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ECCO L’USCITA DALL’EURO di Moreno Pasquinelli

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[ 2 agosto 2018 ]

LE SORPRENDENTI AFFERMAZIONI DI GIAVAZZI E ALESINA

Compagni di merende: Francesco Giavazzi e Alberto Alesina

Giavazzi e Alesina sono due vecchie conoscenze per chi si sia occupato, soprattutto dopo l’arrivo della grande crisi, di economia e di politiche di austerità. Il Giavazzi è un liberista a tutto tondo, seguace di Milton Friedmann. Sostenne quindi a spada tratta l’abolizione dell’Art. 18, poiché “avrebbe fornito una spinta sia all’occupazione che alla produttività” (sic!). Non stupisce che abbia sostenuto il Partito radicale e che sia stato chiamato da Mario Monti, nell’annus horribilis 2012, a collaborare per la Spending Review.


E chi non conosce il suo compagno di merende Alesina? Il teorico della cosiddetta “austerità espansiva”, ovvero la teoria secondo cui austerità e rigore delle politiche pro-cicliche di bilancio non solo non danneggiano l’economia ma anzi aiutano la ripresa economica. Si beccò le devastanti critiche, non solo di noialtri no-euro, non solo di Krugman, ma addirittura di Olivier Blanchard, capo economista del Fmi.

Per chi voglia capire quanta distopia liberista frulli nella testa dei due, può leggersi il pamplhet IL LIBERISMO È DI SINISTRA, un’apologia appassionata degli spiriti animali del capitalismo. Non fraintendemi, non dico che questa due teste d’uovo della borghesia globalista, siano dei pirla, anzi. Non sfugge loro che l’Unione europea abbia falle alle fondamenta e che l’euro sia una moneta “stupida”, ma oramai ci siamo dentro e uscirne causerebbe un disastro biblico.


Ci occupiamo di loro a causa di un editoriale scritto a due mani mani sul CORRIERE DELLA SERA di ieri 1 agosto. L’intervento non è solo un generico grido di allarme contro le politiche del governo giallo-verde, avverte che ove Di Maio e Salvini vogliano davvero abolire la Fornero, istituire un “reddito di cittadinanza”, diminuire le tasse, già a settembre l’Italia subirà un attacco frontale dei mercati. Essi sono precisi e danno i numeri:

«Gli investitori che fuori dall’Italia detengono un terzo del nostro debito pubblico, oltre 730 miliardi di euro, e anche quelli che hanno investito in azioni e obbligazioni emesse da nostre imprese private, altri 740 miliardi circa, stanno per rientrare dalle vacanze. Agosto è il mese in cui inizia la loro «campagna d’autunno», quella che determinerà il rendimento che a fine anno potranno offrire ai loro clienti».

Ergo, se Di Maio e Salvini non faranno marcia indietro — e i due credono che non la faranno —, ove volessero davvero procedere con una Legge di Bilancio che chiuda con l’austerità e trasgredisca ai dettami dell’Unione europea, sicuro è per loro quello che chiamano «sudden stop», una “catastrofica” fuga di massa e improvvisa degli investitori esteri e “l’azzeramento di tutti i prestiti esteri”. Che Dio ce ne scampi! Avanti quindi con la garrota delle politiche austeritarie che oltre ad affamare il popolo lavoratore sono disfunzionali rispetto alla famigerata “crescita”.

Che questo scenario si avveri è tutto da vedere. Lorisgnori avevano già previsto che il Regno Unito si sarebbe sfracellato con la Brexit, ma sfracello non c’è stato. Ammettiamo dunque che i pescecani della finanza predatoria globale, assistita dai suoi algoritmi schizoidi, segua la massima “pochi, maledetti e subito”. L’Italia sarebbe davvero messa in ginocchio? No, e la ragione ce la spiegano, inopinatamente proprio i due compagni di merende. Sentiamoli:

