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IL REGALO DI BABBO NATALE di Campo Antimperialista

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[ 25 dicembre ]

Rapimento di Abu Omar: Mattarella grazia il capocentro CIA di Milano


A Natale, si sa, siamo tutti più buoni. Proprio tutti? Questo è più difficile a dirsi. Al Quirinale, però, non vengono mai meno ai loro doveri. Ed alla loro bontà, specie quando c’è in ballo un farabutto a stelle e strisce. Ecco allora la grazia concessa al sig. Bob Seldon Lady, ex capocentro della CIA a Milano.

Grazia richiesta dal diretto interessato, ci informa entusiasta la stampa. Ma da quale carcere il sequestratore ha scritto la sua commovente lettera, tesa a porre fine alla sua dura e prolungata prigionia? Domanda ingenua: il sig. Lady ha scritto le sue implorazioni rivolte alle severe orecchie presidenziali niente meno che da casa sua, negli States.  

Dunque, il sig. Lady – condannato da un tribunale italiano a 9 anni di carcere per il sequestro dell’imam Abu Omar – non ha scontato neppure un giorno in prigione? No, no, ci mancherebbe, non si pensi mai ad una simile bestialità. Egli ha pagato, eccome! Arrestato a Panama il 18 luglio 2013 è stato rilasciato soltanto il giorno dopo, per venire gentilmente imbarcato su un aereo diretto… a casa sua.

Ventiquattrore di carcere per un agente della CIA! Ovvio che di fronte a tanta ingiustizia Mattarella si sia subito attivato. Ma siccome egli è un uomo misurato e giudizioso non gli ha concesso la grazia completa. No, no, non penserete mica a tanto servilismo quirinalizio? Il Mattarella ha infatti concesso al sig. Lady una “grazia parziale” di soli 2 anni. C’è solo un dettaglio: togliendo due anni dalla pena di nove si arriva a sette, meno tre già ridotti con l’indulto e si giunge a quattro, soglia raggiunta la quale è certo che il ministro della Giustizia, Andrea Orlando (altra sicura sentinella del diritto), revocherà la richiesta di estradizione.

Abu Omar

Ora non penserete mica che la Presidenza della Repubblica si sia abbassata a simili calcoli! Ma ce lo vedete il presidente con la calcolatrice in mano? Non scherziamo, che al Quirinale l’imparzialità è di casa. Volete la dimostrazione? Per far contenti tutti il Mattarella ha graziato anche un’altra agente CIA, la signora Betnie Medero, anch’essa condannata a tre anni per il sequestro Omar.

E poi perché prendersela con il solo Mattarella, quando il suo predecessore – l’indimenticabile golpista Napolitano – graziò nell’aprile 2013 il colonnello Joseph Romano, comandante della base NATO di Aviano, dove i rapiti delle extraordinary rendition americane transitavano prima di essere destinati alle torture nelle carceri di qualche paese compiacente.

Per Abu Omar quel paese si chiamava Egitto, dove l’imam subì le peggiori torture che si possano immaginare. Ma questo al Quirinale interessa assai poco. Di certo molto meno della libertà – peraltro mai venuta a mancare – di coloro che agendo indisturbati sul territorio italiano, con l’evidente complicità dei

servizi segreti nostrani, sequestravano ed inviavano agli aguzzini le vittime da loro prescelte.

Ci viene in mente chi pensava che con il nuovo presidente le cose sarebbero cambiate. Certo, rispetto al suo predecessore Mattarella parla meno. E quando parla non si capisce bene cosa abbia da dire. Ma quando arrivano gli ordini da Washington si obbedisce e basta. Come con Napolitano. Come innumerevoli volte nella storia italiana dal 1945 in poi.

Il servizietto natalizio del Mattarella non deve dunque stupire. Ma che almeno se ne parli e ci si rifletta un po’. 

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