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CRISPR-Cas9 E IL DESTINO DELLA SCIENZA di Aldo zanchetta

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[ 20 giugno 2018 ]



Sabato 16 giugno la “Lucca progressista” e “á la page” ha vissuto uno dei suoi momenti di gloria: la scienziata e senatrice a vita Elena Cattaneo, preceduta per vari giorni da una impressionante campagna mediatica, con una manifestazione più mondana che scientifica  ha compiuto la sua missione di emancipare i presenti con una conferenza avente per lemma:  “OGM: VIETARE PER SUPERSTIZIONE, IMPORTARE PER NECESSITÀ”. 

Fra i presenti c’erano alcuni (pochi) infiltrati talebani, [1]  uno dei quali ha creato sconcerto quando, terminata la dotta esposizione, ha ricordato che nella stessa sala nel 1950 era stato letto un saluto di Albert Einstein indirizzato ai partecipanti al 43mo Congresso della Società Italiana per il Progresso delle Scienze, nel quale lo scienziato lamentava la scomparsa, già allora in atto, della “libera scienza”.

«Egli (l’uomo di scienza, ndt) è cosciente del fatto che i metodi tecnici che si basano sulle sue ricerche hanno condotto a una concentrazione del potere economico, e con ciò anche di quello politico, nelle mani di piccole minoranze, dalle cui manipolazioni è divenuto dipendente il destino della massa, che appare sempre più amorfa, degli individui. Di più, ancora. Quella concentrazione del potere economico e politico in poche mani ha non solo comportato una dipendenza materiale esteriore anche dell’uomo di scienza, essa minaccia anche la sua esistenza dall’interno, in quanto attraverso la creazione di mezzi raffinati di influenza spirituale e psichica, impedisce la crescita di personalità indipendenti». 

(Brano non letto, però, per rispettare i due minuti concessi. Vedi dopo).

Chiesti “tre minuti” per giustificare l’impertinenza, l’anziano talebano si è sentito rispondere dal giovane e brillante scienziato che presiedeva l’evento: “sarebbe meglio due” ed ha così ridotto il suo intervento alla sola comunicazione che quattro giorni prima la rivista Scientific American dava notizia di due documenti, pubblicati entrambi su Nature Medicine, così sintetizzati nell’abstract della rivista:

«Modificare i genomi delle cellule con (il metodo, ndt) CRISPR-Cas9 può accrescere il rischio che le cellule modificate con lo scopo di curare malattie possa far insorgere dei tumori nei pazienti, ( … ) Ciò può trasformare alcune cellule CRISPR in bombe a tempo, secondo gli studi dell’Istituto svedese Karolinska e, separatamente, di Novartis». 

Che uno dei due documenti venga dalla multinazionale farmaceutica Novartis, che pratica tecnologie transgeniche per produrre alcuni dei suoi farmaci, è notizia insolita, nevvero? Ed è un po’ sconcertante, dopo che per sottolineare i punti salienti della conferenza, erano apparse sul grande schermo, fra le altre, due affermazioni lapidarie (giustificanti da sole l’affermazione di “cattiva scienza”):


“Per la comunità scientifica la questione OGM non esiste”
“Quando l’opposizione agli OGM non ha più argomenti, ricorre al Principio di Precauzione”

All’uscita dalla sala l’anziano talebano ha incrociato un noto medico lucchese che ricopre a Roma un’importante carica istituzionale, il quale paternamente gli ha detto: 

«Aldo, la tua posizione è ideologica. La tecnologia CRISPR ha guarito persone affette da gravi malattie. Ti documenterò».

Con buona pace del documento di Novartis e del Principio di Precauzione.
Riporto più sotto il testo consegnato dal sottoscritto alla conferenziera con richiesta di futuro commento, e al quale ho aggiunto però solo ora la notizia di cui sopra, successiva alla sua stesura. Chi lo abbia ricevuto prima della conferenza, salvo l’aggiunta, può esentarsi dalla sua rilettura. Grazie per l’attenzione.

NOTE


[1]  “Informati o talebani” era i titolo con cui una rivista scientifica ha presentato una delle tante lettere inviate dalla signora Cattaneo a giornali e riviste nel corso della sua lunga e disinteressata crociata pro Ogm, turbata da qualche lapsus.


