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LA RUSSIA IN LUTTO di Nello De Bellis

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[ 28 dicembre ]


“Luminosa Memoria”, così la TV russa sta commemorando tra la commozione ed il cordoglio generali del Paese la tragica fine del complesso storico e artistico del coro dell’Armata Rossa, il complesso canoro di cantanti, musicisti e ballerini di 92 persone perito nelle acque del Mar Nero nei pressi della città di Soci il 25 Dicembre.
Avrebbero dovuto tenere un concerto celebrativo in Siria, in coincidenza della sconfitta sulle forze islamiste che occupavano Aleppo Est.

Al di là dei risultati dell’inchiesta appena avviata insieme al recupero dei corpi e del relitto dell’aereo, un Tupolev 154, data l’esperienza dei piloti e l’affidabilità del velivolo, ogni pista d’indagine rimane aperta, secondo le Autorità russe, ma è obiettivamente difficile escludere del tutto la pista dell’attentato terroristico. 

Pochi mesi fa, in coincidenza dello scadere del suo mandato, il Presidente USA Obama, premio Nobel per la pace e idolo della Sinistra “politicamente corretta”, rilasciò una dichiarazione degna di Goebbels, e cioè “che al mondo vi sono tre minacce globali: il terrorismo internazionale, il virus Ebola e la Russia”. Parole che ieri risultavano grottesche ed oggi appaiano agghiaccianti, tanto più che vi aggiunse la non tanto velata minaccia di attacchi terroristici, a causa dell’intervento russo in Siria. 


Quella che si coglie con immediatezza, al di là dei dati che le indagini potranno appurare, è l’enorme portata simbolica dell’avvenimento. 

E’ un dato di fatto che la Russia attuale si sta muovendo sullo scacchiere internazionale con agilità e spregiudicatezza sotto la leadership di Putin, intollerabile per l’establishment occidentale, ancora abituato all’accondiscendente torpore etilico di El’cin. Una Russia che rivendica e impone il suo ruolo storico di grande potenza euro-asiatica, dopo la più grande catastrofe geo-politica del XX secolo, cioè la dissoluzione dell’URSS (a detta dello stesso Putin) è uno scandalo inaudito per le élites globaliste incardinate in varie realtà ed entità geopolitiche, dagli USA di Obama all’UE, passando per le petromonarchie arabe del Golfo capeggiate dall’Arabia saudita.

Al di là del giudizio di merito sull’attuale politica russa, il dato di fondo è che il ricostituirsi della potenza russa nello scenario della rimondializzazione capitalistica a guida statunitense, costituisce un argine obiettivo al dispiegarsi di un capitalismo assoluto che negli ultimi 20 anni ha destabilizzato e distrutto intere aree del mondo (Balcani, Medio Oriente, Libia e da ultimo Siria) e imposto altrove il pensiero unico delle oligarchie finanziarie sovranazianali, come in Europa mediante l’euro e i relativi trattati anticostituzionali ed antidemoratici di Maastricht, Schengen e Velsen. 

Gli artisti del coro dell’Armata Rossa costituivano il simbolo vivente della continuità storica voluta saggiamente da Putin (piaccia o non piaccia) tra l’URSS e la Russia di oggi. Lungi dall’essere una mera appendice dell’apparato propagandistico del governo attuale, il coro era l’espressione più genuina e profonda dei valori della Rivoluzione d’Ottobre e del patrimonio storico, musicale e folclorico della cultura russa. 

La perdita dal punto di vista simbolico e artistico è incalcolabile. 
In noi, e per chiunque nel centenario della Rivoluzione di Ottobre e della vittoria sul Nazismo, vi sia la consapevolezza che questi sono stati gli eventi di fondo del XX secolo, alla vigilia di una nuova era, resta nelle memoria e nel cuore l’epica solennità del canto che sembra ancora innalzarsi dalla vasta profondità del mare, divenuto la loro tomba.
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8 pensieri su “LA RUSSIA IN LUTTO di Nello De Bellis”

  1. Anonimo dice:

    finalmente uno de sinistra che ci capisce qualcosa di geopolitica.dopo la derattizzazione di aleppo (e la cattura di gente NATO) cos'hanno detto mogherini & c.? "la guerra continuerà, la russia la pagherà". avvertimento mafioso… seguito da azione immediata: ambasciatore ucciso e poi aereo che cade, che guarda caso andava proprio in siria. e probabilmente anche l'"attentato" di berlino fa parte della stessa storia.antonio.

