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«GRECIA: TUTTI PER IL NO!» L’appello lanciato dal Forum di Atene

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[ 30 giugno ]


L’ultima sessione del Forum di Atene si è svolta domenica 28. Oltre ad approvare un documento generale che segna un nuovo passo avanti del Coordinamento (il prossimo forum proveremo a svolgerlo in Spagna nella primavera del 2016), l’assemblea ha discusso e approvato questo Appello per la vittoria del NO al referendum.


[ Nella foto un momento della manifestazione di domenica pomeriggio indetta dai partecipanti al Forum di Atene “L’euro è il problema, l’uscita la soluzione]
 
«Lotta popolare europea contro l’austerità
 
La vittoria del NO al referendum sarà la vittoria di tutti i popoli d’Europa e un messaggio di speranza, resistenza e dignità.
 
Il voto NO sancirebbe uno scontro con l’Unione Europea e non una rinegoziazione con essa.
 
Le delegazioni ed i partecipanti al Forum anti UE di Atene chiamano ad un massiccio e popolare NO ai vecchi e ai nuovi memoranda, alla disoccupazione, all’austerità, alla violazione dei diritti sociali e politici, all’abolizione della sovranità nazionale, un NO al debito, all’euro e all’Unione Europea! 

Essi chiedono un fronte comune di lotta di tutte le forze popolari e democratiche per la vittoria del NO.
 
Il fallimento dei negoziati tra la Grecia e l’Unione Europea dimostra, senza ombra di dubbio, la vera natura dell’Unione Europea e delle sue istituzioni complici (BCE e FMI): questi rappresentano gli interessi dei capitalisti e dei banchieri. Impongono politiche neoliberiste. Minano la democrazia. Sopprimono la sovranità nazionale e popolare.
 
L’evidente ed umiliante ricatto subito dal governo greco, nonostante le ultime dolorose concessioni già fatte e l’approvazione di una versione più moderata del programma di austerità della Troika, è un insulto non solo al popolo greco, ma a tutti i popoli e alla classe lavoratrice d’Europa.
La manifestazione per il NO svoltasi ieri pomeriggio, 29 giugno

 
Oggi è più che evidente che non si può mettere fine all’austerità e al disastro sociale restando all’interno dell’eurozona e all’interno della gabbia di ferro dei trattati liberisti dell’Unione Europea. La rottura della trattativa dimostra quanto sia irreale la posizione del governo greco e degli altri governi dell’Eurozona per un “compromesso onesto” con l’Unione Europea, perché l’Eurozona e l’Unione Europea non possono essere “riformate”.
 
L’Eurozona è il problema – L’uscita è la soluzione!
 
Questa è l’unica soluzione possibile in favore delle classi popolari!
 
Ora è il momento per tutte le forze popolari, democratiche e progressiste d’Europa e di tutto il mondo, di esprimere la propria solidarietà al popolo greco e dare forza alla lotta contro l’Unione Europea e il FMI.
 
Il popolo greco non è solo.
 
Gli occhi di tutti i popoli e i movimenti sono rivolti alla Grecia».



Atene, 28 giugno 2015
 

Qui la versione in greco ed inglese
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8 pensieri su “«GRECIA: TUTTI PER IL NO!» L’appello lanciato dal Forum di Atene”

  1. Anonimo dice:

    Ci siamo quasi ragazzi.Non so se avete notato ma nonostante i casini l'euro è addirittura salito sul dollario fino adesso.Ora però sta scendendo e abbastanza nettamente. Si stanno renendo conto; non ci avevano creduto ma di fronte all'impassesi è passati in un giorno da più di 1,2 a 1,13.Quando vedrete la moneta europea scendere sotto 1,05 saprete che è arrivato il momento cruciale.Saranno cazzi ma ne varrà la pena.

  2. Anonimo dice:

    Se si farà il referendum e se vinceranno i sí potremo metterci il cuore in pace.Ho una brutta sensazione ma d'altra parte è il momento più esaltante al quale ho potuto assistere.Spero e prego che vincano i no, sarebbe una cosa meravigliosa. Comunque sia ci saranno delle conseguenze perché la Grecia, a quanto ho letto in giro, è divisa a metà e credo che qualsiasi sarà l'esito del voto ci saranno delle forti reazioni popolari.In generale penso che nel 2016 in tutta Europa molti nodi verranno violentemente al pettine.

  3. Redazione SollevAzione dice:

    Sulla sensazione dell'ultimo commento.Una vittoria del SI sarebbe devastante: significherebbe l'autopunizione del popolo greco e gettare la Grecia in una situazione politicamente coloniale, su quello sociale possiamo immaginarlo.ma la sconfitta produrrà un'accensione del conflitto? O, appunto, per la gravità della punizione produrrà ulteriore scoraggiamento e un inabissamento della parte più combattiva delle popolazione?Per quanto riguarda il primo commento sulla posizione di Grillo. Ne siamo contenti,Ma Grillo poteva pensarci prima, che il liberista Farage era una pessimo compagno di viaggio, e che la partita si giocava in Grecia.Meglio tardi che mai.

  4. Anonimo dice:

    RedazioneDipende da come si porrà Tsipras.Se cede come sembra stia succedendo o se addirittura revocherà il referendum come dice il Sole 24 Ore, subentrerà lo scoraggiamento.

  5. Anonimo dice:

    Scusate ma su che lo farebbero il referendum?La proposta su cui si sarebbe dovuto votare è scaduta e ora se ce ne sarà una sarà diversa. Questa ipotetica consultazione del 5 luglio si farà davvero o è solo un bluff del duo Varoufakis Tsipras?

  6. Anonimo dice:

    Le ultime notizie che girano in rete parlano dell'accettazione quasi totale dei dickat della Troika da parte di Tsipras.Un'ulteriore prova della pochezza e pusillaminità di certa pseudo sinistra.E allora avanti con la distruzione non solo di un paese sovrano che aveva malriposto le sue speranze di fuoriuscita dalla gabbia eurista,ma avanti soprattutto con la distruzione di VITE UMANE,perchè non so se il signor Tsipras se ne è accorto,ma la "cura"a base di tagli che lui è disposto a perpetuare ha lasciato sul campo come in un normale conflitto bellico decine di migliaia di morti.Di fronte a questa prospettiva il "compagno" Tsipras è andato a "trattare"e a sedersi ad un "negoziato"(sic)a cui non avrebbe MAI dovuto accomodarsi.Luciano

  7. Anonimo dice:

    Ps.Dimenticavo di fare i complimenti a Piemme per essere stato ancora una volta profetico.Luciano

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