*  *  *


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A LUCCA LA SCIENZIATA E SENATRICE A VITA ELENA CATTANEO
TERRÀ UNA CONFERENZA SUL TEMA OGM: “VIETARE PER SUPERSTIZIONE, IMPORTARE PER NECESSITÀ”
Nei giorni scorsi i media cittadini hanno dato spazio alla notizia della conferenza che la senatrice a vita e biologa Elena Cattaneo terrà a Lucca sabato prossimo 16 giugno nel ciclo di conferenze culturali programmate dalla Croce Verde  (ore 18, sala Ademollo del Palazzo della Provincia).
La Croce Verde è una molto benemerita istituzione e la scienziata e senatrice a vita Elena Cattaneo è un nome famoso: piuttosto difficile quindi criticare l’iniziativa, specie prima che si sia svolta. Ma il titolo della conferenza, “OGM: VIETARE PER SUPERSTIZIONE, IMPORTARE PER NECESSITÀ”, un po’ criptico per chi non conosce i suoi scritti, mi consente di prevedere alcune cose che essa dirà perché da anni va conducendo un’intensa attività pubblica a favore degli OGM e contro la “superstizione” di chi, compresi colleghi scienziati, non è ad essi favorevole.
Certamente riscuoterà applausi e consensi perché la sua verrà considerata la voce della “scienza”. Non è il mio caso. Scrivo ad alcuni amici quanto segue perché possano inquadrare il contenuto di questa iniziativa con conoscenza di causa. Da tempo seguo con interesse gli sviluppi della biologia molecolare e delle neuroscienze che stanno condizionando pesantemente il futuro dell’umanità, e in particolare questa intensa attività della Cattaneo in difesa degli OGM da parte della senatrice, per cui in passato ho scritto alcune cose sul web criticandone certe affermazioni categoriche. Naturalmente penso di porle alcune domande ora che avrò occasione di ascoltarla dal vivo, ma non sono certo, dato il contesto dell’incontro, di poterlo fare in maniera esaustiva e neutrale: penso pertanto che una pre-informazione agli amici possa essere loro utile se presenzieranno all’incontro[1].
Nel corso della serata (questa che faccio è una aggiunta a posteriori) due importanti capisaldi dell’argomentazione della senatrice sono stati riportati su grande schermo:
“Per la comunità scientifica la questione OGM non esiste”
 “Quando l’opposizione agli OGM non ha più argomenti, ricorre al Principio di precauzione”[2]
Una premessa: la biologia, in particolare la biologia molecolare, è una delle più recenti e più delicate frontiere della scienza. Essa esplora –e modifica- i complessi meccanismi della vita, dalla fecondazione artificiale all’utero in affitto fino alla creazione dell’essere umano “implementato” e costruito su misura. E, perché no, “immortale”. Ma al contempo è anche una delle nuove frontiere adottate dal capitalismo nella sua connaturata esigenza di dare continuità alla redditività del capitale. Chi ha un po’ di conoscenza dell’argomento dovrebbe aver capito che si tratta soprattutto di nuove frontiere per ricchi. 
Albert Einstein nel 1950 scrisse una lettera ai componenti della Società  Italiana per il Progresso delle Scienze in occasione del loro 43mo Congresso che si svolse nello stesso Palazzo della Provincia di Lucca dove il 16 parlerà la senatrice Cattaneo, e in quella lettera egli affrontò un tema già allora critico e oggi, 68 anni dopo, ancor più critico: quello della commistione della scienza con la politica, l’economia e il profitto. Scriveva Einstein in questa importante lettera, poco conosciuta e raramente citata:
  Dobbiamo eleggere la conoscenza della verità, o – espresso più modestamente – la comprensione del mondo sperimentabile, attraverso un pensiero logico-costruttivo, come uno scopo autonomo della nostra aspirazione? Oppure questa aspirazione a una conoscenza razionale deve essere subordinata a un qualche genere di scopi di altra natura, per es. “pratici”[3]
Ivan Illich, 42 anni dopo, tornava sul tema concludendo il libro-intervista curato da David Cayley con queste parole:
Nel 1992 non provo più alcun interesse per le teorie scientifiche. Queste erano davvero interessanti negli anni Sessanta e ancora di più quando studiavo la scienza negli anni Quaranta. Ormai la scienza in America è diventata ricerca finanziata e in Germania è mirata a creare carriere nella pubblica amministrazione. Basta con questo fascino della scienza[4].
Con questo non voglio insinuare che la battaglia della senatrice a favore degli OGM sia influenzata da scopi di altra natura che non quelli di una sua personale convinzione scientifica,  ma la storia è ricca di esempi di scienziati di valore che su particolari questioni hanno preso delle direzioni sbagliate, specie quando si sono addentrati in campi che non sono quelli della loro specifica “eccellenza”. Per cui, senza ostracismo per la scienza, evitiamo di accreditare infallibilità a chiunque opera in suo nome perché “nell’attuale fusione di riduzionismo biomedico e tecno-ottimistimo, le distinzioni storiche fra scienza e tecnologia, scienza pura e applicata, ricerca accademica, industriale e militare,  oggi si reggono a malapena in piedi[5].
