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TSIPRAS A CANOSSA… MA ALLA GERMANIA NON BASTA di Piemme

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[ 11 luglio ]

L’autorevole quotidiano economico tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung esce oggi pomeriggio  — mentre è in corso l’Eurogruppo per valutare la proposta indecente del governo di Tsipras— con una notizia bomba: la delegazione tedesca boccia come insufficiente le offerte di Atene e propone l’uscita della Grecia dall’euro per cinque anni.


Abbiamo atteso prima di dare un commento a caldo. Ci sembrava poco credibile, o meglio, una pretattica tedesca per alzare il prezzo del terzo “salvataggio”. E bene abbiamo fatto. La notizia è stata immediatamente smentita. Ovvero, è stata smentita solo la seconda parte, poiché la prima, quella per cui Schaeuble ha bocciato il piano da 12 miliardi di tagli e tasse presentata  da Tsipras, è assolutamente vera. 12 miliardi di lacrime e sangue (sette punti di Pil della Grecia!) in cambio di aiuti internazionali per 74 miliardi di euro ai falchi tedeschi sembra troppo poco.
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La durissima posizione tedesca sembra sia minoritaria in seno all’Eurogruppo. Tutti sono tuttavia preoccupati dalla debolezza politica di Tsipras, ovvero che la sua maggioranza si è di fatto dissolta.

“Difficile portare avanti le riforme senza un ampio consenso” ha detto il ministro dell’economia irlandese Michel Noonan. 


Con ogni probabilità, l’incontro di oggi dei paesi dell’Eurozona non basterà a raggiungere un’intesa: il destino di Atene verrà rimandato alla riunione di domani del Consiglio europeo —dove la maggioranza a favore delle dure posizioni tedesche non è meno schiacciante. Berlino tiene duro su un punto effettivamente dirimente, quello della ristrutturazione del debito: Schaeuble ha affermato che un taglio del debito pubblico è impedito dai Trattati. 

Che faccia tosta! 
La germania non solo ha usufruito di tre condoni sul debito (in pratica si è trattato di default concordati coi creditori) ma ha per prima violato e non una sola volta i “sacri” trattati europei.

Noi riteniamo che questo psicodramma si concluderà con un accordo. E lo crediamo per due ragioni. La prima è che, come segnala il Financial Times di oggi pomeriggio (vedi immagine accanto) la proposta che Tsipras ha messo sul tavolo ricalca nella sostanza quella dei creditori e non vincola la nuova austerità alla ristrutturazione del debito.

La seconda è tutta politica: il gruppo dirigente raccolto attorno a Tsipras, in quanto a capacità negoziali e acume strategico, si è dimostrato un gruppo di schiappe, di veri e propri dilettanti allo sbaraglio, con buona pace dei cretini che ancora oggi li dipingono come aquile. I falchi tedeschi approfittano dell’arrendevolezza greca per alzare la posta. Sono anzi convinti di aver afferrato Tsipras per le palle ed ora che è venuto a Canossa, vogliono che torni ad Atene in ginocchio.

Tsipras ha toccato il fondo proprio ieri quando, nella sua replica in Parlamento,  scaricando la colpa addosso a Varoufakis, ha affermato: “Sono stati fatti degli errori durante i mesi di negoziazione”.


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