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ELEZIONI 2018: UNICA LISTA DEI SINISTRATI? di Piemme

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[ 28 settembre 2017 ]

Eccoli qui i sinistrati, in un bel quadretto di famiglia. 
La foto è stata scattata il 23 settembre scorso a Reggio Emilia, nell’ambito del festival di Sinistra Italiana.
In ordine partendo da sinistra: Pippo Civati (Possibile), Pierluigi Bersani (Articolo 1 -MDP), Nicola Fratoianni (Sinistra Italiana), Tomaso Montanari (Brancaccio), 
Maurizio Acerbo (Prc).


Chi voglia godersi lo spettacolo, ovvero il sempiterno rito liturgico dell’unita delle sinistre, può pupparsi la video registrazione più sotto. Che ne viene fuori?
Leggiamo il sunto sul sito di Sinistra Italiana

«Il momento clou della Festa di Sinistra Italiana arriva a Reggio Emilia sabato sera quando le diverse anime della sinistra si siedono sul palco per discutere di un tema importante: Ora o mai più: la sinistra che cambia, la sinistra che innova. Con Bersani, Tomaso Montanari, Maurizio Acerbo e Pippo Civati, il segretario nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni ha chiesto un gesto di coerenza alla sinistra, un gesto che dia luogo a un patto politico ed elettorale delle forze che condividono idee e valori che si richiamano alla sinistra».

Il quotidiano la repubblica è più esplicito:

«Modello “Linke” alla sinistra del Pd: “Al lavoro per una lista unitaria alle Politiche.
Via libera a un raggruppamento elettorale che tiene insieme Mdp, Campo progressista, Sinistra Italiana e Possibile. Assemblea nazionale a novembre, dopo il voto in Sicilia».

La Sicilia, della qual cosa noi eravamo sicuri da tempo, si dimostra quindi essere il banco di prova di sperimentazione. Nell’isola infatti, in vista delle elezioni regionali del 5 novembre, i sinistrati sono effettivamente riusciti a mettersi assieme non-appassionatamente, dietro a Claudio Fava, in una lista che potrebbe chiamarsi “Cento passi per la Sicilia” —porno-restyling che ha suscitato la giusta ira di Giovanni Impastato, fratello di Peppino.

Il vero grande demiurgo dell’accozzaglia, Massimo D’Alema, questo vuole: evitare come la peste che vengano fuori due liste a sinistra del PD. Lo dice chiaro nell’intervista rilasciata al CORRIERE DELLA SERAIntervista alla quale il Corrierone ha dato il titolo perentorio “Mai col PD”.
D’Alema si è affrettato subito dopo a precisare:

«Io non ho detto “mai con il Pd”, come d’altra parte risulta anche dal testo dell’intervista, come sempre ben scritta dal collega Cazzullo, che ringrazio. Mi sono limitato a dire che non ci sono, oggi, le condizioni politiche e programmatiche per presentarci insieme alle elezioni… Tuttavia non credo affatto che si debba rinunciare in prospettiva ad un dialogo con il Pd per dar vita, in futuro, a un centrosinistra radicalmente innovativo. Questo comporta, come ha detto più volte Giuliano Pisapia, una chiara discontinuità di contenuti e leadership».

Mai con Renzi quindi, ma sempre col PD, di cui la “nuova ditta” è una momentanea succursale. La qual cosa non è tuttavia considerata garanzia sufficiente di centro-sinistrismo (vedi LA STAMPA di oggidall’ectoplasma pisapiano. Ectplasma che manda a dire a D’Alema: primo, che Pisapia non andrà alla assemblea da lui convocata per il 19 novembre e, secondo:

«Se passa il Rosatellum le strade com MDP, o almeno parte di loro, si separano e noi faremo una coalizione [con Renzi, s’intende]. Se resta la legge attuale saremo probabilmente costretti e fare una lista insieme. Ma non durerà comunque, siamo troppo distanti, anche culturalmente».

Un’intervista, quella di D’Alema che ha scontentato anche Tomaso Montanari, promotore dell’assemblea dei cani sciolti del Brancaccio che ha precisato a sua volta:

«Oggi MDP è impegnato in una seria riflessione, che rispetto profondamente, e di cui aspetto l’esito: se rimarrà attuale il progetto di sostanziale convergenza con il Pd siglato dalla leadership di Giuliano Pisapia, allora sarà evidentemente impossibile camminare insieme. In caso contrario, la lista unitaria potrà diventare reale».

