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DI QUALE PATRIA PARLA MATTARELLA?

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[ 31 dicembre ]

Il Presidente della Repubblica ha svolto il discorso di rito.
Ha recitato, da navigato politicante, due parti in commedia.

Mentre è stato obbligato a segnalare, non senza precisione, i mali che affliggono il nostro Paese, la sofferenza senza precedenti di chi sta in basso, ha svolto una difesa d’ufficio del regime economico e politico vigente, tessendo lodi della globalizzazione neoliberista e dell’Unione europea. Come se la catastrofe sociale che subisce il popolo lavoratore fosse frutto del destino, un evento naturale, e non invece proprio il risultato di meccanismi sistemici, di decisioni politiche prese da chi comanda, ovvero di chi ha deciso di affidargli la carica che occupa.
Abusivamente, possiamo dirlo? Il 4 dicembre ha infatti delegittimato non solo la conventicola piddina, è stato un NO contro tutto il regime, di cui Mattarellla è l’emblema, un vero e proprio simulacro.
E’ dunque da respingere al mittente il suo appello contro l’odio, un appello il cui vero bersaglio non è tanto questo o quel leader politico, ma il popolo stesso, la sua indignazione,  destinata a dilagare, fino a diventare sollevazione.
Mattarella Lei ha esordito parlando di Patria, definendola “comunità di vita”.
Non le è consentito! 
Lei è stato uno dei demiurghi che nei decenni si è adoperato per scardinare la sovranità popolare e nazionale, consegnandola, in nome della globalizzazione e dell’Europa, a quei poteri oligarchici che del marasma sono i primi responsabili. 
Lei ha infine controfirmato e avallato tutte le porcherie antipopolari volute dal governo Renzi.
Per i suoi atti Lei è responsabile di aver trasfigurato il Paese in un luogo privo di luce e di speranza, in una “comunità di morte”.
L’augurio è che Lei possa vivere abbastanza a lungo per assistere alla sollevazione che s’avanza.
Sarà un’odio che vi seppellirà. Tutti, nessuno escluso.





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2 pensieri su “DI QUALE PATRIA PARLA MATTARELLA?”

  1. pasquino55 dice:

    Bravi, questa è la sinistra di cui c'è bisogno: una sinistra pensante!! Affanculo la sinistra sinistrata e quella sfasata (una sinistra alla ricerca di una nuova identità e collocazione). Occorre una sinistra pensante che, oltre a produrre una visione alternativa politico-sociale, nel contempo sappia e abbia la volontà, il coraggio di smascherare e denunciare in modo puntuale e, se necessario, anche in modo brutale, le malefatte compiute e le trappole culturali operanti che in nome e per conto del popolo sono messe in atto (da soggetti e/o esponenti politici) per confonderlo e assoggettarlo, una sinistra che fregandosene altamente del rischio di poter compromettere possibili, quanto improbabili, alleanze e di risultare nemici del senso comune dominante fa si che si affermi il buonsenso presente. Pasquino55

  2. Anonimo dice:

    "Cosa vuol dire avere un metro e mezzo di statura" (politica).Davvero una carriera tutta sagrestia e aula del tribunale, passando per le sezioni della DC/Margherita. E ci credo che per lui se non ci sono applausi e fanfara si debba trattare di un silenzio di odio. Dal 4 Dicembre dovrebbe incominciare a fare l'orecchio anche alle pernacchie. Odiare dei democristiani abituati a stare sempre dalla parte dei buoni-belli-bravi-giusti? Odiare Rutelli, Franceschini, Renzi, Bersani, Fassino, D'Alema, Bertinotti? (per citare solo i falsi amici)Preferisco spalare ridendo che odiando, fosse anche la mia stessa fossa, o al massimo bestemmierei il loro dio per il danno che ha fatto e fa attraverso i suoi ministri e baciapantofole. Forse è anche comprensibile per chi è sempre stato ai piani alti della classe dirigente non capire quello che succede ai più, in basso. Da questo deriva che non si può parlare di perdita di contatto con la realtà (sociale), quel contatto per qualcuno non c'è mai stato.francesco

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