E’ la stessa senatrice che in una sua lettera a Il Corriere della Sera pubblicata l’11 giugno 2014 ha scritto:
Caro direttore, da mesi studio la vicenda italiana degli Ogm. Non è il mio campo specifico, ma uso altre specie transgeniche (pesci, topi o tessuti di animali di grossa taglia) per ricerche che mirano a possibili terapie per una malattia devastante come la Corea di Huntington[6]
E prosegue:
Sugli Ogm consulto la letteratura specialistica e colleghi tra i massimi esperti, per capire basi scientifiche, metodi di lavoro e dinamiche economico-industriali del settore. Non trovo prove che gli Ogm siano più dannosi o rischiosi per l’ambiente delle coltivazioni tradizionali o di quelle biologiche.
Mi permetto di osservare che la letteratura scientifica sul tema OGM è ricca di documenti di scienziati e di istituzioni scientifiche in contrasto tra loro e potrei riempire pagine con i soli riferimenti di tali documenti. Mi limito a ricordare, fra i tanti documenti critici verso gli ogm, quello firmato da varie decine di scienziati appartenenti all’ISP (Gruppo scienziati indipendenti) di 7 paesi e specialisti in discipline quali agroecologia, agronomia, biomatematica, botanica, chimica medica, ecologia, istopatologia, ecologia microbica, genetica molecolare, biochimica nutrizionale, fisiologia, tossicologia e virologia, riuniti a Londra nel maggio 2003[7]. La storia della scienza è piena di divergenze fra scienziati. Questa abbondante diversità di opinioni dovrebbe invitare la Cattaneo alla cautela prima di affermare che “non trovo prove che gli OGM siano più dannosi o rischiosi per l’ambiente delle coltivazioni tradizionali o quelle biologiche”, perché è un’affermazione oggettivamente smentibile. Eviterebbe di sentirsi rispondere, come è accaduto, che “non si trova quel che non si cerca”.
Il problema degli OGM è complesso e presenta molti aspetti che evidentemente non posso affrontare qui se non limitatamente. I due asseriti pregi principali di questi prodotti geneticamente modificati sarebbero
·       la maggior produttività
·       la resistenza a molti diserbanti, in particolare al Roundup, il tanto discusso glifosato[8], e quindi il minor quantitativo impiegato nelle operazioni di diserbo, con vantaggi ecologici e economici.
Scrive la Cattaneo:
Nei molti Paesi in cui sono stati introdotti hanno permesso il doppio virtuoso fenomeno dell’aumento delle produzioni e della riduzione dell’uso dei pesticidi, dunque un gran vantaggio per l’economia e per l’ambiente. E quasi tutte le società scientifiche internazionali hanno redatto documenti pubblici nei quali si riconosce che gli studi scientifici sulla sicurezza degli Ogm, fatti con finanziamenti pubblici, confermano che sono altrettanto sicuri delle coltivazioni tradizionali[9].
Questo è in assoluto contrasto con quanto è emerso, dopo ormai vari anni di coltivazione dei tre OGM più comuni (mais, soia e cotone) nei tre paesi dove la loro coltivazione è estensiva (oltre che intensiva): Brasile, Argentina, Stati Uniti. In questi paesi l’uso di diserbanti è in crescita perché almeno una ventina di erbe infestanti si sono poco a poco immunizzate ai loro effetti mentre la maggior produttività iniziale, quando esiste, cala anno dopo anno fino in molti casi a divenire inferiore a quella di piante selezionate con metodi tradizionali[10].
Le prove che la Cattaneo non trova: il caso Séralini
Voglio citare un caso specifico particolarmente significativo di documentazione negativa sugli OGM, quello relativo a uno scienziato francese, Eric Séralini, che nel 2012, dopo due anni di prove su ratti alimentati con mais transgenico Monsanto tipo NK603, coltivato sia in presenza del diserbante Roundup[11] sia in assenza di diserbante, ha rivelato un aumento dell’incidenza di tumori mammari, disturbi epatici e renali, e di riduzione dell’aspettativa di vita degli animali.
Sul caso Séralini la Cattaneo ha scritto:
Dati edulcorati o falsati non sopravvivono alla prova della valutazione mondiale. Dimostrazione ne è il caso del ricercatore francese che aveva diffuso dati falsi sulla pericolosità degli Ogm e che ha dovuto poi ritirare quel lavoro.[12]
Il modo di documentarsi della Cattaneo sul caso Séralini è assai approssimato, quasi un “sentito dire”. Sono queste le prove che la Cattaneo non trova? La ricerca di Séralini su ratti di laboratorio aveva mostrato gravi effetti cancerogeni. Pubblicata nel novembre 2012 sulla rivista Food and Chemical Toxicology, sei mesi più tardi la rivista (e non Séralini) aveva deciso di ritirare la pubblicazione. Annunciando il ritiro, la rivista precisava che lo studio  non mostra elementi di frode o deformazioni intenzionali delle cifre”, ma “esistono legittimi motivi di preoccupazione riguardo al numero di animali interessato da ogni test e al ceppo dei topi utilizzato”. Non dati falsi quindi, ma contestazione sul protocollo delle modalità della sperimentazione. Séralini rispose di avere usato gli stessi protocolli impiegati da Monsanto nei suoi test volti a far accettare alle autorità statunitensi la messa in commercio di alcuni tipi di mais transgenici. Piccolo dettaglio: in quei sei mesi fra pubblicazione e ritiro della ricerca era entrato nella redazione della rivista uno scienziato notoriamente legato a Monsanto[13].
