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ALITALIA: SECONDA BUGIA (GRANDE E GROSSA) di Sandokan

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[ 5 maggio 2017 ]    

Pagina di Solidarietà coi lavoratori Alitalia, fatela conoscere!

Molte sono le bugie utilizzate dall’esercito di locuste liberiste che si scaglia contro la sola proposta vincente per Alitalia, quella della nazionalizzazione

Una di queste è che Alitalia, quand’era di proprietà dello Stato, sarebbe stata un “catorcio”, un carrozzone clientelare”, un “pozzo senza fondo che divorava soldi pubblici”, con dei dipendenti che “si davano alla pazza gioia, in alberghi a 5 stelle, a “caviale e champagne”. 

Non dicono questi imbroglioni che gli anni ’80 sono stati invece gli anni d’oro di Alitalia, che grazie allo sviluppo delle rotte a lungo raggio, divenne allora una vera compagnia globale e conobbe ben sette esercizi commerciali consecutivi chiusi in attivo (amministratori delegati Maurizio Maspes e Luciano Sartoretti).

Il disastro inizia a cavallo del 1990, con la marcia a tappe forzate che porta alla nascita dell’Unione europea. Nel 1992 viene adottato il Trattato di Maastricht che istituisce il Mercato Unico in vista della moneta unica. Da allora le politiche economiche e di bilancio dei singoli governi dovevano ubbidire agli stessi principi, e sottoposte alla vigilanza dei tecnocrati di Bruxelles. Tra questi obbiettivi uno spiccava su tutti quanti: gli Stati dovevano tagliare la spesa pubblica, ritirarsi dalla sfera economica, lasciare campo libero al mercato. All’Italia, con un alto debito pubblico, vennero imposte colossali privatizzazioni.

E’ in questi anni che viene fatta a pezzi l’IRI (presidente Romano Prodi). E’ nella prima metà degli anni ’90 che i governi (di centro-sinistra) mettono in atto il più massiccio piano di privatizzazioni di aziende pubbliche dell’Europa occidentale.

In questi stessi anni la nascente Unione europea, seguendo l’orientamento americano, liberalizza completamente il mercato del trasporto aereo (caratterizzato fini a quel momento dal monopolio dei singoli stati)e adotta regole stringenti in vista di un mercato unico integrato europeo basato sulla “competizione”. La prima direttiva in questo senso è del 1987. La seconda del 1990. La terza  del 1992. Tutte le restrizioni commerciali nazionali vengono rimosse e vengono istituiti il “European Single  Aviation Market” ed la “European Common Aviation Area Agreement”. Con la direttiva N. 95 del 1993 vengono infine avviate le privatizzazione degli aeroporti e la completa liberalizzazione degli slot.

Il combinato disposto di queste misure liberiste promosse dalla nascente Unione europea fu la prima causa del declino di Alitalia, del suo ridimensionamento.

Il piano strategico a cui queste direttive ubbidivano era chiaro: tre e solo tre sarebbero state le compagnie aere europee di dimensioni globali: British, Lufthansa e Air France. Mentre nei mercati domestici si doveva lasciare spazio ai predatori stranieri (è in questi anni che avanzano Ryanair e Easyjet). Il risultato è sotto gli occhi di tutti: la struttura oligopolistica del mercato del trasporto aereo europeo.

In questo piano strategico europeo (eseguito in modo servile dai politici italiani) non c’era posto per Alitalia a cui viene impedito di competere con i tre grandi, obbligata a confrontarsi con l’aggressiva e sleale concorrenza delle low cost.

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2 pensieri su “ALITALIA: SECONDA BUGIA (GRANDE E GROSSA) di Sandokan”

  1. Anonimo dice:

    Bisognerebbe quindi accennare al fatto che Nordio fu defenestrato proprio da Romano Prodi nonché alla morte in un incidente stradale di Carlo Verri che a molti in Alitalia sembrò "strana".

  2. Anonimo dice:

    Ma queste voci secondo cui Soros vorrebbe spingere per una acquisizione dalla Hainan Airlines trovano conferma o sono solo rumors?

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