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DA PARIGI A CARACAS: QUANDO LA REAZIONE AVANZA…. di Piemme

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[ 7 dicembre ]

Caracas. Fuochi d’artificio, petardi, grida di soddisfazione: è un’esplosione di gioia che ha salutato i risultati delle elezioni parlamentari nella capitale Caracas. I sondaggi non hanno sbagliato. Dopo sedici anni di vittorie ininterrotte, il Partito Socialista Unificato del Venezuela (PSUV) ha subito una pesante legnata elettorale, consegnando all’opposizione la maggioranza parlamentare. Con 99 deputati su 167 le destre, coalizzate nella Mesa de Unidad Democratica (MUD), hanno così strappato la maggioranza semplice in seno all’Assemblea legislativa. Cosa si inventerà il successore di Chavez, il presidente Maduro, per impedire alla reazione di strappare prossimamente tutto il potere, noi non sappiamo. Ciò di cui siamo certi è che lo scontro sociale e politico che attraversa il Venezuela, difficilmente finirà a tarallucci e vino. La guerra civile si staglia ora all’orizzonte.


Parigi. “Il popolo si è espresso e la Francia ha sollevato la testa. Il Front National è il primo partito di Francia. E’ un risultato magnifico”, è il commento a caldo di Marine le Pen. Questi infatti i risultati del primo turno delle regionali in Francia comunicati dal ministero dell’Interno dopo lo scrutinio del 98% dei seggi: Front National 27,96%. I Republicains/UDI di Sarkozy 26,89%. Il Partito socialista 23,33%. I Verdi 3,87%. In fondo a sinistra i pugili suonati del Front de gauche 2,52% —il punto più basso mai toccato dalla cosiddetta “sinistra radicale.
Com’era prevedibile è stata anzitutto Marine Le Pen ad essere premiata dalla spinta sicuritaria e xenofoba suscitata sì dagli attentati terroristici del 13 novembre, ma ingigantita dalla isterica campagna mediatica di intossicazione e, non ultimo, dai provvedimenti liberticidi adottati da Hollande. Ciò che conferma per l’ennesima volta una delle lezioni della storia europea: quando la cosiddetta sinistra scimmiotta la destra e la insegue sul terreno liberticida della “sicurezza” e dello sciovinismo nazional-imperialista, è sempre quest’ultima ad essere premiata nelle urne.
Fonte: Le Monde


Nella cartina la Francia politica come emersa dalle urne: in rosso le zone dove i “socialisti” di Hollande sono giunti primi; in blu scuro le zone dove primo partito è il Fn ; in azzurro quelle in cui hanno vinto i repubblicani di Sarkozy; in giallo forze autonomiste e indipendentiste.

Ci vengono subito in mente quelli che da anni suonano le trombette sfiatate sulla fine della dicotomia destra-sinistra. Le urne, da Caracas a Parigi, ci pare confermino il contrario. In barba ai discorsi di certi intellettuali pare che non solo noi, bensì i popoli, se ne fottano di certe capziose quanto aleatorie elucubrazioni e, nei periodi di crisi sistemica, ubbidiscono ad un inesorabile processo di polarizzazione politica che si articola sull’asse destra-sinistra. 

Poi ci vengono in mente certi “sovranisti” alla Sapir: esulteranno per la vittoria del Front National, diranno che l’avanzata delle Le Pen è salutare perché così… procede il processo di risovranizzazione e di sfaldamento dell’Unione europea. Questi sovranisti da strapazzo fanno peggio di quegli estremisti italiani che agli inizi degli anni venti del secolo scorso non capirono la minaccia fascista incombente e lasciarono che esso schiantasse la “putrida democrazia liberale”. Così avvenne che essi vennero eliminati assieme ad essa. In Germania davanti all’agonia della Repubblica di Weimar accadde lo stesso, col medesimo catastrofico risultato.