«C’è un modo per sottrarsi al giudizio degli investitori internazionali: ricomprarci i titoli che in passato abbiamo loro venduto. In teoria è possibile. L’Italia ha una posizione finanziaria netta rispetto al resto del mondo sostanzialmente in pareggio, cioè abbiamo tanti debiti quanti sono i crediti che vantiamo. Vendendo le attività estere che possediamo potremmo in teoria ricomprarci tutti i titoli italiani detenuti da investitori esteri. Bisognerebbe nazionalizzare le banche ed espropriare i cittadini obbligandoli a vendere, ad esempio, titoli svizzeri per sostituirli con Btp. Vorrebbe anche dire uscire dal mercato unico europeo e probabilmente dall’euro. Tutto è possibile. Ma se non si ha il coraggio di farlo, allora bisogna fare i conti con gli investitori internazionali».

Esatto, “tutto è possibile”, a patto di “avere il coraggio di farlo”! Da sempre, anche dissentendo da altri amici “sovranisti”, sosteniamo che si esce dal marasma solo a patto di:

«Trasformare e nazionalizzare il sistema bancario e assicurativo in modo da bloccare le banche d’affari che utilizzano i depositi e i risparmi dei cittadini nel gioco d’azzardo dei mercati finanziari internazionali. Tutte le banche hanno una funzione economica e sociale di primaria importanza e devono essere messe sotto stretto controllo pubblico».

L’Italia ha una ricchezza mobiliare netta pari a tre volte il Pil, a patto di volerla sottrarre alla rapina dei mercati finanziari e canalizzarla e utilizzarla per il bene pubblico e l’interesse nazionale — e di tecniche funzionali allo scopo, al netto del controllo del sistema bancario e della moneta, ce ne sono numerose —, più che sufficiente per reggere l’urto dell’eventuale fuga dei predatori. Ciò senza dimenticare “il resto” della ricchezza e dei beni materiali e immateriali, pubblici e privati del nostro Paese.

Il problema è dunque politico: avranno Di Maio e Salvini il “coraggio di farlo”? Avranno la determinazione a voltare davvero pagina esercitando la sovranità che la maggioranza degli italiani ha consegnato loro? Chi ha la testa sulle spalle, sic rebus stantibusdeve augurarsi che il governo giallo-verde tenga il punto fino all’adozione di misure eccezionali, e potrà farlo solo se avrà alle spalle una potente mobilitazione popolare. Altrimenti sarebbe il disastro storico, un colpo di stato con tanto di insediamento della troika, un nuovo 8 settembre. O di qua o di là.

« Sovrano è chi decide sullo stato di eccezione»
[Carl Schmitt, Teologia politica]


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6 pensieri su “ECCO L’USCITA DALL’EURO di Moreno Pasquinelli”

  1. Anonimo dice:

    Chiedi al governo un compito impossibile. Allora preparati a festeggiare il ritorno di Renzi, oppure prova a ragionare sui "quattro territori". (a.c.)

  2. Anonimo dice:

    "L'Italia ha una ricchezza mobiliare netta pari a tre volte il Pil, a patto di volerla sottrarre alla rapina dei mercati finanziari e canalizzarla e utilizzarla per il bene pubblico e l'interesse nazionale — e di tecniche funzionali allo scopo, al netto del controllo del sistema bancario e della moneta, ce ne sono numerose —, più che sufficiente per reggere l'urto dell'eventuale fuga dei predatori. Ciò senza dimenticare "il resto" della ricchezza e dei beni materiali e immateriali, pubblici e privati del nostro Paese".Puo' spiegare meglio questo concetto qui espresso? Che significa al netto di…..ce ne sono numerose di tecniche per canalizzare la ricchezza mobiliare per il bene pubblico. Quali sarebbero queste tecniche?

  3. Redazione SollevAzione dice:

    L'anonimo chiede:"Puo' spiegare meglio questo concetto qui espresso? Che significa al netto di…..ce ne sono numerose di tecniche per canalizzare la ricchezza mobiliare per il bene pubblico. Quali sarebbero queste tecniche?"Domanda calzante!Risponderemo domani, 4 agosto.