Che quindi alle prossime elezioni ci sia una sola lista dei sinistrati è da vedere. Dipende, come abbiamo visto, dalla legge elettorale, e comunque non sarà facile tenere dentro tutto l’arcobaleno 2.0, da Pisapia ai Brancacci fino a Rifondazione comunista. Di sicuro è quel che vogliono D’Alema e Bersani, che le tenteranno tutte per evitare due liste concorrenti a sinistra del PD. Serve allo scopo di ridurre a più miti consigli sia l’ex sindaco di Milano che i Brancacci.


Dovessi scommettere, direi che al 70% l’accozzaglia si farà, di sicuro se resta il Consultellum e se la lista di Fava in Sicilia supererà di slancio lo sbarramento del 5%, magari sfiorando l’agognato 10%. La cosa altamente probabile è quindi che avremo il listone e poi, il giorno dopo le elezioni, ognuno per fatti suoi, in base alla massima primum vivere, anzi galleggiare. Gli uni a fare da stampella al futuro governo, gli altri a fare l’opposizione di sua maestà.

Sorvoliamo per carità di patria su Civati. Non sarà certo Sinistra Italiana a mettersi di traverso. Quelle sulla “discontinuità” col centro-sinistra sono solo specchietti per le allodole. Che ha proposto infatti Fratoianni a Reggio Emilia?

“… un patto politico ed elettorale delle forze che condividono idee e valori che si richiamano alla sinistra”. 


Ecco, di nuovo l’inganno dei “valori”, la foglia di fico moralista e pietista dietro cui la sinistra transegenica prova a nascondere assieme alla propria impudicizia ogni sorta di peccato mortale politico. Che MDP sia oggi nella maggioranza di Gentiloni, che proponga una legge elettorale infame come il Mattarellum, che sia la frazione più europeista e più anti-sovranista, cosa volete che conti per Fratoianni…


E Rifondazione Comunista? Temo che farà come in Sicilia. dato lo scarso peso politico e pur di far parte dell’accozzaglia, piscerà disinvoltamente sopra alle tesi del recente congresso e andrà da D’Alema e Bersani col cappello in mano per avere la garanzia (legge elettorale permettendo) di rientrare in Parlamento, ciò nella speranza di sopravvivere. Ho il sospetto che Ferrero e Acerbo — Acerbo, che nella tavola rotonda di Reggio Emilia ha giocato il ruolo di Pierino tirando in ballo a totale sproposito France Insoumise— facciano i conti senza l’oste. Rifondazione potrebbe pagare caro il prezzo dell’inciucio, intendo una nuova scissione. Il che sarebbe il de profundis del PRC.

E ora, per i San Tommaso, ascoltate quel che ci dice la mesta compagnia (Pisapia convitato di pietra):
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6 pensieri su “ELEZIONI 2018: UNICA LISTA DEI SINISTRATI? di Piemme”

  1. Anonimo dice:

    La cosa più probabile è che riescano a superare la soglia del 5% e oltre, intercettando i delusi del m5s momentaneamente orfani del "partitone"lasciato solo per disaffezione,transitato per qualche tempo in area cosiddetta "populista"ma prontissimo a rientrare al solo richiamo della foresta.Un'operazione subdola,studiata e pianificata da tempo, che non mancherà di dare buoni risultati considerati i mai sopiti rigurgiti di "menopeggismo",sindrome incurabile presente da sempre nella base elettorale dell'ex PCI/Pds/Ds/Pd.Alla prova dei fatti si vedrà quanto questa base elettorale si è definitivamente staccata dalla "Chiesa Madre",prevedo pochi.

  2. Anonimo dice:

    Infatti bisogna smettere di guardare a sinistra . Tutta la sinistra moderna ( parlo degli ultimi 40 anni ) è sempre stata antisovranista e per "un'altra Europa" . Ferrero , Acerbo , Cremaschi , Fratoianni ( per non parlare di Possibile o MDP ) sono sempre stati dichiaratamente antisovranisti e per un'altra Europa . Gli stessi Podemos , Varoufakis , Tsipras , Lafontaine , Melanchon o Corbyn ( si , anche Melanchon e Corbyn , se si leggono bene i loro programmi e le loro dichiarazioni ) sono sempre stati antisovranisti e per "un'altra Europa" .Loro odiano i sovranisti perché considerano la Patria , la Nazione , il Popolo , valori di estrema destra . Forse il più ambiguo su questi valori , tra i sinistri europei , è sempre stato Melanchon . Ma in Francia tutti i politici si sono sempre riempiti la bocca di parole come Popolo e Patria , non solo l'estrema destra . Anche Macron , che è un dichiarato europeista , usa a iosa le parole Popolo e Patria . E questo perché in Francia è indelibile un sovranismo ( a parole ) in quanto è indelebile De Gaulle .Quindi ( escludendo il caso francese dove tutti i politici da destra a sinistra , a parte la sinistra estrema anarco/comunista/libertaria , usano parole sovraniste anche se sono tutti , esclusa la LePen , "per un'altra Europa" ) i sinistri in generale non potranno mai essere sovranisti perché considerano la Patria , la Nazione , il Popolo , valori di estrema destra . I sovranisti devono smetterla di guardare a sinistra .

