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“PIANO B” SUMMIT DI PARIGI: RESOCONTO

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[ 28 gennaio ]

Come avevamo scritto, una delegazione di Programma 101 si è recata a Parigi lo scorso fine settimana per partecipare ai lavori del summit del cosiddetto “Piano B”. Qui sotto il racconto dei nostri compagni.

[Nella foto Oskar Lafontaine che apre i lavori]

Venerdì 22 gennaio, il giorno prima dell’inizio del Summit del Piano B., è stata una giornata molto impegnativa: si è svolta la riunione del Forum europeo delle forze di sinistra e popolari anti-Unione europea. Erano presenti compagni da diversi paesi europei: Francia, Germania, Spagna, Austria e quindi noi italiani di P101. Assenti i compagni greci per ragioni di forza maggiore.
Il Coordinamento ha approvato, non senza superare iniziali divergenze, una dichiarazione politica sul cosiddetto “piano B” —vedi in fondo a questo resoconto. Sono stati quindi decisi i prossimi passi, tra cui il Forum 2016, che si svolgerà in Italia dal 23 al 25 settembre prossimi —quello precedente si è svolto ad Atene nel giugno 2015.

La mattina seguente ci siamo quindi recati al vertice del cosiddetto “Piano B”. Cosiddetto poiché, ma lo si sapeva, le opinioni all’interno di “Piano B” su come venir fuori dalla gabbia dell’euro e della Ue sono alquanto diverse, così che non si può propriamente parlare di un blocco vero e proprio.


Due parole sul luogo. Sarà stato per evitare rogne lo Stato d’emergenza che vige in Francia (che vieta ogni riunione pubblica e che Hollande vuole prolungare di altri tre mesi), ma essersi ritrovati nella zona parigina dove si trovano tutti i palazzi del potere, a noi non ha fatto una bella impressione. E siamo rimasti stupiti che un incontro di tale importanza si sia svolto in una sala che conteneva non più di 150 posti a sedere.

Il discorso di apertura di Lafontaine è stato chiaro ed incisivo. La moneta unica va superata, i paesi debbono tornare alla loro sovranità nazionale, politica e monetaria. La stessa Unione oligarchica e antidemocratica, di cui l’euro è il pilastro, cha già barcolla sotto i colpi delle sue stesse contraddizioni,va sciolta. Va eventualmente ripristinato un meccanismo monetario simile al vecchio Sme. Di una nuova Unione politica se ne palerà, semmai, in futuro. Ma Lafontaine è andato molto più in là, con un discorso politico denso e appassionato, antimperialista e sovranista, con una critica molto netta a coloro che pensano che l’Unione sia riformabile o che sarebbero per l’uscita ma solo “ordinata” e concordata tra più paesi. Ne avessimo un “papa rosso” come Lafontaine in Italia!

Dopo una breve pausa sono iniziate le tavole rotonde. La più partecipata quella dal titolo (francamente ambiguo) “‘L’euro a quali condizioni”. A dispetto del titolo tutti gli oratori, chi più e chi meno, hanno insistito sulla insostenibilità della moneta unica, tra questi il sempre molto lucido Emiliano Brancaccio, il quale ha svolto un ragionamento critico sulla proposta di Lafontaine di tornare allo Sme. In questa tavola rotonda il discorso, tutto politico, che più ci ha entusiasmato è stato quello di Frédéric Lordon

Nel corso del dibattito Moreno Pasquinelli ha portato i saluti di

Da sinistra: Pedro Montes, Lafontaine, Zoe Kostantopoulou e Pasquinelli

Programma 101, esprimendo l’augurio che le sinistre si liberino finalmente del tabù della sovranità nazionale passando dai convegni alla aperta lotta politica per l’uscita dalla gabbia eurocratica.

Come delegati di Programma 101 abbiamo quindi approfittato dei momenti di pausa per prendere diretti contatti con i diversi compagni presenti, oltre a quelli che già conoscemmo ai Forum di Assisi e Atene, con tutti gli altri, tra cui il battagliero economista Costas Lapavitsas.

Il giorno successivo il summit è stato aperto da Stefano Fassina, il quale (a proposito di divergenze in seno al “Piano B”, ha perorato invece un “Piano A”, ovvero la riforma dei trattati che sono alla base dell’Unione e dell’Euro e solo come ipotesi subordinata un piano B di uscita. Una posizione che ci è sembrata, oltre che di estrema debolezza teorica e scarsa o nulla fattibilità politica, largamente minoritaria.

