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“ACCOGLIAMOLI TUTTI! ” di Aurelio Fabiani

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[ 13 agosto ]

La Chiesa di Papa Francesco è sotto accusa da più parti per la sua critica alle pulsioni razziste, e per la sua richiesta di accettazione incondizionata dei migranti. La radicale base etico-morale della posizione cattolica è nota: essendo noi umani figli di Dio, quindi fratelli, saremmo tutti obbligati da un vincolo incondizionato di reciproca solidarietà. L’intervento che pubblichiamo è la prova lampante che certa sinistra comunista, non fa che proporci, per quanto in versione secolarizzata, il medesimo postulato etico-morale. Come se lo “internazionalismo proletario” fosse la medesima cosa dell’universalismo pietista cristiano. Di più: come scrivevamo anni addietro, questa sinistra, proprio come la Chiesa, riduce la dimensione politica a quella etico-morale, per cui l’importante non è dare risposte concrete ai problemi sociali quanto piuttosto mettersi l’anima in pace. Una sinistra che non si pone la domanda se i flussi migratori siano socialmente sostenibili, che ritiene anzi questa domanda sintomo di “razzismo”, è destinata all’irrilevanza politica. E’ quantomeno paradossale che ci siano in giro “marxisti” che mentre vogliono abolire le cieche e anarchiche leggi di mercato rimpiazzandole con una economia totalmente pianificata, sulla questione dell’immigrazione abbracciano nei fatti la teoria opposta del lassaiz-faire liberista. I cristiani almeno sono più coerenti, son convinti che dietro a tutto quanto accade ci sia la Provvidenza o la “mano di Dio”, certa “sinistra” (è il caso dell’intervento qui sotto), senza accorgersene, s’inchina alla smithiana “mano invisibile” del mercato. In questo caso della forza-Lavoro.

«CONTROCORRENTE. I MARXISTI RIVOLUZIONARI MARCIANO IN MODO OSTINATO IN DIREZIONE CONTRARIA AL VENTO RAZZISTA CHE VIENE DA DESTRA E PENETRA OVUNQUE

Mi trovo a scrivere questo articolo dopo aver avuto scambi più o meno vivaci con diversi compagni, o ex tali, relativamente alla questione immigrazione.

Registro un analfabetismo politico-culturale di ritorno spaventoso. Le categorie elementari del marxismo perdute, gli ideali comunisti dimenticati, penetrati da un “realismo penta stellato”, la cui rotta è quella di una navigazione a vista che cancella le ragioni di un secolo di lotte operaie:
“Proletari di tutto il mondo unitevi”.
“Siate sempre capaci di sentire nel più profondo, qualunque ingiustizia commessa contro chiunque, in qualunque parte del mondo”.
“Nostra Patria è il Mondo intero, nostra Legge la Libertà”.

Tutto dimenticato, nel senso che si può assistere al controsenso di sentire compagni usare questi pensieri come frasi fatte mentre nel contempo invocano rimpatri contro i migranti che fuggono dalla fame; che non è molto diverso dal Salvini che canta Bella ciao e scende in piazza con Casa Pound.
I comunisti dopo Marx sono marxisti, il che sta a significare che lo strumento di lettura della società, non può essere che l’analisi concreta della realtà concreta (il materialismo storico), e la prospettiva politica, quella di una società di uguali e liberi dallo Stato e dai Confini.

Il mondo è pieno di contraddizioni, ma non abbiamo disimparato che ci sono contraddizioni principali e contraddizioni secondarie. Sulla questione immigrazione la contraddizione principale è quella tra proletari del terzo mondo che fuggono dalla fame e dalla guerra e paesi capitalisti ( e imperialisti) che si chiudono a difesa dei propri privilegi e ricchezze.
Poi certo che ci sono altre contraddizioni , con i “professionisti del dolore”, con le gerarchie ecclesiastiche, con le “cooperative” di regime, con i padroni che sfruttano gli immigrati che scappano dalla morte in mare. 

