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AVEZZANO: STEFANO D’ANDREA CANDIDATO SINDACO

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[ 30 maggio ]

Il 13 maggio scorso davamo conto della candidatura dell’amico Marco Mori a sindaco di Genova, facendo a lui e a Riscossa Italia i migliori auguri.

Lo stesso facciamo con Stefano D’Andrea [nella foto], esponente del Fronte Sovranista Italiano e candidato sindaco nella sua città natale, Avezzano (AQ), con la lista Riconquistare Avezzano.

Qui sotto il comizio svolto da D’Andrea il 28 maggio scorso in P.zza Risorgimento


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3 pensieri su “AVEZZANO: STEFANO D’ANDREA CANDIDATO SINDACO”

  1. Tonguessy dice:

    Se non fossi stato nel direttivo dell'ARS avrei anche potuto congratularmi per la bella pensata.

  2. dexxo dex dice:

    A me sembra, guardando un po' in giro che il PD sia ancora troppo forte. Dopo tutto quello che ha combinato… Credo che il voto del 4 dicembre sia già da mettere nel cassetto. C'è da fare un discorso sul fatto che non abbiamo media (giornali, tv, internet media ecc.) a nostro favore. Quindi bisognerebbe cominciare a pensare a questo. Renzi intanto tra tv pubbliche e private (accordo con Berlusconi) avrà tutto a sua disposizione. No dico, la gente anche nelle zone dei fallimenti delle banche continuano a votare Pd… Robe da matti.

  3. Anonimo dice:

    Il PD tiene ancora perché ha in mano tutte le leve per controllare in modo clientelare il consenso politico. Queste, per quanto estremamente ridotte rispetto ai tempi d'oro della DC (ma qualcuno pensa davvero che l'affluenza all'85 o 90 percento fosse dovuta a un qualche grande spirito civico così diffuso nell'Italia di mezzo?) sono comunque l'ultimo ridotto per fasce non indifferenti di popolazione. Voglio dire: la stragrande maggioranza dell'impiego pubblico (statale, parastatale, locale, anche sindacale) vota PD nella convinzione che per quanto la Bestia abbia mostrato il suo vero volto e abbia dismesso anche le ultime parvenze di timida socialdemocrazia, forse soggettivamente tutte queste persone, tutte queste famiglie, sperano che quando la scure cadrà (e cadrà, amici miei, cadrà entro la fine dell'anno) la testa sul ceppo non sia la loro. Insomma, una riedizione della struttura sociale della Prima Repubblica, solo che in versione molto più stracciona (perché impoverita e senza più prospettive, ancor più abbrutita di prima dall'incrudelirsi sempre più spinto della lotta per la sopravvivenza) e al tempo stesso grottesca (ai lassativi e soporiferi maneggioni preteschi della DC, s'è sostituito uno stile "giovane" e "americanizzato", però come Nando Moriconi interpretato da Alberto Sordi!).La base sociale storica di Berlusconi e della Lega è costituita soprattutto da autonomi e piccoli imprenditori, oltre che da una certa fetta di dipendenti di questa piccola e media impresa. I "non garantiti". Ceti spesso col dentino avvelenato nei confronti di quelli che ho indicato come l'odierna base del PD. Ma anche in questo bacino (non solo, anche) pesca sempre di più il Cinque Stelle… Che, non dimentichiamolo mai, ha spesso alimentato sirene liberiste, antistataliste, "anti-casta", seppur spesso in contraddizione con posizioni opposte in un guazzabuglio comunicativo infernale sapientemente cucinato dagli chef della Casaleggio & Associati.Detto questo, amici miei, tutto quello cui stiamo assistendo è un'allucinante trip psichedelico, ai livelli della discografia degli ultimi Beatles, dei Doors, dei Pink Floyd degli esordi e via dicendo… A ottobre, a rito elettorale celebrato, vedrete i tuoni e fulmini che arriveranno da Bruxelles e Francoforte! Non avete ancora visto niente, credetemi! I politici "professionisti" nostrani devono solo mettersi al riparo dal processo elettorale, e lo faranno il 24 settembre, poi 'sti cazzi dei brandelli che saranno rimasti nel 2022!

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