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ALITALIA: «PERCHÉ CI LASCIATE SOLI?»… FABIO FRATI A ROBERTA LOMBARDI (M5S)

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[ 29 aprile ]

Pagina di Solidarietà coi lavoratori Alitalia, fatela conoscere!
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«Ciao Roberta, questa è la rassegna stampa di Alitalia di oggi.

Stiamo sotto questo cannoneggiamento indegno da una settimana. Parlano tutti, governo e ministri cooptati, falsi esperti, giornalisti prezzolati e sindacalisti sfiduciati.

Tutti uniti in un orgasmico coro a favore della vendita, delle privatizzazioni e della chiusura di Alitalia.

Una classe dirigente e i loro cortigiani da schifo, una massa di indegni che farebbe impallidire tutte le “borghesie compradore” della storia coloniale del mondo.

Sotto quest’attacco i lavoratori e i cittadini italiani che guardano una massa di parassiti decidere come e quando svendere i beni pubblici della nazione.

E il M5S ? Dov’è ?

Roberta ci avete lasciato soli. Avete milioni di voti !! Perché non gettate tutto il vostro peso politico su questa vicenda?

Ti confesso che sono molto deluso da come vi state muovendo ma forse ti interesserà di più sapere che sono furiosi tutti i vostri sostenitori e votanti che avete tra i lavoratori Alitalia…è un coro di telefonate e messaggi in cui chiedono a noi (sic) perché il M5S non è al nostro fianco.

Così non va Roberta, siamo un simbolo di questo paese e state assistendo al nostro stupro senza fare niente».

Fabio Frati – CUB Trasporti e Comitato per il NO scalo di Fiumicinop.p1 {margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px ‘Lucida Grande’}

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12 pensieri su “ALITALIA: «PERCHÉ CI LASCIATE SOLI?»… FABIO FRATI A ROBERTA LOMBARDI (M5S)”

  1. Anonimo dice:

    Allora coordiniamoci un attimo.Sia noi che leggiamo il blog…SIA I DIPENDENTI ALITALIA…dobbiamo tempestare il sito facebook di un rappresentante M5S che scegliamo di comune accordo.Dobbiamo coordinarci perché bisogna rivolgersi tutti a UN singolo rappresentante e FARLO IN UN MOMENTO STABILITO cioè ci organizziamo fra oggi e domani poi lunedí o martedí parte il bombardamento di messaggi facebook.Chi deve essere? Lombardi?Di Battista? Altri?Quando partono i messaggi? Il primo maggio? O è meglio il giorno dopo?TUTTI I DIPENDENTI ALITALIA, di tutte le categorie, devono mandare dei messaggi in cui esprimono la loro delusione per il mancato intervento del M5S DICHIARANDO ANCHE CHE IN CASO DI IMPEGNO DEL M5S SAREBBERO PRONTI A VOTARLO ALLE PROSSIME ELEZIONI.Per cortesia la redazione si attivi qui, Fabio Frati in Alitalia e poi fateci sapere.Guardate che è urgente, il ferro va battuto finché è caldo.

  2. Anonimo dice:

    Io qualche mesetto fa' ho mandato un messaggio a Dì Battista, ma nn ho ottenuto riscontro…..

  3. Anonimo dice:

    Bisogna invece approfittare di questa assenza di M5S (benedetti loro quando rivelano il loro vero volto) per provare a costruire qualcosa di realmente alternativo sottraendogli voti e militanti.

  4. pasquino55 dice:

    Battere il ferro quando è caldo. Caro compagno Fabio Frati, dopo e di conseguenza dell'entusiasmante risultato del referendum dove circa il 70% delle maestranze ha bocciato il suicida piano padronale/sindacalconfederale per i lavoratori di Alitalia battere il ferro quando è caldo non può significare altro che percorrere la proposta alternativa sostenuta dai lavoratori e dal sindacato di base: quella della nazionalizzazione. Nel perseguire questa scelta non si può meramente sperare che questa battaglia sia sostenuta e fatta propria da un partito qualsiasi o da un movimentino ( anche se con grandi numeri). Essi esprimeranno, stando alla finestra a guardare quello che succede, solidarietà e comprensione per i lavoratori ma niente di più, a meno che i lavoratori non drammatizzeranno ancora in modo più dirompente quello che già sta succedendo dentro e intorno ad Alitalia: "la frittata non la si fa se non si è disposti a rompere l'uovo". Se i lavoratori di Alitalia sono veramente decisi a mettere tutto in gioco per vincere questa sfida (e i numeri per farlo ci sono) devono inasprire lo scontro e condurla fino alle estreme conseguenze. L'Alitalia va occupata in tutti i suoi gangli vitali in modo da impedire che fino a quando non si sarà positivamente risolta la vertenza, nessun aereo si alzi più in volo. Dagli errori/orrori dovuti anche alle debolezze commesse dai lavoratori e dalle loro rappresentanze nelle passate vertenze sono ormai stati compresi e inequivocabilmente dimostrati a partire dalla lotta della Fiat di Torino del 1980 per giungere alla recente lotta alle Acciaierie di Terni si evince che il tempo lavora contro i lavoratori: più il tempo passa più essi si indeboliscono. La lotta quindi, per essere vincente, deve essere breve, radicale e senza tentennamenti. Rinunciare a mettere in campo in una così importante e strategica guerra alla risorsa l'arma più potente che hanno a loro disposizione i lavoratori come l'occupazione dell'azienda non può significare altro che voler seguitare a percorrere la solita vecchia e fallimentare strada che li ha portati, in tutte le più importanti vertenze, quando gli è andata bene, a non tracollare ma soltanto a perdere.Pasquino55

