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BERLINO PREDICA BENE E RAZZOLA MALE (altre due tabelle istruttive, sugli aiuti alle banche)

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[ 23 aprile ]


SE QUESTA E’ UN’UNIONE (2)


Vi si mostrava come, contrariamente alla vulgata degli euristi e dei neoliberisti, i lavoratori dei paesi cosiddetti “maiali” o della “periferia”, in breve quelli del Sud Europa, sgobbano di più dei loro colleghi nordici e per salari più bassi, a volte molto molto più bassi.

Oggi pubblichiamo altre due tabelle non meno significative per comprendere come funzioni il sistema dell’eurozona —non si tratta solo degli squilibri e delle sue malformazioni native. Si tratta degli aiuti che gli stati hanno erogato (coi soldi dei cittadini) per salvare le banche (sia d’affari che tradizionali).

Dei casi irlandese, greco, spagnolo  e cipriota sapevamo. I sistemi bancari di quei paesi erano andati in bancarotta e vennero salati scaricandone i costi sulle casse pubbliche. Nessuno ricorda tuttavia come, in paesi “virtuosi” come Germania e Olanda, gli aiuti pubblici alle loro banche (in barba al tanto declamato dogma liberista che lo Stato non deve mettere il naso nell’economia) sono stati colossali, molto più ingenti rispetto agli stessi paesi del Sud Europa.
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La Tabella n.1 (accanto) ci dice ad esempio che in Germania gli aiuti di Stato hanno inciso per ben il 12,5 % sull’aumento del debito pubblico. In Italia invece per un modestisssimo 0,2% —da noi, come si sa, il debito è cresciuto anzitutto per la crescita esponenziale degli interessi sul debito pregresso, a tutto vantaggio, anzitutto, della grande finanza predatoria globale.

Ancora più interessante la Tabella n.2 (sotto). 

Essa da la cifra di quanto i singoli stati abbiamo preso ai cittadini per trasferirli nei forzieri delle banche onde evitare il loro fallimento. E cosa si scopre? Che il paese che ha fatto più ricorso agli aiuti pubblici (aggirando il Trattato di Maastricht, e in barba ai tanto declamati proclami liberisti) è proprio la”virtuosa” Germania. 
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In numeri assoluti Berlino ha assistito il suo sistema bancario (anzitutto le Sparkasse) per la stratosferica cifra di 247,465 miliardi di dollari!

In Italia lo Stato è intervenuto per 4 miliardi (caso Mps). Per la precisione l’1,6% rispetto alla Germania.

A che titolo dunque Merkel e Schauble si ergono a campioni del rigore neoliberista? Nessuno!

Essi usano due pesi e due misure. Chiedono ai popoli del Sud Europa inauditi sacrifici per rispettare dettami neoliberisti che hanno fatto fallimento, e che sono stati loro per primi a violarli. 

E’ una vergogna che dopo Monti e Letta, anche il governo Renzi, invece di dire le cose come stanno, tutelando gli interessi popolari e nazionali, prendano ancora ordini da Berlino, Francoforte e Bruxelles.

ULTIM’ORA

Le agenzie battono ora la notizia che il gigante bancario tedesco Deutsche Bank ha ricevuto una multa da 2,5 Mld di dollari per avare manipolati  il Libor, il tasso interbancario di riferimento.

Ricordiamo che i era già finita sotto inchiesta nella Ue, insieme ad altre banche, sempre per manipolazione dei tassi. In quell’occasione aveva accettato di pagare 725 milioni di euro. 
Nell’ultimo bilancio trimestrale, la banca tedesca ha accantonato 1,5 miliardi per contenziosi giudiziari, che si sommano ai 3,2 miliardi accantonati in precedenza. 
Le sue vicende legali non sono tuttavia finite: Deutsche è infatti sotto inchiesta anche per il suo presunto coinvolgimento nella manipolazione dei mercati valutari.
Con che faccia le classi dominanti tedesche continuano a trattare i greci, e non solo loro, come “inaffidabili” per avere truccato i conti?

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