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TSIPRAS: AL PEGGIO NON C’È LIMITE… di Piemme

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[ 5 novembre ]

Quando si Parla di Alexis Tsipras, primo ministro greco, vale l’adagio che al peggio non c’è limite.
Tanto abbiamo scritto dalla primavera scorsa sulla sua insipienza e, alla fine la sua capitolazione davanti alla troika con la firma di un terzo Memorandum (luglio 2015) che era peggiore in tutto e per tutto dei due precedenti (sottoscritti dal governo di destra di Nuova Democrazia).

Supino ai dettami della troika, Tsipras sta sottoponendo la Grecia ad una terapia austeritaria con dosi da cavallo, ciò nella speranza che il Paese possa tornare sul mercato spacciando propri titoli di stato (ultima emissione nel 2014) e ususfruire dei palliativi del Quantitative easing di Draghi. Ovvero: nuovo debito per rimborsare debito pregresso.

Quel che non si fa pur di restare nella gabbia dell’euro! 

La richiesta di Atene di voler rientrare sul mercato dei capitali è la conseguenza micidiale del sistema debitocratico e bancocratico vigente nell’Unione europea, in cui gli stati, non avendo moneta sovrana, sono costretti, per finanziarsi,  e dato che a Francoforte (Trattato di Maastricht e Statuto della Bce) è impedito di acquistare titoli di stato, tantomeno quelli greci, ad andare, col cappello in mano, dagli strozzini della finanza  speculativa globale.

Ma affinché Tsipras possa avere questa elemosina, egli deve fornire ulteriore prove di zelante rispetto delle regole del gioco neoliberiste. Gli squali della finanza non ti danno un soldo se non dimostri coi fatti di essere un loro servile cameriere.

Ma che deve fare Tsipras, oltre a tutto quello che ha già fatto, per dimostrare la sua obbedienza? Gli squali chiedono un gesti simbolico: emarginare il ministro dell’Energia, Panos Skourletis, che si oppone ad alcune privatizzazioni chiave richieste dai creditori, tra cui la vendita di una partecipazione nella società elettrica greca Dei.

La voce di una punizione per Skourletis era nell’aria a fine ottobre.

Detto fatto.

E’ di ieri la notizia  che Tsipras ha deciso di fare un rimpasto di governo: 

«… per dare nuovo slancio a riforme e privatizzazioni e rilanciare la popolarità dell’esecutivo in pesante calo negli ultimi sondaggi, che vedono in forte vantaggio il partito conservatore Nea Dimokratia sulla formazione di governo di Syriza. Così venerdì sera il premier ha mandato un chiaro segnale ai mercati e ai creditori internazionali sulla volontà del suo governo di rispettare l’agenda concordata con la troika (l’Unione europea, Bce e il Fondo monetario internazionale)».

Mentre il Ministro Finanze, Euclide Tsakalotos, ben visto dai mercati finanziari e dalla Bce resta al suo posto Tsipras ha spostato il ministro dell’Energia, Panos Skourletis agli Interni, sostituendolo con George Stathakis, l’attuale ministro dell’economia.
Scrive Il Sole 24 ORE di ieri, senza peli sulla lingua, che Tsiprsa ha fatto questa mossa “Per placare i creditori internazionali che recentemente hanno accusato Atene di non fare abbastanza sul fronte delle privatizzazioni dei beni dello Stato”.

Appunto!

NB

Ovviamente Panos Kammenos, capo del partito di destra dei Greci indipendenti, rimarrà a capo della Difesa.

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2 pensieri su “TSIPRAS: AL PEGGIO NON C’È LIMITE… di Piemme”

  1. Anonimo dice:

    L'insipienza di Tsipras è sempre più evidente. Ma la nomina di Dimitri Papadimitriou del Levy economics institute del Bard college al ministero dello sviluppo come si dovrebbe leggere?

  2. Anonimo dice:

    Insipienza? Io direi che ormai si possa sdoganare il termine più appropriato di tradimento Pigghi

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