E certo che occorre riguadagnare sovranità nazionale e rompere l’Unione europea, ma non per passare dalla padella alla brace. A forza di ubriacarsi coi nuovismi, con le stupidaggini sulla “postmodernità”, coi discorsi sulla lotta di classe che non c’è più e la fine della dicotomia destra-sinistra, non si vuole riconoscere che la storia ha delle costanti, che i processi sociali, pur mutando di forma, conservano la medesima sostanza —quando la sinistra tradisce i suoi ideali ed il suo popolo e si vende al grande capitale, non è che finisce la dicotomia ma si afferma la monotomia: finisce la sinistra e avanza la destra. Punto.

Nella forma chimicamente pura questa concezione si esprime nel dire che “questa Unione è già il fascismo” (Alberto Bagnai docet). E dunque, siccome saremmo già dentro il fascismo, tutto quello che verrà al suo posto non potrà che essere migliore, quindi auspicabile.  E così facendo non solo si sdogana la reazione, si va bellamente a braccetto con la feccia fascistoide e xenofoba, contribuendo a consegnare la pubblica opinione nelle sue braccia ancora insanguinate.

Bene. E’ ora di dividere il grano dall’oglio, di tirare una linea netta tra il campo dei sovranisti democratici e quello del sovranismo reazionario. Questa divisione, che oggi qualcuno con supponenza potrà considerare la “divisione dell’atomo”, anticipa invece quella che sarà, data l’inevitabile fine dell’Unione europea, la principale linea di demarcazione futura.

Ps
E state in guardia dai camaleonti politici. Ci sono in giro diversi paraculi che pur di farsi largo in mezzo alla confusione dissimulano le loro vere opinioni fasistoidi. Anche Mussolini si affermò turlupinando gli italiani dicendo che lui era oltre la destra e oltre la sinistra e poi finì per sposarsi con la peggiore destra storica, mettersi sotto la tutela del Re e del Vaticano. La storia faccia da maestra.
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8 pensieri su “DA PARIGI A CARACAS: QUANDO LA REAZIONE AVANZA…. di Piemme”

  1. Anonimo dice:

    A) Salvini è liberista mentre la Le Pen noB) se fossi stato francese, fra Hollande, Sarkozy e le due Le Pen, non avrei esitato a votare per le ultime.C) non fate i finti tonti. Il fascismo era molto simile e anzi, forse anche un po' meglio di questo regime oligarchico europeo.D) lottare con idee di sinistra contro la Le Pen è possibile, lottare con idee di sinistra contro il regime oligarchico finanziario globalista è semplicemente impossibile perché a uesto punto ci hanno portato proprio i traditori della sinistra e il popolo non vede alcuna differenza.Lo sapete, lo vedete tutti i giorni ma insistete a chiudere gli occhi.È per questo che sono trenta e passa anni che perdiamo.

  2. Anonimo dice:

    Va bene sull'orientamento reazionario di queste forze, vorrei però sapere qual'è l'orientamento rispetto all'egemonia statunitense della destra venezuelana e di quella lepenista. Mi sembra un punto rilevante su cui queste due forze (penso) non possono essere assimilate e che questo articolo trascura.

  3. Anonimo dice:

    Avete messo in relazione due risultati elettorali che invece sono in contrasto.La Le Pen ha sempre stimato Chavez e ha addirittura difeso il ministro Lurel socialista quando se ne uscí a sorpresa con un elogio sperticato su Hugo.Chavez era un nazionalista e cosí è la Le Pen. Una domanda secca alla quale probabilmente non risponderete: a un ballottaggio votereste per Hollande e Sarkozy o per la Le Pen?O magari vi asterreste?E scusate ma paragonare la Le Pen a Hitler e Mussolini è proprio una cretinata.

