1

SPAGNA: IL BIPARTITISMO ARRETRA MA RESISTE, L’ALTERNATIVA PERÒ AVANZA di Manolo Monereo

[ 27 dicembre ]


«La politica consiste in una dura e prolungata
penetrazione per mezzo di una tenace resistenza, e questo richiede, allo stesso tempo, passione e temperanza.
E’ certamente vero, e la storia lo dimostra,
che in questo mondo non sarà mai raggiunto il possibile
Max Weber
Nel mezzo, c’è Podemos.
Nella sostanza il bipartitismo, inteso come un modo di organizzare il potere affinché continuino a comandare coloro che non si presentano alle elezioni, la cosiddetta “governabilità”, che altro non è se non la perpetuazione della monarchia. Il sistema elettorale favorisce e organizza il bipartitismo e quando, per vari motivi (queste elezioni lo dimostrano) si producono cambiamenti nel sistema dei partiti, la tendenza è quella di sfoderare il discorso sull’ingovernabilità, ciò che favorisce il ritorno al bipartitismo, ovvero il dominio dei partiti dinastici.
Malgrado il treno sia ripassato, lo si lasciò andare. Con gli accordi raggiunti in Catalogna, Galizia e quasi conclusi in Valencia, hanno alla fine prevalso la tradizionale inerzia del Sud, il richiamo all’identità, la presunzione di autosufficienza. La percezione è stata, ancora una volta, sbagliata. Si è pensato che Podemos era un progetto in declino elettorale e che IU sarebbe stata in grado di ottenere gruppo parlamentare nello Stato. Quello che è accaduto è già noto. In qualche modo, si è ripetuta la strategia del 1982, dimenticando che Podemos non è il PSOE e che è nato contro esso, e che IU non è, neanche lontanamente, il PCE del 1982.


* Fonte: Cuarto poder
** Traduzione a cura della redazione