  4. http://graziano-priotto.blogspot.com dice:

    Non col ferro ma … con l'oro L'Italia possiede le quarte maggiori riserve auree mondiali: e se almeno in parte emettesse obbligazioni convertibili in oro ? In fondo lo "spread" cioé i tassi usurai richiesti dai mercati sono dovuti al fatto che mentre le obbligazioni tedesche rendono nulla ma sono considerate sicure, quelle italiane sono ritenute (a torto) pericolose. Ed allora perché non fornire una garanzia imbattibile come la possibilità di conversionen in oro ? Sarebbe il primo passo per svuotare di effetto gli attacchi della speculazione internazionale, ovviamente questa misura da sola non basta, ma è la premessa per il secondo passo, l'uscita senza problemi dall'euro, da perseguire col riacquisto delle obbligazioni ed il rientro in italia del debito sovrano detenuto da investitori stranieri. Gli investimenti di capitale straniero in azioni italiane sono positivi poiché permettono aumenti di capitale raccolto in borsa e quindi innovazione tecnologica. Invece la raccolta di obbligazioni da parte di capitale straniero serve unicamente a drenare e portare all'estero interessi sul debito sovrano facendone aumentare i costi. Si può analizzare se di volta in volta possa convenire di più vedere o soltanto tenere come pegno per la convertibilità delle obbligazioni le riserve auree, ma ambedue le opzioni sono meglio che non utilizzarle.

  5. Anonimo dice:

    Quale è la ricchezza del nostro paese e molto semplice basta guardarsi attorno, cioè tutto ,quanto vale un bicchiere d'acqua un pezzo di pane un fiore una strada un paese le nostre montagne il nostro mare la nostra vita l'amore . Non c'è un prezzo. Se riuscissimo a capire questo avremmo capito il valore della nostra esistenza.

  6. Eros Cococcetta dice:

    I soliti falsi economisti neoliberisti che propongono solo l'austerità e la diminuzione del debito pubblico, nonostante i fatti abbiano già ampiamente provato che è proprio l'austerità che ha impoverito sia lo Stato che i cittadini. Ma è proprio questo l'obiettivo dei neoliberisti, così i ricconi (élite finanziarie e multinazionali) possono comprarsi tutti i beni pubblici e privati a prezzi di saldo. Perciò la teoria economica neoliberista è una teoria falsa, lo sanno anche loro che non funziona, però è ammantata da discorsi apparentemente logici ma in realtà fasulli e anche incostituzionali: tipo il pareggio di bilancio (come se lo Stato fosse una persona fisica o una famiglia), o che lo Stato non deve interessarsi dell'economia, o che la moneta non deve essere gestita dallo Stato ma dalle banche. Però è una teoria funzionale a perseguire il loro obiettivo schizoide e criminoso (quanta gente si è suicidata per la crisi economica?). Nessuno di questi signori dice una parola sul Giappone, terza economia del pianeta (che dovrebbe essere il modello di riferimento per tutto il Mondo), che ha un DP/PIL intorno al 250%, piena occupazione e un'inflazione che oscilla tra lo 0,5 e l'1% (anche troppo bassa). Quindi certamente è necessario uscire dall'euro e stracciare i trattati che limitano la capacità di azione dello Stato nell'economia. Ma è un obiettivo da raggiungere gradualmente, perché la gente, ingannata dal mainstream, in maggioranza è ancora contraria all'uscita dall'euro. Primo passo: introduzione dei minibot. Secondo passo: introduzione di una moneta sovrana valida solo sul territorio nazionale (almeno inizialmente). A questo punto, quando la gente vedrà gli effetti benefici della moneta sovrana, l'euro cadrà da solo. Cari falsi economisti non potete continuare a mentire per sempre, le bugie hanno le gambe corte … Ma i leader del Governo avranno gli attributi per concretizzare questo piano (peraltro indispensabile per realizzare anche i loro progetti: reddito di cittadinanza, flat tax, legge Fornero, ecc.) o resteranno tremebondi in un angoletto?

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