  4. Vincenzo Cucinotta dice:

    Insomma, mi pare che l'argomentazione sta a zero, praticamente si limita a creare un parallelo con l'avvento di Mussolini, il che mi pare addirittura imbarazzante perchè ignora il differente contesto storico. Intanto, al massimo la Le Pen andrà al governo in alcune regioni della Francia, e sarebbe interessante sapere quali sarebbero i provvedimenti politici che l'autore teme il front nationale possa prendere nella sua regione. In secondo luogo, in prospettiva, quali possibili cosneguenze teme se essi governssero la Francia. Se non si entra nel merito, ma si evoca semplicemente scenari del passato pretendendo di trassporli tali e quali nel presente, si finisce per rimanere solo preda dei propri fantasmi. Magari, qualche colpo al progetto criminale della UE e del TTIP potrebbe darlo, no, queste cose concrete vi fanno schifo, tutti presi come siete dai vostri fantasmi paralizzanti.

  5. Brenno dice:

    Redazione, mi pare che abbiate alle calcagna un rompicoglioni che posta in maniera sistematica su tutti gli articoli.Il suo stile è inconfondibile, come le sue simpatie reazionarie.Non penso che sia solo un perditempo, ma uno che fa il suo mestiere, un troll che contesta ogni volta quanto dite e batte sempre sullo stesso tasto.Prendete il caso degli anonimi qui sopra: solita solfa, stesso ritornello. E temo si tratti dello stesso individuo.Farli passare non è solo inutile ma inquinante.Forse dovreste decidere a far passare solo quelli che dichiarano chi sono.Brenno

  6. Redazione SollevAzione dice:

    RISPOSTE[1] Leggiamo: "C) non fate i finti tonti. Il fascismo era molto simile e anzi, forse anche un po' meglio di questo regime oligarchico europeo."Che volete che rispondiamo, lo dice già l'articolo che occorre stare in guardia dai fascisti camuffati e dai loro simpatizzanti. Odiamo quest'Unione europea, ma odiamo ancor di più il fascismo. E se non vi va bene, se siete tra coloro che hanno nostalgia del Duce, andate su altri blog. Questo non fa per voi.[2] Leggiamo: "Una domanda secca alla quale probabilmente non risponderete: a un ballottaggio votereste per Hollande e Sarkozy o per la Le Pen?"Ci asterremmo anche se al ballottaggio andassero i "socialisti"[3] Leggiamo: "E scusate ma paragonare la Le Pen a Hitler e Mussolini è proprio una cretinata."Le analogie storiche vanno usate con prudenza, certo, ma sono utili spesso per indicare certe linee di fondo. Ci si attacca furbescamente alla lettera per non rispondere sulla sostanza. E la sostanza è che dietro all'avanzata del Fn c'è una spinta reazionaria, sciovinista, xenofoba e imperialista. C'è scritto: le forme cambiano ma certe costanti della storia sono le stesse.[4] Leggiamo: "Magari, qualche colpo al progetto criminale della UE e del TTIP potrebbe darlo, no, queste cose concrete vi fanno schifo, tutti presi come siete dai vostri fantasmi paralizzanti."Oh certo! Anche Mussolini e HItler diedero qualche "colpetto" alle decrepite democrazie liberali.

  7. Luca Tonelli dice:

    Io onestamente non vedo pericolo per la democrazia. Quantomeno in Europa del sud è completamente esautorata. Non esiste è inutile fingere.Ogni volta che una forza disallineara potrebbe intralciare i piani o i suoi vertici vengono corrotti e coptati oppure avviene un golpe silenzioso in cui viene nominato un governo tecnico.Quel che accade nel sud europa è totalmente slegato dai risultati elettorali da anni.Il pericolo è piuttosto quello del sorgere di un palese razzismo generalizzato ma con la povertà che avanza credo questo sia una cosa inevitabile.Vogtdire: non è la Le Pen che sta rendendo i francesi razzisti ecc… ma i governi socialisti e repubblicani drgli ultimi 15 anni. È inevitabile che sfoci così.Certo esser mussulmano in europa sarà sempre più difficile.

  8. Marco Bozis dice:

    Ottimo articolo che pone delle discriminanti politiche chiare e ineludibili per chi vuol coniugare la sovranità nazionale con quella democratica e popolare in una prospettiva socialista. Un sovranismo di questo genere non può che essere ANTIFASCISTA, ANTIRAZZISTA e contro tutte le forme di reazione.

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