Stefano Fassina


I lavori si sono conclusi con l’impegno di proseguire sulla strada della costruzione di una larga coalizione di forze per costruire una alternativa a questa Unione moribonda. 

Prossimo appuntamento: Madrid 19-21 febbraio.
L’appello che ha lanciato l’incontro di Madrid, promosso dall’ala sinistra di Podemos è stato già sottoscritto da diecimila persone.
Qualcosa di grosso si comincia a muovere anche in Spagna…

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Comunicato del Coordinamento europeo anti euro



Il Coordinamento europeo anti-euro riunisce i rappresentanti di Germania, Austria, Spagna, Francia, Grecia e Italia.

PER UN PIANO B IN EUROPA DALLA A ALLA Z…

I “Piani B” fioriscono da Parigi a Madrid passando per Berlino. 

Ma A, B o C, quali sono davvero le intenzioni politiche degli organizzatori di questi dibattiti?

A. Gli organizzatori del dibattito Per un piano B in Europa, che si tiene a Parigi il 23 gennaio hanno riunito un gruppo di relatori le cui posizioni sono lontane dall’essere comuni. Quelli come Oscar Lafontaine, isolato in seno alla Die Linke – che caldeggia l’uscita dall’euro da diversi mesi almeno – o come Frédéric Lordon o ancora Emiliano Brancaccio, Costas Lapavitsas, avranno dei punti di vista convergenti con gli altreuropeisti che lì  in gran parte prenderanno la parola e sembrano volere innanzitutto «salvare l’Europa»?

Questi ultimi, come gli organizzatori dell’incontro, rivendicano una rinegoziazione dei trattati: «Il nostro piano A: lavorare in ciascuno dei nostri paesi e insieme attraverso l’Europa, ad una rinegoziazione completa dei trattati europei».

È una pericolosa illusione far credere che ciò sia possibile. Come considerare una rinegoziazione dei trattati a beneficio delle classi dominate senza la cancellazione degli stessi i trattati e senza un ritorno alla sovranità nazionale di ciascun paese dell’Unione? Perché, in effetti, per gli organizzatori «Nessuna nazione europea può procedere verso la propria liberazione nell’isolamento». Si può solo temere che il piano B di Parigi si trasformi in piano C a Berlino o a Madrid…
B. Fioccano i Piani B
Il prossimo 9 febbraio a Berlino, l’ex ministro dell’economia greco, parlamentare, ex ministro delle Finanze, Yanis Varoufakis, scomparso dal piano B di Parigi, e Arnaud Montebourg, ex parlamentare, ex ministro dell’Economia, della Ripresa produttiva e del Digitale e Manuel Valls, vice-presidente del Consiglio di Vigilanza della catena di mobili Habitat, membro del comitato di orientamento strategico della società Talan (Francia), lanceranno il loro «Movimento per la democrazia in Europa 2025» (DiEM 2025). Poi, il 19, 20 e 21 febbraio, a Madrid, membri di diverse forze della sinistra spagnola con Yanis Varoufakis organizzano un evento simile in favore di un piano B! Sarà che l’ambizione di Varoufakis è di insegnare agli spagnoli come prendere esempio dalla capitolazione del governo di Tsipras? Non sarebbe più saggio costruire le condizioni di resistenza e di rottura dei diktat di Berlino e Bruxelles?
Il coordinamento per l’uscita dall’euro, che ha organizzato delle iniziative in Grecia, Italia e Spagna – e che non è stato invitato a nessuno di questi dibattiti – denuncia il nuovo tranello che sarà orchestrato da funzionari di partito, da organizzazioni e personalità attaccate nonostante tutto a un «progetto europeo», che rifiuterebbero di rapportarsi all’Unione europea e all’euro per quello che sono – strumenti di dominio e tutela dei popoli.
Il Coordinamento europeo per l’uscita dall’euro si dichiara disponibile a lavorare con tutti quelli che vogliono l’uscita dall’euro e che sono pronti a discutere per costruire le condizioni per la realizzazione di questo obiettivo.

Il Coordinamento denuncia con forza le operazioni che mantengono le classi dominate in una fase di stallo, cioè l’euro, l’Unione europea e la NATO. Perché i popoli di ciascuno dei nostri paesi hanno bisogno vitale di riconquistare la loro sovranità per uscire dall’austerità e recuperare la libertà di definire le politiche di giustizia sociale.


Parigi, 22 gennaio 2016

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