Poiché nel mondo scientifico, nella lotta per accaparrarsi fondi per la ricerca, non è estranea la massima “fratelli coltelli”, alcuni scienziati francesi (e non solo francesi) nelle loro critiche al collega erano andati ben oltre la motivazione data dalla rivista, come del resto ha fatto la stessa Cattaneo con la sua non benevola illazione di falsità di dati [14], per cui Séralini decise di sporgere querela per diffamazione, diffamazione riconosciuta e sanzionata dal tribunale di Parigi nei due gradi di giudizio vigenti in Francia[15]. Da notare che l’illazione della Cattaneo è del 2014, quando Séralini aveva già avuto ragione in tribunale nel giudizio di primo grado nel 2011.
Il Principio di Precauzione
In tutte le ricerche scientifiche, e in particolare in quelle biotecnologiche, vale (o dovrebbe valere) il Principio di Precauzione, che è un impegno morale dei ricercatori[16]. La Cattaneo, dopo le asserite accurate consultazioni di documenti che attestano la sicurezza alimentare degli OGM, nel 2014, in una lettera aperta all’allora ministro delle politiche agricole Martina scriveva:
E non è più tempo per generici principi di precauzione mai basati sull’analisi di dati sperimentali, cioè per politiche che prescindano da fatti scientificamente controllati.[17]
Per dimostrare l’arroganza e la superficialità di questa affermazione devo ripercorrere, a volo di uccello, e con un linguaggio forse non ineccepibile ma comprensibile ai lettori non adusi a questa scienza, le tappe principali dello sviluppo della biologia molecolare.
·       Essa ha le sue origini lontane nel corso degli anni ’90 del secolo passato, nel progetto internazionale HGP  (Human Genome Project) di mappatura dell’intero genoma umano. (Per inciso ci si attendeva di trovare  circa 100mila geni nel DNA umano mentre con sconcerto se ne trovarono solo 20/25mila, quanto quelli di un particolare moscerino!)
·       La nascita vera e propria della genetica molecolare risale alla scoperta fatta nel 1953 da due scienziati, Francis Crick  e  James Watson, della struttura a doppia elica del DNA. L’assioma su cui si è poggiato il successi sviluppo della biologia molecolare era basata su una ipotesi ritenuta allora vera:
·       Successive ricerche più recentemente hanno dimostrato l’erroneità di questo dogma.[19]Lo stesso Crick aveva dichiarato a suo tempo che se l’assioma fosse stato dimostrato falso sarebbe stato necessario ripensare il tutto. Lo sviluppo dell’individuo infatti,come oggi si comincia a sapere, non è determinato dai soli geni ma dipende da un contesto ben più ampio, includente fra l’altro il modello di vita, l’alimentazione, la cultura etc.
Questo avrebbe dovuto mettere in guardia i biotecnologi da certe affermazioni premature e indurre i biologi molecolari a rivedere le loro impostazioni, ma gli investimenti fatti e le attese suscitate sia negli investitori che nell’opinione pubblica fecero si che nello sviluppo degli OGM si andasse avanti come se nulla fosse cambiato.
Una brevissima storia degli OGM
Cosa sono gli OGM? Sono organismi viventi in cui il DNA originario viene modificato per migliorarne le prestazioni con l’aggiunta, la modifica o l’eliminazione di elementi genici  tramite tecniche di ingegneria genetica. Il modo con cui queste modifiche vengono fatte <<è frutto di una tecnologia che letteralmente spara microproiettili d’oro ricoperti di particelle di DNA dentro le cellule vegetali da modificare. Questa tecnica, chiamata biolistica che deriva da balistica …>> etc.[20]Il metodo viene dichiarato dai produttori di OGM come sicuro e certo nei risultati, ma molti non sono d’accordo su questa precisione e sicurezza.
      L’inizio vero e proprio dell’ingegneria genetica si può datare alla scoperta della struttura a doppia elica del DNA, dovuta alle ricerche di due scienziati, Crick e Watson[21]. Secondo Crick il suo postulato di base era che la trasmissione dei dati dal DNA alle proteine avvenisse in modo unidirezionale non reversibile dal DNA alle proteine della cellula. Il DNA era quindi il determinante dello sviluppo del vivente. Lo stesso Crick dichiarò che qualora questo assunto fosse risultato errato, quanto fatto nel frattempo avrebbe dovuto essere ripensato. La produzione di OGM risponde quindi a questo assioma. Questa “dittatura” del DNA nello sviluppo degli esseri viventi fece nascere la fallace cultura, alimentata da riviste e quotidiani, di un determinismo umano dettato dai geni del DNA, purtroppo diffuso ormai nella mente di troppi come verità accertata. Iniziarono a circolare promesse prometeiche di cura di alcuni terribili mali come anche frasi del tipo “scoperto il gene della fedeltà coniugale” e altre cretinate del genere.
