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PROTESTA LEOPOLDA: CHI LASCIA SOLI I POVERI CRISTI?

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[ 14 dicembre ]

Non erano in molti, ieri, a Firenze, i cittadini truffati dalle banche che si erano spontaneamente dati appuntamento alla Leopolda per far sentire la loro voce.
Ciò non ha tuttavia impedito alle forze di polizia di tenerli a debita distanza; le stucchevoli autocelebrazioni renziane non dovevano essere disturbate.
Lasciati soli, abbandonati.

Neanche i “grillini”, si sono fatti vivi. Un segnale che la loro opposizione per bene è una specie di opposizione di Sua maestà. Ci si prepara al dopo-Renzi, e per rimpiazzarlo, meglio tenere il basso profilo. Si va al governo, infatti, solo in due maniere: ottenendo il semaforo verde di chi oggi comanda, anzitutto del mondo dei banchieri, o contro di loro, sull’onda della spinta delle classi popolari, che di quel mondo è la antitesi speculare. Vorremmo sbagliarci, ma questa assenza indica una scelta di campo. Che aprano gli occhi i tanti amici che ripongono ancora tanta cieca fiducia nel Movimento 5 Stelle.

ieri a Firenze [foto Maurizio Fratta]



E che dire della sinistra nelle sue variopinte declinazioni?
Assente, anche questa volta. La distanza tra queste sinistre e la realtà, dai corpi sociali maciullati dalla crisi sistemica è diventata siderale. Quello striscione “In terra rossa vi siete scavati la fossa” non è solo un monito, è l’intonazione di un de profundis.

Vi chiederete? E voi dove eravate?
Noi eravamo occupati dai lavori del Seminario programmatico annunciato da tempo —un resoconto per i nostri lettori è in arrivo— volto proprio a dar vita ad un nuovo movimento politico che riesca non solo a “rappresentare” il mondo dei poveri cristi lasciati a se stessi, ma a farne la forza motrice della sollevazione popolare che cova nelle viscere popolari. 
Una sollevazione che solo consentirà di ricomporre le disiecta membra del popolo lavoratore e che oggi cammina su gambe ancora deboli, che vive di ancora flebili fiammelle di rivolta che non possiedono già la capacità di incendiare la prateria.

Non sappiamo chi farà da innesco all’esplosione sociale che si annuncia.
Ci sarà bisogno, per unificare i focolai di ribellione sociale, della funzione di indirizzo e di guida minoranze creative, quelle che una volta chiamavamo avanguardie politiche.

Senza una testa politica l’energia che la sollevazione sprigionerà, è destinata a esaurirsi come un fuoco di paglia o, peggio, a diventare il carburante per nuove avventure reazionarie.
Nessun dorma!

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