  5. Anonimo dice:

    Anonimo delle 15:01E no, non si può…ha detto Boghetta nel post precedente che noi il primo tempo non lo giochiamo…Gli avversari intanto, non essendoci noi che siamo l'altra squadra, segnano dieci gol.Ma poi nel secondo tempo arriviamo noi con Boghetta capitano e vedrai che rimontiamo…Gli strateghi della sinistra… 😀

  6. Anonimo dice:

    Bene da M5S il mio voto andrá altrove

  7. Anonimo dice:

    Ma fatemi capire il governo incapace ve lo fa prendere in quel posto …e la colpa sarebbe del M5S ? 😀 😀 😀

  8. Lamberto dice:

    I movimenti finiscono se , esaurita la fase di protesta o di rifiuto, non si da seguito alla organizzazione e gestione politica della lotta in atto, non chiedendo il sostegno o l'interessamento di un partito, che potrebbe anche realizzarsi( i cinque stelle cmq sono anch'essi movimento) ma che , in una fase come la presente, rischierebbe anche strumentalizzazioni a fini elettorali, e in AZ è storia.Il Comitato di lotta del '79 con i 40 giorni di sciopero ad oltranza, si esaurì proprio per il voltafaccia della UIL e dell'ala socialista del PCI e negli anni '80 la esperienza del Coordinamento AA/VV era quasi in declino quando i lavoratori di terra e di volo, superando i relativi pregiudizi diedero vita ad una unione in lotta che portò negli anni '90 alla costituzione del SULTA, ci si organizzò quindi come sindacato dei lavoratori ottenendo appunto il riconoscimento politico.Oggi la drammaticità dello scontro è forse ancor più acuta, governo, sindacati confederali ( sempre e da sempre!!)perseguono uniti lo stesso disegno antidemocratico contro i lavoratori, fermarsi al NO! cercando improbabili sostegni, significherebbe esaurire la spinta del movimento affidandosi agli eventi piuttosto che determinarli, so che non è per niente facile ma solo il movimento al suo interno può essere in grado di scegliere il percorso più attuale che non potrà però prescindere dall'intraprendere azioni di lotta che richiamino soggetti non allineati e con l'intenzione di iniziare una nuova fase politica. Un coinvolgimento reale al fianco di lavoratori/cittadini in lotta, non simpatizzanti interessati.

  9. Anonimo dice:

    Lamberto…Come si chiamava quell'assistentebdinvolonche nel 79 o 78 si incatenò al carrello dell'aereo?Ecco quello…era uno dei capi o forse IL capo dello sciopero.E che fine ha fatto?Eh?Per chi non lo sapesse pochi anni dopo è andato al settore del personale diventando un cane da guardia dell'azienda "di prima istanza" ossia quello che parlava coi dipendenti del suo settore prima che le cose potessero finire al personale dove la questione sarebbe diventata molto più pesante.Come diavolo si chiamava non mi ricordo…Comunque il SULTA oggi è USB e non è sulla stessa linea di CUB.I lavoratori sono divisi e non c'è una chiara linea politica ( da nessuna parte).Occorre continuare la lotta con scioperi e occupazioni.Occorre contattare un partito e ottenerne il sostegno.Non so se improvvisamente i lavoratori hanno davvero trovato il coraggio per tutto questo.

  10. Lamberto dice:

    Un capo dello sciopero….Il capo dello sciopero era l'assemblea dei lavoratori, poi sicuramente alcuni di noi erano più in vista o più assidui o più esperti politicamente, ma deliberava solo l'assemblea…Non ricordo bene l'episodio del carrello…un paio di "capi" come li chiami, al termine del comitato "passarono" in azienda, so bene chi ma non ha senso ora rivangare, se è per questo molti giornalisti , una volta di Lotta Continua, scrivono ora per giornali diciamo allineati e anche di destra..Il potere ha sempre attratto gli ex antagonisti di maniera…

  11. Anonimo dice:

    Lamberto come è inutile rivangare.Ma te lo ricordi come si è comportato il sindacato dopo il 1979?

  12. Luca Massimo Climati dice:

    Calma , sangue freddo….ma poi tutto il sostegno.Credo che Fabio abbia il migliore osservatorio interno.Non credo che ex-Alitalia sia una piccola azienda brianzola ove sia possibile salire in venti su una pedana e occupare e produrre uno sciopero della fame, in una congiuntura politica relativamente positiva.Se l'obiettivo politico e sensato e lungimirante sia la nazionalizzazione, e quello nel breve termine ridurre i danni, deve diventare caso diffuso , condiviso: fare nel caso uscire fuori tutte le contraddizioni possibili .In questo ,credo , ogni aiuto dal basso ai lavoratori credo sia il vero valore aggiunto, se si tramuta in una contaminazione positiva , in grado di superare l'assordante silenzio nelle vertenze passate . Non credo vi sia , almeno che le cose non cambino, quel tipo di determinazione del blocco totale e incisivo che potrebbe aiutare, ma ripeto, diventando problema nazionale e diffuso. Dbbbiamo rompere le superstizioni privatistiche e le divisioni strumentali.

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