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PROFUGHI: SVELATO IL TRUCCO DELLA MERKEL

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[ 11 settembre ]


I pennivendoli ed i politicanti italiani da alcuni giorni, nella gara dell’ipocrisia (e del ridicolo), primeggiano nel dipingere la Merkel come “grande stratega”, una che meriterebbe quindi di guidare lo scassato carrozzone europeo. Il motivo di questo leccaculismo lo conoscete: la decisione di ospitare in Germania centinaia di migliaia di immigrati, guarda caso anzitutto siriani. Che le vere ragioni della mossa sia ben altre —quelle di importare ottima forza-lavoro a basso costo nell’interesse esclusivo del capitale teutonico— ce lo conferma ora il ministro dell’industria tedesco, Sigmar Gabriel, nientemeno che un socialdemocratico. I sostenitori di sinistra dell’immigrazione di massa come imperativo morale sono serviti. Il pietismo ha una funzione: essere foglia di fico per i liberisti senza scrupoli e per l’industria della deportazione globale.

«I rifugiati ci servono come manodopera» Gabriel (Spd) svela l’arcano

di Jacopo Rosatelli (il manifesto del 11 settembre 2015)

«Se riu­sciamo a inte­grare in fretta i pro­fu­ghi nel mondo del lavoro, risol­viamo uno dei mag­giori pro­blemi per il futuro eco­no­mico del nostro paese: la man­canza di per­so­nale qua­li­fi­cato». Nelle parole del vice­can­cel­liere e mini­stro dell’Industria Sig­mar Gabriel, pro­nun­ciate ieri di fronte al Bun­de­stag, c’è l’importante risvolto eco­no­mico dell’accoglienza dei richie­denti asilo: i migranti pos­sono for­nire alla Ger­ma­nia quei circa 6 milioni di lavo­ra­tori che man­che­ranno entro il 2030. La popo­la­zione invec­chia, il tasso di nata­lità è basso, e senza il con­tri­buto della per­sone che arri­vano “da fuori”, «è in peri­colo non solo il sistema delle imprese, ma anche il benes­sere gene­rale della società», sostiene il lea­der del par­tito social­de­mo­cra­tico.

A pre­oc­cu­pare sono, in par­ti­co­lare, le pro­ie­zioni sulla parte orien­tale del Paese: tra quin­dici anni nei Län­der della ex Repub­blica demo­cra­tica tede­sca un terzo degli abi­tanti sarà oltre i 64 anni, con­tro l’attuale 24%. Nel 2060 la popo­la­zione com­ples­siva dell’Est si sarà ridotta di un quarto rispetto ad oggi: da 12,5 a 8,7 milioni. All’Ovest le varia­zioni sono infe­riori, ma il trend è lo stesso: più anziani in una popo­la­zione che nel suo insieme decre­sce. Risul­tato: se oggi il 66% dei tede­schi è in età da lavoro, tra vent’anni lo sarà sol­tanto il 58%. L’istituto dell’economia tede­sca (Insti­tut der deu­tschen Wir­ts­chaft), cen­tro di ricer­che di area con­fin­du­striale con sede a Colo­nia, cal­cola che già nel pros­simo decen­nio potreb­bero man­care al sistema pro­dut­tivo fino a 390mila inge­gneri. 

Il mini­stro dell’Industria Gabriel prende sul serio que­sti rischi e si erge a pala­dino del matri­mo­nio d’interessi fra richie­denti asilo e datori di lavoro. Quella del lea­der Spd è una posi­zione prag­ma­tica, di buon senso, che con­tri­bui­sce a favo­rire il clima di acco­glienza. Con­cen­tran­dosi sull’«utilità» dei pro­fu­ghi per l’economia tede­sca, però, Gabriel perde di vista un ele­mento fon­da­men­tale: i siriani che in que­sti giorni arri­vano nel suo paese sono per­sone che fug­gono da una guerra. E la Ger­ma­nia è fra i mag­giori espor­ta­tori mon­diali di armi: nella prima metà di quest’anno il volume d’affari è di circa 6,5 miliardi. Lo ha ricor­dato, ieri nell’aula del Bun­de­stag, Roland Claus della Linke, che ha sot­to­li­neato come l’export di armi sia auto­riz­zato dal mini­stero che guida lo stesso Gabriel: «C’è un modo per con­tra­stare dav­vero le cause delle fughe di massa, e cioè negare quelle auto­riz­za­zioni». 
Anche la capo­gruppo in pec­tore della Linke, Sahra Wagen­k­ne­cht, allarga lo sguardo: «Per­ché nes­suno dice il motivo che costringe le per­sone a lasciare la pro­pria terra? In Medio­riente non c’è alcuna cata­strofe natu­rale: all’origine dell’esodo c’è una poli­tica di guerra e desta­bi­liz­za­zione di cui sono respon­sa­bili la Ger­ma­nia, l’Europa e soprat­tutto gli Stati Uniti». Le risorse per l’emergenza andreb­bero dun­que chie­ste anche a Washing­ton: «Mi pia­ce­rebbe che il governo tede­sco avesse il corag­gio di farlo», afferma Wagen­k­ne­cht. Assai impro­ba­bile che Angela Mer­kel ascolti il con­si­glio dell’esponente dell’opposizione. Piut­to­sto la can­cel­liera, che ieri ha visi­tato un cen­tro di acco­glienza a Ber­lino e si è con­cessa anche per qual­che sel­fie, con­ti­nua nella sua «operazione-ottimismo» all’insegna dello slo­gan «la Ger­ma­nia ce la farà». Incu­rante delle grida d’allarme che si levano da più parti: i 6 miliardi messi a dispo­si­zione dal governo fede­rale sono troppo pochi.
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Un pensiero su “PROFUGHI: SVELATO IL TRUCCO DELLA MERKEL”

  1. Anonimo dice:

    Che la Germania prosegua nella sua opera di sfruttamento del cosiddetto Sud del mondo, dopo aver contribuito anche alla sua devastazione "bellica" non stupisce. Quel che conta è che ora per gli immigrati sarà possibile lottare direttamente contro lo Stato imperialista.Sicuramente questa lotta non è certa, e se sarà, sarà difficile. Ma sarà interessante ed utile attivarsi perché ci sia e perché sia forte.Giuseppe pelazza

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