Ma usare queste contraddizioni per trovare il pertugio dal quale fare passare il vento razzista che soffia forte dall’estrema destra e realizzare l’obiettivo di cacciare gli immigrati (“rimandiamoli a casa loro”, a morire, gridano i razzisti) confondendo la realtà delle cose, invertendo la verità dei fatti, è contribuire alla riuscita dell’operazione politica reazionaria, razzista, della destra nazionalista e imperialista, a cui si accodano le forze populiste come i 5 stelle (per qualche voto in più)
La battaglia dei comunisti è di stare dalla parte del proletariato mondiale, dalla parte degli immigrati nostri fratelli, cittadini del mondo, di fare fronte sulla questione immigrazione con tutti quelli che ci stanno, comunisti, anarchici, cristiani, democratici.
La Resistenza oggi passa anche attraverso questa battaglia di civiltà e di libertà: unire i proletari di tutto il mondo in nome dell’uguaglianza di tutti gli uomini».
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10 pensieri su ““ACCOGLIAMOLI TUTTI! ” di Aurelio Fabiani”

  1. Anonimo dice:

    compito dei comunisti, ma anche di qualsiasi altra forza che voglia impegnarsi per il progresso umano dovrebbe essere anche quello di 1) contestare chiaramente la dicotomia tra profughi che sfuggono alla guerra e profughi che sfuggono alla fame, essendo anche la fame una guerra permanente 2) dichiarare in modo chiarissimo che le guerre da cui si fugge sono state organizzate dagli stati occidentali che hanno abbattuto il regime di Gheddafi e tentano di sovvertire, anche utilizzando l'Isis, la Siria e tutta l'area mediorientale e l'africa mediterranea allo scopo di distruggere tutto ciò che quei popoli hanno faticosamente costruito dopo l'indipendenza e creare il caos, dentro il quale il capitale multinazionale nuota a meraviglia, mentre la popolazione civile è sottoposta a sofferenze indicibili 3) evidenziare che la fame da cui si fugge è provocata dalla politica neocolonialista delle multinazionali occidentali e di alcuni stati occidentali, che depredano e affamano l'africa, vedi delta del niger e repubblica democratica del congo e gli italiani che vogliono essere padroni a casa loro si rendano conto che agli africani questo diritto è precluso dall'occidente 4) contestare l'idea di democrazia che ambiguamente l'occidente tenta di imporre "sei democratico solo se accetti di morire in silenzio della morte che noi ti diamo, in patria ti togliamo la possibilità di vivere e contemporaneamente ti impediamo di cercare un'opportunità di sopravvivenza".Insomma compito dei comunisti è quello di esplicitare un contesto e descrivere la realtà senza nascondersi dietro un buonismo che inferocisce ancora di più Sarei felice di ascoltare queste argomentazioni da sel o da rifondazione (la "leggerezza" di Fabiani, leggerezza o aperta omissione? mi fa pensare che stia di casa da quelle parti) in una prima serata rai, si farebbe un po di chiarezza e chissà magari qualche italiano incazzato contro i migranti potrebbe rivolgere la sua incazzatura altrove. Che sarebbe tempo. Se la piazza di rete 4 si rendesse conto di come gongolano i padroni a vedere i poveri scannarsi tra loro, invece di inchiodare l'euro, la troika, il ttip, il fmi, l'omc, gli stati uniti , le multinazionali, l'eni gioiello italiano,e via enumerando…

  2. Anonimo dice:

    Accideti… siete peggio del clero, loro si fanno gli affari "loro", voi con le cooperative fate i vostri.So che tale mio commento non verrà pubblicato… non disturbare il manovratore.Ma la gente comincia a sospettare e, come diceva un politico… si può pensare di ingannare una volta, due volte, tre volte … molte volte, ma non si può sperare che tutti e sempre la bevono.Ormai, il popolo sta andando contro una macellazione sociale cui Voi state dando una mano…I MIEI COMPLIMENTI.PS… SIAMO IN MOLTI A CAPIRLO.