  3. Barbaro D'Urso dice:

    Egregio Piemme, Cari Sollevatori,oggi voglio aprire in maniera leggera.Il compianto Paolo Poli rilasciò nel maggio 2013 un'intervista al quotidiano Il Foglio. In questa divertente chiacchierata, il grande attore, da sempre notoriamente omosessuale, alla domanda su cosa ne pensasse circa l'allora vivo dibattito sul riconoscimento legale delle coppie "omo" rispose: «Scusi, ma a ottant'anni ancora a parlare del buco del culo?».Ecco, parafrasando Paolo Poli, io mi e vi chiedo: «Scusate, ma dopo tutti questi anni ancora a parlare di questi buchi di culo?».Il primo commento, anche senza riconoscerne esplicitamente l'autore originale, l'anche lui compianto Costanzo Preve, illustra con rara capacità di sintesi quanto il filosofo "eretico" torinese aveva più volte argomentato circa la natura del "serpentone metamorfico" Pci-Pds-Ds-Piddì e della patologica e disfunzionale relazione fra questo e la sua "base", il suo "popolo". Dunque, su questo, invito chi abbia voglia e tempo a cercare uno dei tanti scritti di Preve liberamente disponibili in rete per farsi un'idea chiara in proposito. Io mi limito ad osservare che la "cultura politica" del "serpentone" ha avuto un effetto devastante, bestiale, velenoso e contaminante peggio delle scorie del reattore di Chernobyl e che non ho la più pallida idea di quanto ancora 'sta roba micidiale starà fra le scatole e soprattutto di come se ne possa accellerare il "decadimento", sempre parlando in termini "radioattivi".Piccolo "disclaimer": la condanna storica del "PCI-ismo" non comporta di per sé alcuna rivalutazione o apprezzamento di altre culture politiche storiche (e meno storiche, tipo i bravacci manzoniani legaioli) italiane. La politica, se la si intende seriamente, non è "curva sud contro curva nord".[fine prima parte]

  4. Barbaro D'Urso dice:

    [seconda parte]Una cosa, oltre alla "lunga durata" del "serpentonismo", è evidente: D'Alema, il moderno Machiavelli in barca a vela, ha sempre tenuto aperta la porta all'idea del centrosinistra comprendente anche 'ste robe di cui si parla oggi, che negli anni '90 si limitavano a Rifondazione di Bertinotti e poi dal '98 anche al PdCI di Cossutta e solo negli ultimi anni hanno visto questa patetica ed incredibile esplosione di sigle e siglette. Questo è sempre stato in contrasto col suo arcirivale Veltroni, che invece predicava l'autosufficienza elettorale del Piddì, come nel 2008 quando mise subito in chiaro di non voler imbarcare il solito Bertinotti e la sua "Sinistra Arcobaleno", usando con gli elettori il ricatto del "voto utile" contro Berlusconi e alla fine fallendo comunque, tranne forse nell'intento di tenere gli stessi "Arcobaleni" fuori del parlamento per una legistlatura.Per quanto il sottoscritto provi un profondo disprezzo politico – e non solo – tanto per D'Alema quanto per Veltroni, il primo dimostra comunque di avere una comprensione fondamentale di certe dinamiche della politica italiana, mentre il secondo s'è sempre pateticamente illuso di trapiantare a freddo una specie di "Kennedy-ismo" e di "liberalism" americano in Italia, dunque rilancio dei Ds come Piddì – cioè "partito democratico", ovvero "democratic party" – coll'infusione dei centristi della Margherita per annacquare la "sinistra" nel partito, tentazione maggioritaria di cui ho già detto con esiti elettorali ridicoli sperando di replicare il bipartitismo USA, attività politica intesa come insieme di "eventi" e "happening" mondani e via dicendo.Il fatto è che questa accezione veltroniana del partito è quella che è prevalsa da Renzi in poi e D'Alema è dovuto ricorrere al rimedio estremo di lasciare il partito, dimostrando una certa creatività nel rompere un dogma consolidato. Credo che il comandante della barca Ikarus si stia però illudendo di "riconquistarlo", il Piddì, da fuori, immaginandosi uno scenario elettorale simile a quello francese, ma senza le distorsioni di quel sistema elettorale. Insomma, come Mélenchon ha cannibalizzato il voto del PS, D'Alema forse s'illude di poter fare altrettanto e spera in un grande schianto elettorale del Piddì, magari non nell'immediato ma nel giro di qualche anno. E se Enrico IV diceva che Parigi valeva bene una messa, rinunciando alla fede protestante per diventar cattolico e cingere la corona di Francia, Massimo del Salento può benissimo compiere l'empio gesto di lasciar il sacro partito di tutta una vita, sventolando bandiere rosse e fingendo "autocritiche" sugli anni passati ora che c'è da fregare i neoliberisti sfacciati e di nuovo rito di Matteo da Rignano Fiorentino.Ah! Oggi è morto Hugh Hefner, il fondatore di Playboy. Aveva 91 anni. Vita lunga e ben spesa. Altro che Piddì, Emmeddippì, Cippì e Pierreccì!CordialmenteBarbaro D'Urso