  2. Anonimo dice:

    Mi sembra ovvio che questa tragedia aerea faccia il paio con l'assassinio all'ambasciatore ed ha il carattere, quasi la firma di chi via voluto far capire che con certi poteri non si scherza. In quanto al mezzo con cui è stato effettuato questo atroce delitto, a mio parere, deve essere stato un'arma direi subdola quanto spaventevole. Si potrebbe considerare analoga a quella che tempo fa ha abbattuto l'aereo (sempre russo, guarda caso") sul Sinai. UN'ipotesi verosimile mi sembra possa riferirsi all'impiego di un "cannone laser" e trovo strano che non si sia ancora accennato ad essa fino ad ora. Ho letto che è stato notato un "bagliore" mentre sul Sinai si è verificata una specie di vampata di calore. Personalmente riterrei da escludere un missile convenzionale (assenza di detonazione) e l'ipotesi della scarica LASER rimane assai probabile. Fra i resti ripescati ho notato un pezzo di fusoliera con la vernice tutta a bolle.

  3. Anonimo dice:

    Questo articoletto pomposo e convenzionale, da classico professoretto di liceo, è l'epitome di ciò che resta oggi dell'intellettualità "de sinistra" 😀

  4. Redazione SollevAzione dice:

    "DERATTIZZAZIONE DI ALEPPO"….stendiamo un pietoso velo su questa nozione presa in prestito dal nazismo

  5. Anonimo dice:

    Nel caso di Aleppo sarebbe più calzante parlare di disinfestazione, visto che i terroristi letteralmente vi allignavano come mostri feroci-O ci vogliamo mettere dalla loro parte?

  6. Anonimo dice:

    Il caso del Tupolev sta offrendo altri sospetti possa essersi trattato di terrorismo: per esempio la particolarità che alcuni dei passeggeri indossassero il salvagente ed altri no- In proposito potrebbero fornire qualche spiegazione le scatole nere ma si dà lo sfortunato caso che una di esse sia andata "smarrita" (?).Bisogna ricordare che la fosca tragedia potrebbe essere una specie di vendetta ritorsione se non addirittura un tentativo di arrivare a concretizzare un casus belli.Correva notizia nei giorni scorsi che il Presidente Putin pensasse di nazionalizzare la Banca Nazionale Russa e una intenzione del genere costò la vita come tutti sanno a personaggi come Lincoln e J.F.Kenedy oltre che al povero Gheddafi e ad Assam Hussein.CHI TOCCA I FILI MUORE, informa la Storia.Sulla gestione privatizzata dell'emissione del denaro si basa tutto il potere di chi ambisce ad impadronirsi del mondo.

  7. Anonimo dice:

    Caro Anonimo delle 06h.24m,meno male che tale commento proviene dall'alto della tua laurea ad Oxford o a Cambridge.'E vero che sono un "professoretto di Liceo",ma non avverto questo come un torto irrimediabile,nè come un reato… Tra i miei amici ho avuto altri due Carneadi come Costanzo Preve e Massimo Bontempelli coi quali ho avuto il piacere di collaborare attivamente (oltre che con altri). Mi spiace che l'articolo sia apparso "pomposo e convenzionale",ma almeno l'ho firmato,mentre in vita mia non ho mai scritto né poesie,nè lettere anonime,tantomeno contenenti insulti.Devo dare un'ultima cocente delusione,e cioè non sono di sinistra,bensì anticapitalista e marxiano,anzi comunista e basta,perchè oggi se si vuol essere contro il capitalismo bisogna essere contro la maggior parte di ciò che si ritiene e si denomina sinistra. Quanto a ciò che resta (al di là delle epitomi…)quello che dovrebbe rimanere in ogni caso,se si vuol discutere civilmente e formulare delle critiche anche aspre,è la dignità di metterci la firma e la faccia.Grazie e buon anno. Nello De Bellis

  8. Anonimo dice:

    @redazione,"derattizzazione" lo usavano i nazi? non lo sapevo. invece le mie orecchie 40 anni fa sentivano spesso "fascisti, carogne, tornate nelle fogne".comunque per me la gentaglia, pagata dagli americani e appoggiata dalla finto-sinistra italiana, che si diverte a mozzare teste ai dodicenni non merita alcuna pietà… ma purtroppo putin è troppo buono e li ha fatti sloggiare verso idlib.antonio.

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