      In anni recenti si è scoperto che le cose sono ben più complesse. In sintesi: le proteine non sono schiave della comunicazione ricevuta dai geni del DNA ma hanno una loro autonomia e capacità di retroazione. Così oggi si sa che certi difetti nel DNA non determinano automaticamente conseguenze certe e soprattutto irreparabili senza modifiche del DNA. Ambiente, alimentazione, stili di vita etc. possono ridurre o annullare questo presunto determinismo.
      Quindi l’assioma fondamentale non è più vero, ma ormai gli investimenti economici sugli OGM, ad es., sono tali che si procede come se ciò fosse vero.
      Circa 4 anni or sono i biotecnologi hanno scoperto nuove tecniche, denominate CRISPR, ed in particolare una di esse, detta CRISPR.cas9, viene descritta come “più sicura, più veloce e più economica” del metodo del “bombardamento”. A parte la contraddizione del definire “più sicura” una cosa già “assolutamente sicura”, questa nuova tecnica è potenzialmente capace, tramite particolari modifiche del DNA, di far estinguere una razza animale la cui generazione avviene sessualmente la cui riproduzione avvenga sessualmente(come nella razza umana), e suscita qualche preoccupazione che il Pentagono (e certamente anche altri) abbia stanziato una cifra considerevole per conoscerla meglio. Ma non è questo l’argomento di queste note.
Tempi di sorprese
Secondo una massima popolare, “il diavolo si nasconde nei dettagli”.
Due mesi or sono, come riferisce la rivista Nature Chemistry, un gruppo di ricercatori australiani coordinato da Daniel Christ, hanno confermato che negli organismi viventi esistono dei DNA con 4 filamenti, diversi da quelli a doppia elica. Questi 4 filamenti erano già stati osservati in vitro ma mai in un organismo vivente. Gli stessi ricercatori hanno ipotizzato che probabilmente esistono altre forme di  DNA. Cioè, in parole povere, siamo ancora ben lontani dall’avere idee chiare e definitive di questa macromolecola fondamentale e sui suoi meccanismi di azione. Se questo non bastasse:
Un altro studio, di Devag Metha e collaboratori, dell’istituto ETH di Zurigo, pubblicato il 4 maggio 2018, riferisce che nel tentativo di creare resistenza a un virus nella manioca per mezzo dell’ingegneria genetica con il CRISPR-Cas9, dal 33 al 48 per cento dei virus generati hanno sviluppato una mutazione di un solo nucleotide (una sola lettera), che ha creato un virus resistente. Lo studio avverte inoltre circa il rischio che questi nuovi virus resistenti si disseminino nell’ambiente (https://tinyurl.com/y879m7qk).
Gli autori non mettono in questione la tecnologia per altre applicazioni, ma informano sui rischi in questo particolare caso. Mehta, autore principale dello studio, nel suo account di Twitter menziona anche la  sua sorpresa per le pressioni ricevute per non diffondere aspetti negativi dell’impiego del CRISPR-Cas9.[22]
Silvia Ribeiro conclude così la sua comunicazione delle due recenti scoperte:
A 65 anni della famosa scoperta di Watson e Crick sulla struttura a elica del DNA, continuano a essere scoperti aspetti sconosciuti sulle strutture e le interazioni dei geni negli organismi, con diversi fattori epigenetici e con l’ambiente, che mostrano che manipolare geneticamente il DNA è una pessima idea, per i molti effetti imprevisti che comporta.
Questo non significa pretendere di arrestare la ricerca e il cammino della scienza. Significa prestare una più responsabile attenzione al Principio di Precauzione, cosa dalla quale siamo sempre più lontani sotto la pressione della “cultura genica”.
Ma di particolare rilievo sono due documenti di cui da notizia Scientific American del 12 giugno scorso, pubblicati entrambi su Nature Medicine, uno dell’Istituto di ricerca svedese Karlinska, l’altro della importante multinazionale farmaceutica Novartis, che opera nel campo della medicina genetica, che certamente non ha interesse a spararsi sui piedi. Così sintetizza il contenuto Scientific American:
Modificare i genomi delle cellule con CRISPR-Cas9 può accrescere il rischio che le cellule modificate con lo scopo di curare malattie possa far insorgere dei tumori nei pazienti, ( ,,, ) Questo può trasformare alcune cellule CRISPR in bombe a tempo, secondo gli studi dell’Istituto svedese Karolinska e, separatamente, da Novartis.
Aldo Zanchetta  aldozanchetta@gmail.com
PS Sono già stato lungo e mi scuso. Mi limito a aggiungere che a seguito di una causa intentata negli Stati Uniti da alcune persone colpite da tumori supposti generati dal Roundup (glifodato) il giudice federale della California, Vince Chhabria, ha aperto un’inchiesta sul fatto che Monsanto avrebbe pagato fino a 250mila dollari a scienziati per convincerli a dichiarare che il glifosato non è dannoso alla salute, come risulterebbe da alcuni documenti dei quali il giudice sarebbe entrato in possesso. Della vicenda nei mesi scorsi si sono occupati sia il New York Times che la rivista Science. Sarà interessante conoscere le conclusioni cui giungerà Chhabria. Cuando la ciencia se compra | Una causa judicial fe… | Página12 https://www.pagina12.com.ar/49166-cuando-la-ciencia-se-compra
NOTE

