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CATALOGNA: CHI FESTEGGIA?

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[ 22 dicembre 2017 ]

Tutto come previsto, o quasi, in Catalogna.

I risultati delle urne non hanno riservato sostanziali sorprese rispetto ai sondaggi. 
Vediamoli in dettaglio, confrontandoli con quelli delle precedenti elezioni del 2015.




Ciudadanos — 25,4%  37 seggi  
Elezioni 2015 17,9%  + 12 seggi
JuntsxCat  21,65%  34 seggi 
ERC 21,4%  32 seggi 
[nelle Elezioni 2015 JuntsxCat e ERC erano nel blocco JxSì ottenendo 62 seggi]  + 4 seggi
Psc 13,9% 17 seggi 
Elezioni 2015 12,7%  + 1 seggio
CatComù-Podem 7,5% 8 seggi 
Elezioni 2015 8,9%  – 3 seggi
CUP 4,45% 3 seggi 
Elezioni 2015 8,2%  – 6 seggi
Partido Popular 4,2% 3 seggi 
Elezioni 2015 8,5%  – 8 seggi

Il blocco dei partiti indipendentisti ha ottenuto quindi una risicata maggioranza assoluta: 70 deputati sui 135 totali (ne avevano 72). Davanti ai 4 seggi guadagnati dai due partiti catalanisti maggiori —Junt per Catalunya di Carles Puidgemont e la Esquerra Repubblicana de Catalunya di Oriol Junqueras— ci sono i 6 seggi persi dalla sinistra radicale della CUP (Candidatura d’Unitat Popular). Saldo = -2.

Ergo: la radicalizzazione della linea indipendentista ha “premiato” le due forze di ispirazione liberista ed europeista ed ha severamente punito l’estrema sinistra. Se si considera che la CUP ottenne, nelle elezioni del 2015 l’8,5% dei voti, abbiamo che ha subito il dimezzamento del suo elettorato. Una sconfitta che sospettiamo apra le porte ad una profonda crisi di questo movimento.

Nel blocco dei partiti spagnolisti, a fronte del vero e proprio crollo dei popolari di Rajoy, spicca l’avanzata annunciata di Ciudadanos della Ines Arrimadas, partito che del liberismo europeista è in assoluto la punta di lancia. 

Può non piacere, ma assumendo la tradizionale tassonomia destra-sinistra abbiamo che le urne catalane ci consegnano un’avanzata delle destre liberiste, egemoni in entrambi i fronti. Controprova fattuale CatComù-Podem, ovvero la né-carne-né pesce branca catalana di Podemos, non avanza e subisce anzi una sconfitta, perdendo 3 seggi, malgrado sia al governo a Barcellona con la sindaca Ada Colau.

Chi dunque festeggia davvero visti questi risultati? Festeggiano, al netto della crisi istituzionale e politica che potrebbe rovesciarsi sul governo Rajoy, l’oligarchia eurista e la casta dei tecnocrati di Bruxelles e Francoforte.

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5 pensieri su “CATALOGNA: CHI FESTEGGIA?”

  1. Anonimo dice:

    Non c'è niente da fare, non capite.Nemmeno il fatto che decenni di lotta vi hanno portato, voi e la sinistra in generale, a regredire verso l'insignificanza e percentuali di consenso da zero virgola se non meno.Qui c'è un solo risultato che ci deve interessare: LA GENTE HA VOTATO OLTRE L'80%!Avete capito perché?Perché sentiva il richiamo del nazionalismo?Perché le analisi e le proposte di politica economica di OMNIUM sono “valide”?No.Perché la media borghesia che in Catalogna costituisce la classe dirigente locale ha accettato di lottare e di prendersi le bastonate insieme al suo popolo, senza tirarsi indietro.Il vostro errore di marxisti è di credere che la soggettività politica nasca individuando degli interessi strutturali economici.È IL CONTRARIO e la cosa strana è che dovrebbe essere evidente per chi pensa in termini di prassi: la soggettività “viene prima” e determina la scelta di tipo “economico” su quali siano gli interessi da perseguire in base a quale scala di valori.Voi invece continuate a “esibirvi” in analisi e previsioni credendo che sia importante capire la “verità oggettiva” e per questo preciso motivo oggi siete arrivati a trovarvi definitivamente fuori dai giochi.Ieri in Catalogna un popolo si è ribellato contro un governo centrale e questo per l'Unione Europea e un enorme problema INDIPENDENTEMENTE DALLE RAGIONI di questa ribellione.Siete legati a paradigmi vecchi e inadatti ai tempi.

  2. Redazione SollevAzione dice:

    Non c'è niente da fare, non capisci.Al netto della tua supponenza —francamente patetica— la verità è che i cittadini non hanno sentito il "richiamo del nazionalismo", bensì dei NAZIONALISMI. La Catalogna resta infatti spaccata in due e noi continuiamo a pensare che quello dei nazionalismi con alla guida bestie liberiste sia il più grande e pericoloso inganno a danno dei popoli catalano e spagnoli.Non è che se un popolo prende una sbornia allora ci tocchi essere obbligati a seguirlo.La funzione del Politico non è inseguire il popolo quando questo è intruppato sotto le insegne del nemico, bensì dire la verità in base ad una visione strategica e a dei principiForse ci sbagliamo ma il tuo discorsetto puzza, e non poco per la verità, di fascistume senza principi. L'idea reazionaria esoterica ed elitista che il popolo sia un bue da portare al pascolo… del nazionalismo, della guerra, del niente…

  3. Andrea G dice:

    Potrei sbagliarmi, ma mi risulta che i partiti indipendentisti disponessero di 72 seggi nella precedente legislatura (62 JxSì, 10 CUP)

  4. Redazione SollevAzione dice:

    caro Andrea,hai ragione, c'era un refuso nel conteggio dei seggi nell'articolo sopra.Nelle elezioni del 2015, il blocco indipendentista ottenne 72 seggi: JxSì 62 + CUP 10.Oggi, invece, ne hanno 70.Quindi, ai tanti cretini che esultano per la vittoria, segnaliamo che c'è stata una flessione.Causata anzitutto dalla forte flessione della CUP.

  5. Anonimo dice:

    Quindi tutto questo furore"indipendentista"altro non era che un tentativo alquanto mal riuscito di legarsi ancor più alla "salvifica"UE con buona pace di chi vi aveva intravisto(dove,quando?),una rivoluzione addirittura antioligarchica(sic!);si leggano alcuni interventi in questione redatti da sinistri affetti da ben nota miopia intenti a descrivere questa pseudo rivolta "arancione"alla stregua di un modello per le classi dominate da imitare in tutta "LEURO/PA".Un bel risultato,complimenti all'"agguerrito"popolo catalano,l'èlite eurocratica sentitamente ringrazia.

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