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SALVIAMO I PICCOLI COMUNI DALLA SCURE NEOLIBERISTA di Beppe De Santis*

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[ 29 febbraio ]

IL NEOLIBERISMO STA DISTRUGGENDO LA CIVILTA’ COMUNALE, A PARTIRE DAI 6000 PICCOLI COMUNI, FINO A 5000 ABITANTI

Lancio un allarme.


Il neoliberismo sta distruggendo i Comuni italiani —e non solo—, a partire dai 5.683 piccoli comuni . Sotto e fino ai 5000 abitanti.

Con il taglio della spesa pubblica.Il taglio della spesa per lo Stato sociale. Il taglio della spesa per le Autonomie Locali.

Taglio violento, selvaggio, generalizzato, continuo, strutturale, implacabile,insaziabile,sadico.

Risorse che vanno ad arricchire il finanzcapitalismo globalista, le conglomerate finanziarie globali,le 100.000 multinazionali globali .Che governano il mondo al posto delgli Stati sovrani e della Democrazia.Quell’1% di supericchi che rapina il mondo. Da oltre 35 anni in qua.

L’insieme dei comuni italiani sono 8.092.

I circa 6000 piccoli comuni rappresentano il 70% dei comuni d’Italia.

IL SETTANTA PER CENTO.

Sono il 54% del territorio italiano.

Il territorio profondo delle Montagne, della millenaria civiltà rurale.Del doppio, titanico, dorsale: delle Alpi, dell’Appennino.Dalla Valle D’Aosta ai Monti Sicani di Sicilia.Passando per gli scrigni di civiltà tosco, umbro, emiliano , marchigiano, abruzzo-molisano, irpino, cilentano, lucano-materano,aspromontese, peloritano,nebrodense, madonita, sicana.

Tabella 1. Il numero dei comuni italiani e dei Piccoli Comuni, per regione, 2011
Regione
N.Comuni italiani
N.Piccoli Comuni
v. a.
N. Piccoli Comuni
% nazionale
Incidenza dei piccoli Comuni sul totale dei comuni regionali
Piemonte
1206
1071
18,80%
88,80%
Valle d’Aosta
74
73
1,30%
98,60%
Lombardia
1544
1086
19,10%
70,30%
Trentino – Alto Adige
333
299
5,30%
89,80%
Veneto
581
313
5,50%
53,90%
Friuli – Venezia Giulia
218
155
2,70%
71,10%
Liguria
235
183
3,20%
77,90%
Emilia – Romagna
348
156
2,70%
44,80%
Toscana
287
134
2,40%
46,70%
Umbria
92
59
1,00%
64,10%
Marche
239
172
3,00%
72,00%
Lazio
378
253
4,50%
66,90%
Abruzzo
305
250
4,40%
82,00%
Molise
136
125
2,20%
91,90%
Campania 551 331 5,8% 60,1%
551
331
5,80%
60,10%
Puglia
258
84
1,50%
32,60%
Basilicata
131
99
1,70%
75,60%
Calabria
409
327
5,80%
80,00%
Sicilia
390
200
3,50%
51,30%
Sardegna
377
313
5,50%
83,00%
Totale
8092
5683
100,00%
70,20%

Fonte:elaborarazione IFEL su dati ISTAT 2011. 

12 regioni italiane su 20 contengono una percentuale di piccoli comuni che oscilla dal 99% al 70% del totale regionale.

Valle D’Aosta (98,6),Molise (91,9),trentino Alto Adige (89,8),Piemonte (88,8),Sardegna (83),Abruzzo (82),Calabria (80),Liguria (77,9),Basilicata (75), Marche (72), Friuli Venezia Giulia (71,2),Lombardia (70).

La mappa, la rete dei comuni, dei medi comuni, in particolare, dei piccoli comuni rappresenta il fondamento, il caposaldo della migliore civiltà d’Italia.Quella di “lunga durata”.Quella naarrata da Fernand Braudel.

Dalle valli trentine alla montagne madonite siciliane.

Caposaldo d’identita, di senso.Di Storia .Di Cultura.

Caposaldo di comunità .Che resiste.Contro la violenza omologante, mercificante del capitalismo globalista.

Caposaldo di partecipazione civica, minuta, molecolare,umile e laboriosa.Di democrazia civica resistente. La democrazia comunale- con tutti i possibili limiti- è la resistente casamatta della democrazia diffusa.

Caposaldo di solidarietà civica e di resistenza del residuo di Stato sociale ancora operante.Di cultura della prossimità, della convivialità, dell’accoglienza.

Caposaldo dello stile di vita mediterraneo , del modello alimentare della Dieta Mediterranea,riconosciuto recentemente come Patrimono Culturale Immateriale dell’Umanità,e, ritenuto -quasi dall’intera comunità scietifica mondiale -il principale modello alternativo ,anche per combattre le 4 maggiori malattie epidemiche mondiali contemporanee (cancro, diabete, malattie cardiovascolari,obesità).