[1] Come in realtà ho fatto e di cui ho riferito in altro testo.
[2] Le scritte in marrone sono posteriori all’incontro e sono aggiunte al testo originario, scritto precedentemente e consegnato alla Cattaneo alla fine del mio breve intervento (alla richiesta di avere “tre minuti” per documentare che avevo assistito a una serata di cattiva scienza, il coordinatore della serata ha sprezzantemente risposto “meglio due”.
[3] La lettera è pubblicata nel libro di Angelo Genovesi Einstein. Scienza e società, Boroli, Milano 2005, pagg 197/200
[4] David Cayley, Conversazioni con Ivan Illich, Elèuthera, 1994, pag.220
[5]Hilary Rose, Steven Rose, Geni, cellule e cervelli. Speranze e delusioni della nuova biologia, Le Scienze/Codice edizioni, Torino 2013, pag.16
[6] Campo di eccellenza della scienziata, dove essa ha avuto indiscussi riconoscimenti.
[7] Vedi: https://www.unimondo.org/Guide/Ambiente/Ecologia/Vietare-le-colture-OGM-71365. Serietà impone che si citi anche almeno una dichiarazione pro OGM firmata da un gruppo di scienziati italiani Gli Ogm sono sani, La Stampa www.lastampa.it9 aprile 2014.
[8] In una indagine del 2015 a Mar del Plata, in Argentina, il 90% dei sottoposti a verifica hanno mostrato la sua presenza nelle urine. www.telam.com.ar/…/113127-mar-del-plata-la-orina-del-90-por In altre indagini in diverse località esso è stato trovato nel latte delle puerpere.
[9] E ancora: «Coltivare il mais Bt annulla, quasi, la necessità di usare insetticidi, mentre oggi siamo costretti a fare due trattamenti. In realtà le strategie del biologico e degli Ogm sono convergenti nel ridurre il peso della chimica in agricoltura e credo che la ricerca pubblica abbia il dovere di garantire alimenti sani e a prezzi accettabili anche a quel 98 per cento degli italiani che non si può permettere il cibo biologico». 
[10] In economia si dice che la moneta cattiva scaccia la moneta buona. Altrettanto può dirsi, con un salto di fantasia, per le sementi. Gli OGM hanno il vizio, la dove ne è stata autorizzata la coltivazione in campo aperto, di contaminare le coltivazioni non OGM circostanti. I contadini, che alla raccolta conservano parte dei semi per la prossima seminagione, non sanno se essi sono contaminati e in quale misura. Si perde così la produzione esente da OGM ed anzi, in molti casi, si è costretti a pagare per l’uso inconsapevole di sementi brevettate. Le sementi OGM infatti non divengono di proprietà, anche se regolarmente pagate e acquistate. Se ne paga l’uso e quindi ad ogni raccolto questo deve essere ripagato. Sul meccanismo di contaminazione esistono studi ben documentati, come è documentato che dopo due o tre raccolti i presunti benefici di produttività più elevata e di minor consumo di pesticidi vanno a farsi benedire.
[11] Dal giornale francese Le Monde: <<Il lavoro svolto dai biologi dell’Università di Caen sull’impatto del mais NK603 ha aperto una controversia, non solo scientifica. La domanda è: il mais transgenico (NK603) tollerante all’erbicida Roundup causa nei ratti, con o senza uso del diserbante, un aumento dell’incidenza di tumori mammari, disturbi epatici e renali, e di riduzione dell’aspettativa di vita degli animali?La ricerca svolta dal biologo francese Gilles-Eric Séralini (Università di Caen), recentemente pubblicata sulla rivista Food and Chemical Toxicology ha, ovviamente, attratto molte critiche. Alcune di queste sono parte integrante degli scambi nell’ambito scientifico; altre son riconducibili a diversi interessi economici. Vogliamo qui presentare una panoramica degli argomenti usati da entrambe le parti della controversia>>. Vedi www.asa-press.com/q-12ogm3.html.

