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PODEMOS O NON PODEMOS?

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[ 25 settembre]

Si è svolta ieri a Madrid un’importante riunione della direzione nazionale di Izquierda Unida (IU). Perché importante? L’assemblea, pur tra consistenti mugugni e opposizioni, ha approvato a larga maggioranza la proposta della nuova direzione di Alberto Garzon di dare vita ad un nuovo soggetto politico che implicherà il superamento e lo scioglimento di IU. Testualmente: “un nuovo movimento politico e sociale che vada oltre l’attuale Izquierda Unida”.

Non si tratta di un fulmine a ciel sereno. Per i partigiani della svolta si tratta dell’applicazione delle decisioni assunte dalla XI. Assemblea di IU che affermava testualmente che Izquierda Unida si considerava “…un’organizzazione di transizione verso un nuovo movimento anticapitalista, ecologista e femminista”. Di diversa opinione le minoranze interne (una delle quali non ha partecipato al voto finale) che temono che dietro a questa accelerazione ci sia un accordo sotto banco con Pablo Iglesias per dare vita ad un blocco in cui IU finirebbe per essere la ruota di scorta di Podemos.

Ma nemmeno in Podemos si naviga in acque tranquille. Al contrario. La perdita di circa un milione di voti da parte del blocco elettorale tra Podemos e Iu (Unidos Podemoas) nelle elezioni politiche del luglio, e dunque la ricerca delle ragioni della débâcle, ha reso evidente ed ancor più profonda la divisione tra le due ali del movimento, tra l’ala destra che fa capo a Iñigo Errejon e la sinistra di Pablo Iglesias.

Il dissidio tra i due oramai è conclamato ed occupa le prime pagine dei giornali spagnoli. Mettiamola così: Errejon non esclude, anzi perora, l’idea di una alleanza con i socialisti del PSOE, mentre Iglesias la respinge e guarda a sinistra.

In questo contesto la mossa di IU è percepita dall’ala errejonista come un’intervento a gamba tesa nella disputa interna in Podemos ed esaspera effettivamente i sospetti e la lotta interna in Podemos.

Vedremo come evolverà la situazione. Quel che almeno a noi sorprende è che in questa disputa tra le due correnti, tutto sembra schiacciato sulla tattica politica elettorale e istituzionale, che sia totalmente assente ogni riferimento alla crisi sistemica, a quella dell’Unione europea, alla necessità per la Spagna di liberarsi dall’euro e dal vincolo esterno. Magari nelle segrete stanze i dirigenti di Podemos si accapigliano anche su questi aspetti decisivi. A noi, come del resto agli attivisti ed ai simpatizzanti del movimento, questo non è dato sapere. Ed hanno quindi facile gioco i media di regime a sparare a zero contro Podemos presentando la battaglia interna come mera lotta di potere tra capi.

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