Caposaldo di tenuta territoriale, contro il degrado idrogeologico, avanzante, devastante.

Caposaldo del Paesaggio, sommo bene culturale.Del paesaggio montano, alto e medio collinare, agrario e rurale.

Potrei dire.Non è mai esistita l’Italia senza i suoi 8000 campanili.Nè mai potrà esistere una patria , che si chiami Italia, senza i 6000 campanili diffusi. Molecole ,DNA originari della patria stessa.

Potrei aggiungere.

Nei piccoli comuni vi è la maggioranza dei buoni impianti di energia alternativa, sostenibile.

Nei piccoli comuni si promuove e realizza il livello più alto di raccolta differenziata dei rifiuti.

Nella gran parte dei piccoli comuni si vive meglio che altrove.Checchè se ne dica e favelli.

Una parte significativa dei piccoli comuni, non solo tiene sotto il profilo demografico, ma, negli ultimi tempi, registra microtendenze all’incremento demografico.Al contrario di migliaia di altri piccolo comuni che demograficamente stanno calando a picco.Si leggano , a tal proposito,i report contenuti negli “Atlanti dei piccoli comuni”, redatti dall’ANCI.Su promozione della benemerita Associazione Nazionale dei Piccoli Comuni.

Occorre difendere, con le unghia e con di denti, i Comuni, a partire dai 6000 Piccoli Comuni.

Non si tratta di una pur sacrosanta battaglia “sindacale”.Ma.Di una battaglia di civiltà. Una battaglia politica. Di valore strategico e generale. Da parte di tutte le forze sinceramente antiliberiste.

Soltanto sconfiggendo il neoliberismo , contribuiremnmo a salvare la civiltà comunale e i 6000 , straordinari Piccoli Comuni d’italia.

Altrimenti che senso avrebbe la vita, l’attività, la testimonianza , la morte,di un sindaco, Angelo Vassallo, il valoroso sindaco di Pollica ( capitale morale del Cilento ), “il sindaco pescatore”,trucidato dai sicari della camorra, la sera del 5 settembre 2010?

Tutti devono comprare e consumare nell’unica rete dei supermercati del neoliberismo, quella controllata dalle multinazionali agroalimentari globali. Non nei mercati locali, sani ed equi dei 6000 Piccoli Comuini italiani.

Tutti, progressivamente ma inesorabilmente, devono accamparsi in poche grandi città, in sterminate metropoli e megalopoli: unico , ravvicinato, concentrato ,mostruoso MEGA-MERCATO del neolioberismo finanziario speculativo globale. Tutti i villani debbono abbandonare – e presto-i 6000 villaggi preistorici degli antenati.

Il sistema neoliberista dominante ha inventato, e sta inventando, vari trucchetti, e specchietti per le allodole, per indorare la pillola.

Alcuni apparentemente ragionevoli e perfino convenienti.

Ad esempio.Una cosa è promuovere la COLLABORAZIONE INTERCOMUNALE , ONESTA E FUNZIONALE , sulla base del riconoscimento , della stabilità e del rafforzamento dell singole e specifiche Autonomie comunali.Delle SOVRANITA’ COMUNALI.SOVRANITÀ POLITICA E STATUTARIA, COSTITUZIONALE.Comuni sovrani che collaborano alla pari tra loro.

Un altro paio di maniche è imporre, con il pretesto peloso della funzionalità e dell’efficienza,sotto il martello pneumatico del taglio della spesa comunale, il progressivo prosciugamento delle sovranità comunali , la FUSIONE FORZATA DEI COMUNI,cioè la distruzione dei Comuni. Con l’ambigua strategia delle UNIONI COMUNALI FUSIONALI.Quelle che intendono fondere, distruggere i singoli comuni. Se le Unioni comunali sono tese a rafforzare le singole sovranità comunali, possono anche ben sperimentarsi.Se le Unioni comunali sono il cavallo di Troia , per distruggere le sovranità comunali, allora vanno combattute e respinte.

L’unica difesa concreta e strategica, per tutelare le identità e sovranità comunali consiste nel combattere e sconfiggere il neoliberismo.

Altrimenti, prima o poi, in un modo o nell’altro, la morte di 6000 comunità civiche è assicurata. Nessuna si illuda.Metta la testa sotto la sabbia.

Uno dei grandi motivi per cui ho contribuito a promuove e ho firmato l’appello del “Programma 101” è la difesa strategica e operativa della civiltà comunale d’Italia.
*Beppe De Santis è membro del Consiglio nazionale di P101

27 febbraio 2016 , Palermo.

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2 pensieri su “SALVIAMO I PICCOLI COMUNI DALLA SCURE NEOLIBERISTA di Beppe De Santis*”

  1. Ippolito Grimaldi dice:

    Dopo la carota ( legge Delirio) si stanno attrezzando con il bastone.

  2. Anonimo dice:

    Intanto ci invadono con branchi di lupi che obbligano gli ultimi pastori a chiudere

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