badiale ed il compianto Massimo Bontemelli.

4 pensieri su “NEGAZIONISTI IN GALERA! (cade un altro pezzo dello Stato di diritto)”

  1. Vincenzo Cucinotta dice:

    Questa vergognosa vicenda dimostra per l'ennesima volta come politicanti e giornalisti facciano a gara a chi si comporta in modo peggiore tra loro. Da una parte, i senatori violano la costituzione sulla base dell'ultima richiesta pervenuta a cui non si può dire di no, dall'altra la stampa non se ne occupa, ed anzi vi devo ringraziare perchè ho saputo del voto del senato dal vostro blog, stampa e TV smebrano avere ignorato il tutto (poi magarti sarà anche colpa mia che non seguo con sufficiente attenzione le notizie, ma certo non figurava tra le notizie principali).

  2. Lorenzo dice:

    L'articolo vi fa onore e il paragrafo conclusivo è da citazione: "l'introiezione della shoah e il culto della Giornata della memoria sono diventati i simulacri di quella che si presenta come l'ultima e totalitaria religione civile dell'Occidente".Bravissimi.Qualche (grave) dubbio però lo suscitate quando definite "causa giusta" contrastare l'antisemitismo. Posso chiedere qual'è la differenza fra antisemitismo, anticapitalismo e anti- qualsiasi altra cosa (a parte il vs. credo umanista), e in che modo ritenete "giusto" espletare tale opera di "contrasto"? Forse tramite appositi reati di opinione?Discutibile anche il rinvio all'articolo di Badiale e Bontempelli. I quali giustificano la repressione delle opinioni razziste o semplicemente ostili all'invasione comunitaria con due argomenti che ne appalesano la caprina ignoranza. Il primo, che le opinioni razziste sono basate su giudizi di valore, mentre è evidente che se io dico "la razza A è mediamente più intelligente della razza B" (oppure "la specie umana è più intelligente di quella canina") esprimo un giudizio di fatto, confermabile o smentibile tramite la ricerca empirica (ad es. la rilevazione campionaria dei quozienti intellettivi).Poi c'è il secondo argomento, altrettento grottesco, secondo cui tali giudizi "possono determinare comportamenti che la collettività rifiuta, e allora può essere comprensibile l'esigenza di proibire anche l'espressione di quelle opinioni". Nella storia universale non è MAI esistita un'opinione da cui non potessero risultare comportamenti illegali, e voi che propugnate una "sollevazione" dovreste saperlo meglio di chiunque altro. Vediamo un po', dalla teoria della lotta di classe non sono mai sortite azioni che la "collettività" (borghese) rifiutava? Forse la rivoluzione d'Ottobre è avvenuta nel pieno rispetto della legalità zarista? Lo stesso vale per altri tipi di rivoluzione: le teorie di Galileo avevano un grande potenziale di "determinare comportamenti", cioè di mettere in moto ricerche astronomiche che avrebbero smentito le superstizioni aristoteliche e bibliche cui la "collettività" cinquecentesca era legatissima – e che quindi, secondo la logica di Badiale, la chiesa aveva tutto il diritto di perseguitare.Siete sulla giusta strada, ma vi rimane da chiarire qualche nodo concettuale. Anche per fugare il sospetto che la vostra difesa della libertà di pensiero sia più che altro mossa dal (giustificato) timore di una prossima legge che criminalizzi ogni critica al regime sionista in termini di "antisemitismo" – che è il vero obbiettivo a cui tende Pacifici.

  3. chiunque scriva ciò che vuole dice:

    Quando per evitare un'opinione indesiderata si deve ricorrere ad una legge con tanto di sanzioni per chi ciononostante ha un parere divergente ci si dovrebbe porre una domanda fondamentale: i fatti storicamente documentati non si cambiano per quanto qualcuno possa dicharare opinioni diverse e negarli. Chi nega l'olocausto si autosqualifica e offende per prima la propria intelligenza (ammesso che abbia nel cervello qualcosa di assimilabile a questo concetto). Chiunque negasse che la terra gira intorno al sole e non viceversa oggigiorno si coprirebbe unicamente di ridicolo. Se nel caso dell'Olocausto invece ci suole un alegge è perché c'è qualcos'altro dietro la negazione. E le cause vanno ricercate esattamente nell'abuso che dell'Olocausto è stato fatto e viene fatto in continuazione per giustificare i crimini commessi dallo Stato sionista. L'equazione "critici della politica israeliana=antisemiti" (anche se molti ebrei sono appunto fra i critici e spesso i più feroci) tiene come tabù e divieto di opinione divergente dal credo ufficiale unicamente grazie al richiamo all'Olocausto, una tragedia dell'umanità svilita a strumento di sostegno delle politiche di apartheid israeliane. In questo modo l'anima peggiore di quello Stato teocratico continua a prevalere sulle minoranze che pure esistono (i "refusnik", i pacifisti, che vorrebbero trasformarlo in uno Stato di tutti i cittadini dell'area, ebrei, palestinesi e cristiani, arabi e non.

  4. Anonimo dice:

    Credo che il libro "La fabbrica dell'olocausto"di Norman G. Finkelstein ebreo figlio di ebrei scampati al ghetto di Varsavia e poi da Auschwitz spieghi molto bene i motivi per cui in tutta Europa i sionisti hanno spinto perche' venissero approvate leggi che impediscono il dibattito sulla Shoah,sotto la parola negazionisti in realta' si vogliono mettere a tacere i revisionisti ovvero coloro che vogliono ricercare la verita'dei fatti per come sono andati e non per come ci sono stati raccontati dalla propaganda anglosionista e a partire dagli 90 sono spuntati fuori molti libri e documenti ufficiali che confutano molti dei dogmi che ci sono stati inculcati sulla Shoah.Finkelstein nel suo libro ad esempio rivela che a partire da quegli anni ai sopravvissuti dei lager venivano pagati 25000 dollari ad orazione per andare in giro negli states a raccontare i fatti per come gli veniva indicato e non per come gli avevano realmente vissuti.Credo che a negare la shoah siano pochissimi fuori di testa per cui non sarebbe stata necessaria nessuna legge,il vero bersaglio sono i tanti che mettono in dubbio i numeri e la versione ufficiale e che grazie alla rete stanno ogni giorno aumentando sempre piu'.Un consiglio prima che passi la legge e venga messo al bando guardate il documentario amatoriale girato da un ebreo " la verita' dietro i cancelli di Auchwitz" rimarrete sorpresi nel constatare che a costruire una verita' preconfezionata ci voglia molto poco.Il Nazisionismo per giustificare i suoi crimini di oggi ha bisogno di ingigantire le sofferenze passate del popolo ebraico per questo Finkelstein si batte contro chi usa e sfrutta la sofferenza dei deportati nei lager per coprire i propi crimini attuali.

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