[12] I pregiudizi sulle colture rallentano l’innovazione – Corriere.it https://www.corriere.it/…/i pregiudizi- colture-rallentano-l-innovazione-b101ed38-f141-… 11 giu 2014

[13]  Interessante sapere che le autorità di controllo statunitensi non eseguono proprie verifiche prima di far immettere un nuovo prodotto in commercio ma accettano per buone le documentazioni dei produttori salvo successive smentite degli utilizzatori.
[14] La stessa EFSA, l’autorità europea competente per la sicurezza alimentare, in quella occasione emise un comunicato che si apre così: <Non suffragate dai dati le conclusioni dello studio Seralini et al …

www.efsa.europa.eu › Home › Notizie 28 nov 2012

[15] [Scienziato che dimostra cancerogenità OGM vince causa in … www.finanzaonline.com/…politica/ogm-vince-causa-tribunale.html   Cache Scienziato che dimostra cancerogenità OGM vince causa in tribunale. Huge: Séralini Wins Defamation and Forgery Court Cases over GMO Research | Natural Society .
Il giudizio era stato intentato contro Marc Fellous, presidente dell’Associazione francese delle biotecmologie vegetali che in una lettera di protesta alla catena televisiva France 5 dove Séralini era stato invitato a sostenere le sue ragioni, lo accusava di essere un “mercante di paura” e di ricevere fondi da Greenpeace.
[16] <principio di precauzione

può essere invocato quando un fenomeno, un prodotto o un processo può avere effetti potenzialmente pericolosi, individuati tramite una valutazione scientifica e obiettiva, se questa valutazione non consente dideterminare il rischio con sufficiente certezza.30 nov 2016>>

[18] Hilary Rose, Steven Rose, Geni, cellule e cervelli. Speranze e delusioni della nuova biologia, Le Scienze/Codice edizioni, Torino 2013, pagg.43,44
[19]  Vedi ad es: Jeremy Narby, Intelligenza in natura. Saggio sulla conoscenza, Jaca Book, Milano 2010. Oltre al libro citato in nota 14 e molti altri.
[20]  Daniela Conti, Ferdinando Cerbone, La favola degli OGM, Alkemiabooks, 2014, pagg 30,31, reperible su internet sul sito www.alkemiabooks.com.Un eccellente piccolo libro di introduzione agli OGM.
[21] L’attribuzione della scoperta solo a questi due nomi nasconde una vergognosa vicenda messa in chiaro definitivamente solo in anni successivi. L’intuizione iniziale di questa forma spiraliforme del DNA era stata di una scienziata handicappata, Rosalind Franklin, grande esperta di cristallografia a raggi X, i cui risultati furono passati abusivamente dal direttore del laboratorio dove essa lavorava, Maurice Wilkins, alla citata coppia di scienziati. Nella assegnazione ad essi del premio Nobel nel 62, nessuno parlò della Franklin, nel frattempo deceduta. Cosa più vergognosa ancora Wilson, di fronte alle chiacchiere che cominciavano a circolare, ebbe espressioni sessiste nei riguardi della Franklin. (vedi sulla vicenda le pagg. 36-39 del libro a nota 16). Anche nel mondo della scienza non tutto è puro e disinteressato.
[22]  Silvia Ribeiro, ricercatrice del Gruppo ETC, http://www.jornada.unam.mx/2018/05/26/economia

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3 pensieri su “CRISPR-Cas9 E IL DESTINO DELLA SCIENZA di Aldo zanchetta”

  1. Alberto Capece Minutolo dice:

    Mi sembra che il pezzo sia stato stilato da uno che di scienza ne mastica poco e comunque ne vuole masticare ancora meno: la produzione di vegetali cosiddetti transgenici, non ha nulla a che vedere con interventi genetici in cellule somatiche di soggetti umani riconosciuti pericolosi peraltro da uno dei soggetti economici più interessati. Le due cose proprio non stanno insieme e se per caso lo scopo fosse quello di insinuare il sospetto che gli ogm siano cancerogeni, l'unico risultato è quello di rendere evidente le forzature e il pensiero magico che sta dietro questi ragionamenti. Il problema degli ogm (in cui tra l'altro la varianza genetica è assai minore rispetto alle tecniche di selezione e di incrocio tradizionali) non sta certo in questo, quanto invece nella "proprietà" della natura che essi implicano. Il problema è tutto politico, non scientifico-fattuale e mi domando come mai in un sito della sinistra radicale questo passi in secondo piano, anzi nemmeno venga citato, se non indirettamente attraverso Eistein, privilegiando considerazioni in re del tutto fuori centro e dilettantesche.

