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TEMPO DI CONFESSIONI ( E CHE CONFESSIONI!) di Jacques Sapir

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[ 25 maggio ]


L’amico J.Sapir segnala le importanti affermazioni svolte recentemente, proprio a Roma, da due dei più potenti eurocrati. Affermazioni che la stampa e le Tv italiane hanno fatto passare, guarda un po’,  sotto silenzio.

È il momento delle confessioni. Oh, non quello delle dolci confessioni che si fanno gli innamorati, né quello delle confessioni estorte con la forza e la sofferenza. NO, semplicemente le confessioni di persone che si sono sbagliate e che hanno ingannato il pubblico e ciò davanti all’evidenza. Parliamo delle vergognose confessioni di politici con le spalle al muro e le cui costruzioni stanno crollando.

Confessioni europee

Alcune di queste confessioni riguardano l’Europa. Cominciamo dunque dalla più bella ; quella dell’onorevole Martin Schulz, presidente socialdemocratico (SPD) del Parlamento europeo, che è stata fatta in occasione di una conferenza sull’Europa che si è tenuta a Roma [1]. Cosa dice allora il signor Schulz ? Che l’Europa “era una promessa fatta ogni giorno per più posti di lavoro, servizi, crescita” ma che conduce a “un senso di ingiustizia, questa non è l’Europa che volevano vedere”. Riconosce che i sacrifici richiesti agli europei dovevano salvare le banche. Ne prendiamo atto onorevole Schulz. Aggiungiamo che non c’era bisogno di Lei per capirlo.

Così in Grecia, su tutti gli aiuti stanziati, solo 9,7 miliardi di euro sono andati al governo greco, ossia esattamente il 4,9 per cento [2]. Ora, la Doxa europea, ma anche francese, era che avevamo già aiutato molto la Grecia. La verità è che i contribuenti dei diversi Paesi hanno salvato degli investitori privati [3], delle banche, principalmente tedesche e francesi. Ma, quando si è socialisti, si dovrebbe lottare contro questo stato di cose. Ora, la verità è che, come i socialisti francesi, belgi, spagnoli e altri (e non dei migliori), Lei è stato connivente con questa politica. È singolare piangere sul disastro che si è causato. Ricordiamo che Guglielmo II, imperatore della Germania, davanti al carnaio della prima guerra mondiale pronunciò un famoso “non avevo voluto questo”… Però, ciò che caratterizza l’uomo (o la donna) politico e, intendiamoci bene, parlo del vero uomo politico, non è versare lacrime, ma agire, e in questo caso agire per riparare il disastro commesso.

Ma il signor Tusk, il presidente (polacco) del Consiglio europeo non è stato da meno. Nella stessa conferenza, ha dichiarato : “il sogno di un singolo Stato europeo, di una sola nazione europea è un’illusione. Dobbiamo accettare di vivere in un’Europa con diverse valute, con diverse forze politiche, e la cosa peggiore è far finta di non saperlo”. 
È come riconoscere che la strategia del “federalismo furtivo” che è quella adottata dall’Unione europea, si è rivelata un fallimento. Un fallimento perché lo scopo che ci si era prefissi era un’illusione, e lo dice il Presidente del Consiglio europeo, poi anche perché il desiderio di raggiungere questa illusione (e questo è stato il ruolo politico dell’Euro) ha distrutto il progetto europeo. Ma allora ci si può porre una domanda : se il signor Tusk fosse onesto dovrebbe, o convocare una riunione al più alto livello affinché i Paesi dell’Unione Economica e Monetaria (nome tecnico dell’Eurozona) si mettano d’accordo sulle condizioni della dissoluzione di questa zona, oppure dimettersi.

Confessioni francesi

Ma queste confessioni non sono le uniche. In Francia, il Presidente e il governo riconoscono, molto tardivamente, il che il Ttip non è ratificabile nelle condizioni in cui siamo. Come se non lo sapessimo! Significa tenere in poco conto parecchi anni di dibattiti che hanno mostrato gli effetti nocivi di questo futuro trattato. Ma c’è anche molta ipocrisia. Poiché ciò che il governo e il Presidente rimproverano al Ttip, è semplicemente che questo trattato non stabilisce l’uguaglianza nell’accesso ai mercati pubblici. È importante, naturalmente, ma è poca cosa rispetto alle potenziali conseguenze di questo trattato in materia di norme alimentari o ambientali, o anche in materia di spossessamento di sovranità degli Stati e, di conseguenza, dei cittadini. Sì, anche qui c’è molta ipocrisia.

Un’ipocrisia che non è la prerogativa dei “socialisti”. Così, Natacha Polony può giustamente [4] denunciare la risposta inadeguata e tutto sommato miserabile che Alain Juppé ha dato al Generale Soubelet e che gli è valsa un articolo vendicativo del Generale Desportes [5]. Il caso del generale Soubelet è esemplare. Costretto dal governo a dare le dimissioni per aver denunciato, nel corso di un’audizione parlamentare, lo stato deplorevole della gendarmeria e aver messo in discussione il funzionamento della giustizia. Non possiamo condividere tutte le constatazioni fatte dal Generale Soubelet. Ma, davanti a dei parlamentari, doveva dire cosa pensava, prendendo il rischio che questi parlamentari interrogassero altri responsabili e non tenessero conto di queste osservazioni. La sanzione che subisce è inaccettabile e costituisce un errore imperdonabile da parte del governo. Ma che il signor Juppé prenda partito per questi lupi è una confessione dal pesante significato. Così, questo ex ministro degli esteri preferisce il silenzio complice alla verità che fa male. Ecco che cosa dobbiamo dire a tutti quando egli, forse, verrà ad elemosinare i nostri voti.

Queste confessioni sono diverse, ma hanno tutte una cosa in comune. La verità, sia quella sulla situazione che  quella sulla natura degli uomini non può essere nascosta eternamente. Quando le illusioni si spezzano, gli uomini (e le donne) politici sono messi davanti alla realtà. 
E’ dunque venuto il momento di confessare e questo ci fa capire quanto valgono questi politici.

NOTE

[1] http://www.lapresse.ca/international/europe/201605/05/01-4978551-LEurope-est-une-promesse-trahie-selon-le-president-du-parlement.php
[2] https://global.handelsblatt.com/edition/423/ressort/politics/article/study-finds-greek-bailouts-saved-banks-not-people
[3] http://www.macropolis.gr/?i=portal.en.the-agora.2080
[4] http://www.lefigaro.fr/vox/societe/2016/05/06/31003-20160506ARTFIG00185-natacha-polony-le-cri-des-muets-exasperes.php

[5] http://www.lemonde.fr/idees/article/2016/05/04/le-general-vincent-desportes-vous-avez-tort-monsieur-juppe_4913212_3232.html


* Fonte: RusseEurope, maggio
** Traduzione a cura della redazione

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Un pensiero su “TEMPO DI CONFESSIONI ( E CHE CONFESSIONI!) di Jacques Sapir”

  1. dexxo dex dice:

    Otto von Bismarck aveva detto che, nel suo tempo ovviamente, i popoli avevano cominciato a giudicare e a chieder conto ai re e in generale ai politici delle decisioni prese nella conduzione degli affari di stato. Considerazioni fatte all'epoca in astio a Guglielmo II che lo aveva allontanato. Il fatto è che Bismarck le sue guerre interne ed esterne più o meno le aveva vinte. Ma mi pare che poi solo parzialmente qualcuno è stato chiamato a render conto delle scelte politiche scellerate.Oggi qui in Europa e in Italia qualcuno renderà conto? Qualcuno chiederà conto?

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