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POVERTÀ ASSOLUTA E REDDITO DELLA GLEBA

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[ 14 aprile ]

BRICIOLE LIBERISTE.
DAL SIA AL REI, DALL’INCLUSIONE “ATTIVA” A QUELLA “SOCIALE”. 

Ecco la fotografia, non certo quella accanto, scattata dall’ISTAT sulla povertà in Italia. Risultati allarmanti, peggio di noi sta solo la Grecia: 

«La povertà assoluta in Italia nel 2015 coinvolgeva il 6,1% delle famiglie residenti (pari a 4 milioni 598 mila individui). E’ quanto risulta dal rapporto ‘Noi Italia’ dell’Istat. I valori sono stabili sul 2014 sia per l’incidenza di povertà assoluta sia per quella relativa. Rispetto al 2014 peggiorano soprattutto le condizioni delle famiglie con 4 componenti (dal 6,7% al 9,5%). Il 10,4% delle famiglie è relativamente povero (2 milioni 678 mila); le persone in povertà relativa sono 8 milioni 307 mila (13,7% della popolazione).
In Italia sono occupate poco più di 6 persone su 10 tra i 20 e i 64 anni, il dato peggiore nell’Unione europea ad eccezione della Grecia. Tra i 20 e i 64 anni nel 2016 era occupato il 61,6% della popolazione con un forte squilibrio di genere (71,7% gli uomini occupati, 51,6% le donne). Grande anche il divario territoriale tra Centro-Nord e Mezzogiorno (69,4% contro il 47%). Nella graduatoria Ue sul 2015 solo la Grecia ha un tasso di occupazione inferiore, mentre la Svezia registra il valore più elevato (80,5%)».

Mentre uscivano questi dati il governo, in pompa magna, ha annunciato questa mattina l’istituzione del “REI”, che sta per  “Reddito di inclusione sociale” —che sostituisce l’attuale SIA, che sta per “Sostegno per l’Inclusione Attiva”. In Conferenza stampa sia Poletti che Gentiloni hanno presentato questa normativa non solo come una grande svolta, ma pure come una soluzione di giustizia sociale e di progresso civile.

Una tabella del 2013. Oggi è molto peggio…
E’ così?
No, non è così.

«Assicurare un reddito minimo a tutti, o a un livello sotto cui nessuno scenda, quando non può provvedere a se stesso, non soltanto è una protezione assolutamente legittima contro rischi comuni a tutti, ma è un compito necessario della Grande Società [cioè dello Stato]».

Chi l’ha detto? L’ha detto Von Hayek, grande stratega e condottiero dell’armata neoliberista.

Può non piacere ma il cosiddetto “reddito di cittadinanza” può essere perfettamente funzionale al progetto neoliberista, che considera la disoccupazione di massa un dato necessario per tenere bassi i salari dei lavoratori, di converso alti i profitti del capitale.

Il governo ha spostato un’inezia dalle casse dello Stato per dare un’ elemosina a circa 400mila famiglie indigenti numerose (1,8 milioni di persone). Ma di che cifre complessive stiamo parlando? 1,18 miliardi per il 2017 e di 1,7 miliardi per il 2018. Un ottantesimo circa di quanto lo Stato spende ogni anno solo per il rimborso degli interessi sul debito!

Un sussidio da fame visto che si tratterà di 80 euro (di nuovo 80!) a componente, fino ad un massimo di 400 euro per famiglia. Un’elemosina tenendo conto che politicanti come Poletti e Gentiloni guadagnano ogni mese 250 volte di più dei poveri cristi che riceveranno (se lo riceveranno) questo sussidio.
Il REI, il “Reddito di inclusione sociale” va rompe forse con la logica liberista e austeritaria? Per niente. Questa misura mentre avviene nel quadro di una nuova stretta della spesa pubblica (si punta ad un 1,2% di deficit sul Pil), è rispettosa sia del dogma per cui il debito pubblico verso la finanza speculativa va ripagato ad ogni costo, sia dei parametri restrittivi sulle politiche di bilancio, quindi del vincolo esterno euro-tedesco.
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2 pensieri su “POVERTÀ ASSOLUTA E REDDITO DELLA GLEBA”

  1. Giovanni dice:

    "il cosiddetto "reddito di cittadinanza" può essere perfettamente funzionale al progetto neoliberista"Una sintesi perfetta: "può". Ferma e doverosa critica al reddito della gleba (questo ma anche quello di Grillo che è l'interinale chiamato in un altro modo) senza però cadere nelle trappole antitetico polari redditisti-antiredditisti o memmettari-antimemmettari. Trappole che servono solo a tenere impegnati in sterili discussioni mentre continua questa stagnazione politica.

  2. mimmolimmo dice:

    Il reddito di cittadinanza proposto dal movimento 5 Stelle e' sostanzialmente differente e rappresenta un elemento di progresso ed emancipazione. Cerco di argomentare questa affermazione:L'obbiettivo principale e' svincolare i cittadini e le cittadine (non solo i lavoratori) dallo sfruttamento che alle volte (non esagerando) e' stato descritto come schiavismo postmoderno. Il cittadino si ritrova in eterna ricerca di un lavoro sotto una pressione che agevola solo competizione con i suoi stessi compagni, inoltre se trova una posizione (precaria) difende necessariamente con i denti, accettando qualsiasi cosa, pur di rimanere aggrappato alla società nel migliore dei casi o spesso alla sussistenza. Dunque non si lavora per realizzarsi nella società ma si cerca una posizione lavorativa per campare o comunque per sentirsi parte della comunità sociale. Tutto ciò in maniera pero fittizia perché solo raramente la propria realizzazione personale realisticamente giustifica il sentirsi legittimo contribuente della collettività, della famiglia, di se stessi. Il lavoro e' più un atto di prostituzione. Non che non ci si debba fermare come società dal lavorare ma di fatto gli equilibri economico politici di potere hanno generato questo. Un mondo sostanzialmente fermo, in crisi che non e' capace di indicare progetti ambiziosi e di sfruttare le proprie risorse sociali, preferendo marginalizzare.L'unico modo per invertire la tendenza e' bloccare certi carburanti che alimentano questo motore della conservazione ed uno di essi è proprio il ricatto culturale e spesso economico verso i cittadini. Se i cittadini possono dire di no ad un lavoro non correttamente retribuito o mal gestito, un lavoro indignitoso in condizioni inaccettabili, questi potranno rifiutarlo. I cittadini lavoratori potranno scegliere ed avranno di nuovo potere contrattuale. Questo di fatto riduce la disoccupazione (per definizione letterale) aumenta i non occupati (di fatto) ma sicuramente riduce gli elementi di debolezza delle fasce sociali più deboli.Stimolo a leggere la proposta dei 5s depositata in parlamento nel 2013, si parla di un reddito che permette ad una coppia di campare, ad un giovane di avere una via d'uscita. Non e' sufficiente a mio parere per creare una vera e propria rivoluzione ma decisamente da respiro a molta gente. E" ben diverso da provvedimento del governo che e' elemosina ad uno sparuto gruppo di persone che avrebbe bisogno di molto di più, tra l'altro.Con il Reddito di cittadinanza dei 5S si ette un mattonino verso il reddito di base universale altro strumento estremamente evoluto che risolverete tantissime storture generate sia dal capitalismo neoliberista e non sia dal socialismo burocratizzante che con il giusto obbiettivo di dare giustizia sociale ha la tendenza a guidare, piuttosto che ad agevolare…

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