  2. Anonimo dice:

    Il commento di Minutolo mi sembra ragionevole. Aggiungo solo, pur non conoscendo la storia personale della Cattaneo ma parlando in generale, che parte del problema è anche nella contiguità fra aree del mondo accademico ed i soggetti che hanno interesse a questo rapporto di "proprietà".Non è certo un caso isolato o sorprendente, basta guardare il conformismo con cui gli accademici hanno giustificato le conseguenze dell'unione monetaria difendendo cose indifendibili come l'austerità espansiva.Conseguenze di un metodo di governo del mondo dei "pensatori" che lascia ben poco spazio alla libertà di pensiero ma incentiva il conformismo e l'allineamento agli interessi forti.Anche di questo la sinistra dovrebbe tornare ad occuparsi.Giovanni

  3. Aldo Zanchetta dice:

    Leggo con ritardo il commento di Alberto Capece Minutolo al mio testo. Immagino sia lo stesso Alberto Capece Minutolo, giornalista, curatore del blog Il Simplicissimus, i cui testi leggo spesso con attenzione e interesse. Non sono un biologo ma un semplice ingegnere chimico-farmaceutico con interessi per la biologia da quando, svolgendo la mia attività professionale a contatto con le maggiori corporations farmaceutiche, ho preso coscienza degli interessi in gioco nell’area della biologia molecolare e della non rara leggerezza con cui questioni così delicate vengono talvolta affrontate. A fini di lucro, ovviamente. Ma questo è un altro discorso che farei volentieri in altra sede.Lei mi gratifica di “uno che di scienza ne mastica poco e comunque ne vuole masticare ancora meno”, frase che nella seconda parte mi resta oscura. A conferma della sua osservazione Lei aggiunge: “la produzione di vegetali cosiddetti transgenici, non ha nulla a che vedere con interventi genetici in cellule somatiche di soggetti umani riconosciuti pericolosi peraltro da uno dei soggetti economici più interessati”. Eh già! Forse le è sfuggito che in entrambi i campi oggi si opera su cellule vive usando il metodo CRISPR-Cas9, in parole semplici un identico ‘coltello genetico’ (un particolare batterio) accoppiato a un vettore per trasportare (o asportare) nel (dal) luogo del taglio un frammento di Dna. Le è forse sfuggito che ho citato due casi, uno nel settore degli Ong vegetali ed uno in cellule somatiche (cellule vive in entrambi i casi). Il primo, quello del gruppo di ricerca svizzero, che ha operato su un vegetale, la cassava o manioca; il secondo, quello della Novartis, riferito a cellule umane. In entrambi i casi si sono verificati effetti imprevisti e non voluti. Ho anche citato il caso dei ricercatori australiani che recentemente hanno riscontrato la presenza di forme di DNA diverse da quelle fino ad oggi conosciute (la doppia spirale), a conferma che la biologia molecolare sta operando non solo a scopo di ricerca, come comprensibile, ma anche di operatività pratica, in barba al Principio di Precauzione.Lei conclude scrivendo: “Il problema è tutto (sic!) politico, non scientifico-fattuale e mi domando come mai in un sito della sinistra radicale questo passi in secondo piano, anzi nemmeno venga citato, se non indirettamente attraverso Einstein, privilegiando considerazioni in re del tutto fuori centro e dilettantesche”. Il mio testo aveva uno scopo limitato, quello di mettere in guardia i miei concittadini da una serata mondana di cattiva scienza. Bontà di questo blog averlo ritenuto degno di pubblicazione. La ringrazio per avermi col suo scritto rafforzato nell’intenzione di ampliare, con linguaggio sempre comprensibile ai comuni cittadini, quanto scritto in questo testo necessariamente stringato dato lo scopo limitato cui era destinato, e di affrontare anche il tema politico, e non solo, dove la sinistra, come dirò, brilla spesso di ingenuo umanitarismo (la fame nel mondo; la cura di malattie rare). Spero che questo blog mi dia di nuovo ospitalità che sarà, in questa occasione, specificatamente da me richiesta.

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