  3. Anonimo dice:

    Mai sentito parlare di esercito industriale di riserva?Cesco Pico

  4. Anonimo dice:

    Come al solito siete anni luce dietro ai grandi intellettuali marxisti capaci di mettere ordine in questo caos. Consiglio di rileggere un passo di una intervista che Emiliano Brancaccio rilasciò a l'Espresso un paio di mesi fa: "Insomma: mentre le destre vogliono bloccare l’immigrazione, lei propone di bloccare i movimenti indiscriminati di capitale. Esatto?«Sarebbe anche un modo per riportare razionalità nel dibattito politico. La libera circolazione dei capitali scatena una competizione al ribasso tra lavoratori molto più intensa di quella che si verifica tra nativi e immigrati. La lotta all’immigrazione è solo un diversivo per evitare di affrontare le vere cause della crisi economica e sociale»."Qui l'intera intervista: http://espresso.repubblica.it/affari/2015/06/12/news/i-mercati-stanno-scommettendo-sulla-grexit-e-la-sinistra-che-fa-insegue-matteo-salvini-1.216718?ref=HEF_RULLORedwolf

  5. Anonimo dice:

    Trovo decisamete penoso il commento redazionale a questo breve scritto.Innanzitutto “la chiesa di papa Francesco è sotto accusa da più parti”, si, ma il fatto importante è per me che la stragrande maggioranza di queste “parti” è più o meno biecamente razzista e fascista (e ignorarlo a scopo meramente polemico mi sembra un grave cedimento verso la marea montante barbaricamente reazionaria e disumana in atto in Occidente).Inoltre non è affatto vero che l’ intervento pubblicato è succube della morale cattolica (che sarebbe comunque sempre meno peggio dell’ essere succubi delle opposte ideologie nichilistiche, disumanitarie, nazisteggianti): pur negli ineludibili limiti di spazio e nell’ inevitabile concisione propri di un breve trafiletto (o di un corsivo), l’ autore non ignora infatti la necessità di distinguere fra contraddizione principale e secondarie e precisa inequivocabilmente le profonde differenza intercorrenti fra la concezione scientifica marxista della lotta di classe che è propria dei comunisti e il semplice solidarismo cattolico o la carità cristina, né omette di denunciare “i professionisti del dolore”, le gerarchie ecclesiastiche e “le cooperative di regime”.Quando sarà stata abolita la proprietà privata dei mezzi di produzione e le “leggi del mercato” capitalistico che (unitamente alle guerre direttamente imperialistiche o comunque fomentate “per interposta persona” dall’ imperialismo) immiseriscono e uccidono interi popoli e impongono a enormi masse umane l’ emigrazione letteralmente per salvarsi la pelle, allora si potrà pianificare anche l’ economia mondiale e nel suo ambito la distribuzione geografica delle produzioni di beni e servizi.Ma finché il “mercato” semina miseria a piene mani in ¾ del mondo è sommamente ipocrita, biecamente reazionario e gravemente succube al capitalismo il pretendere che le sue vittime accettino fatalisticamente di crepare e non cerchino invece scampo nei modi (spesso rischiosissimi e drammatici, stanti le leggi liberticide vigenti in Occidente!) di fatto possibili: per poter lottare è necessario innanzitutto sopravvivere!!!Pretendere che per essere coerentemente per la pianificazione economica socialista si debbano pianificare NEL CAPITALISMO (!) i movimenti della forza lavoro (e non dei capitai!) mi sembra per lo meno un inqualificabile escamotage polemico (se non peggio): sarebbe come se a noi, che OGGI ci battiamo per la riconquista della sovranità nazionale venisse obiettata una presunta deviazione sovranista, nazionalista, e una pretesa incoerenza rispetto al’ internazionalismo proletario!(continua)