  5. pasquino55 dice:

    Come avevo già postato in un commento il 23 settembre (da voi censurato come spesso accade…) in risposta al nuovo membro del C.N. Fiorenzo Fraioli, scaturito dal convegno di Chianciano e che riporto in grassetto, “La vera, evidente diversità e antagonismo politico che oggettivamente si può rilevare dalle vostre prese di posizione politiche è soprattutto nei confronti della sinistra in generale e, in particolare, da quella da voi giustamente definita “sinistra-sinistrata” accumunando in un solo giudizio negativo i suoi dirigenti e il suo popolo. Viceversa, con puntualità e cura, fate molta attenzione a scindere le responsabilità dei vertici-dirigenti-portavoce del Movimento e la base che lo sostiene (con la preveggenza(!!) di chi sa che da lì usciranno i futuri rivoluzionari). Questo atteggiamento (lo so anche io) non è uno scimmiottamento….magari! esso è qualcosa di diverso e di più grave. Esso è un tragico errore di valutazione e di analisi politica che non può che portare, a chi lo compie, inesorabilmente verso una inevitabile subalternità, emarginazione e irrilevanza sociale, dalla quale non può che derivare una sconfitta politica” devo constatare che in modo sempre più palese ed incontenibile si evidenzia la vostra ossessione manichea verso tutto ciò che sta a sinistra, oltre voi, ne fate di tutta l’erba un fascio definendoli tutti sinistrati ed emerge sempre più evidente una incomprensibile, quanto stupida e servile acquiescenza e sudditanza nei confronti del Movimento Cinque stelle mal mascherata e celata dietro un finto, falso e farlocco pragmatismo sovranista. Ma esclusivamente con gli “incazzati”, senza e contro il popolo di sinistra (e non sigle e movimenti), cosa pensate di costruire? E dove pensate si possa andare?pasquino55

  6. Anonimo dice:

    Il popolo "de sinistra"?Quale,quello che ha digerito,introiettato e fatto proprio tutto il ciarpame ideologico liberista,quello che si spella le mani per applaudire chi gli dice che non c'è alternativa al sistema,quello che quando Berlusconi era al governo era pronto a fare le barricate,quando invece al contrario con i governi "amici"si stava zitti e muti anche quando questi "amici"dei lavoratori svolgevano il lavoro sporco per conto di "monsieur le capital"con una determinazione antipopolare da far impallidire anche i più zelanti reazionari?E costoro dovrebbero rappresentare quella opposizione necessaria a contrastare il piano di completo asservimento alle élites multinazionali,resa ancora più stringente dall' imminente e prossimo giro di vite finanziario e sociale?Basta con queste illusioni circa la presunta genuinità della base ,"tradita"da un vertice corrotto e servile verso loro signori.Se cambiamento VERO ci sarà non avverrà certo per merito della spinta di costoro,ma da insanabili CONTRADDIZIONI OGGETTIVE insite nel sistema capitalistico e dall'impoverimento completo di quei ceti medi e subalterni che meglio hanno individuato il nemico principale che è proprio quella pseudo "sinistra" responsabile di un massacro sociale senza precedenti.Altro che "sinistra"da non osteggiare,da CONDANNARE IN TOTO invece , e senza appello.Luciano

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