  6. Anonimo dice:

    L’ immigrazione è davvero difficilissimamente sostenibile.Ma ancor più insostenibili sono le condizioni (economiche o spesso anche belliche-terroristiche) dall’ imperialismo occidentale imposte a gran parte dell’ Africa e a non piccola parte dell’ Asia.E non è chiudendo gli occhi davanti alla marea montante del razzismo (e di fatto rendendosene succubi) che si superano i problemi enormi e terribili che alla nostra lotta pone lo stato di miserabile regressione reazionaria nel quale cui ha gettati la caduta del muro di Berlino e la sconfitta del “socialismo reale”!La strada che abbiamo davanti a noi è estremamente stretta e impervia, le possibilità di sconfitta ( e conseguentemente di inevitabile barbarie irreversibile e di “estinzione prematura e di sua propria mano dell’ umaità”!) sono elevatissime. Ma non è certo chiudendo gli occhi di fronte alle immani difficoltà oggettive che inevitabilmente dobbiamo affrontare che potremo superarle!Anche il titolo con cui è presentato questo breve ma a mio avviso ineccepibile (se non forse per una certa semplificazione circa il M5S) scritto è alquanto bassamente polemico: la stragrande maggioranza dei migranti in cerca di scampo dalla morte propinata loro dall’ imperialismo occidentale lo cerca (del tutto legittimamente) in altri paesi diversi dal nostro, che per loro è solo un tratto di passaggio; dunque non si tratta affatto di “Accoglierli tutti”, bensì casomai di aiutarli ad andare dove cercano la loro sopravvivenza, anziché mettersi penosamente al servizio, in qualità di bassa manovalanza poliziesca e macellaria, dei governi imperialistici, terroristici (davvero) e genocidi di quei paesi: anche da qui passa la necessaria lotta per ripristinare la nostra sovranità nazionale.Scusate i toni, ma “quando ci vuole, ci vuole”!Giulio Bonali

  7. Anonimo dice:

    "«Sarebbe anche un modo per riportare razionalità nel dibattito politico. La libera circolazione dei capitali scatena una competizione al ribasso tra lavoratori molto più intensa di quella che si verifica tra nativi e immigrati. La lotta all’immigrazione è solo un diversivo per evitare di affrontare le vere cause della crisi economica e sociale»."Questo discorso lo feci anch'io ad una persona "di sinistra" ma benestante (medico) parecchi anni or sono ma non ne volle sapere. Forse ora, davanti alla realtà della catastrofe sociale in cui ci stiamo inoltrando (è sufficiente tener conto dell'assistenza sanitaria che sta perdendo connotato ogni "di sinistra")

  8. Anonimo dice:

    E poi, vi siete accorti che i "comunismo" non esiste più ? Tutt'al più si tratta di un comunismo stile "protocolli" in cui la famosa triade "libertà, uguaglianza, fratellanza" è stata UFFICIALMENTE abolita perché considerata "antisionista" (1988, Estate)

  9. Anonimo dice:

    Complimenti per l'argomentazione di cui non v'è alcuna traccia (non basta nominare Marx per rendere pregnante un testo). Qualcuno ha scritto: "Il capitalismo ha creato un tipo particolare di migrazione di popoli. I paesi che si sviluppano industrialmente in fretta, introducendo più macchine e soppiantando i paesi arretrati nel mercato mondiale, elevano il salario al di sopra della media e attirano gli operai salariati di quei Paesi. Centinaia di migliaia di operai si spostano in questo modo per centinaia e migliaia di verste. Il capitalismo avanzato li assorbe violentemente nel suo vortice, li strappa dalle località sperdute, li fa partecipare al movimento storico mondiale […]. Quanto più un paese è arretrato tanto più esso fornisce operai agricoli non istruiti, dei "manovali". Le nazioni avanzate si impadroniscono, per così dire, delle occupazioni meglio pagate, lasciando ai paesi semibarbari quelle peggiori". Ed infatti se vai ad osservare i dati ISTAT sull'occupazione, ti accorgerai che i disoccupati italiani sono così suddivisi:- licenza elementare: 18,2% del totale;- licenza media: 16,2%;- diploma: 11,7%;- laurea: 7%;Ciò dovrebbe suggerirti principalmente due cose: in primo luogo è verosimile che i lavoratori stranieri occupino posizioni per lo più rifiutate dagli italiani, ma soprattutto, da marxista, dovresti renderti conto che in queste condizioni l'immigrazione è inevitabile. E da materialista quale sei, dovresti essere consapevole del fatto che non esiste alcuna possibilità di fermare questa marea umana: l'unico modo sarebbe quello di eliminare di colpo la povertà del mondo. E siccome siam marxisti, quindi uomini pratici e non idealisti, quale sarebbe la soluzione: prenderli a cannonate? Investire montagne di denaro in respingimenti quando non ci sono neppure i soldi per le TAC?

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