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ATTENTI ALL’INGANNO DEL 3% di Piemme

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 [ 1 settembre 2018 ]
La situazione in cui ci troviamo, dopo dieci anni di Grande crisi e il declino della globalizzazione, con la tendenza allo sfaldamento dell’Unione e la zoppicante egemonia tedesca, dopo la Brexit e Trump alla Casa bianca, dopo il terremoto elettorale del 4 marzo in Italia e la nascita del governo dei due populismi; la situazione in cui ci troviamo, dicevo, è segnata da tali e tanti elementi di novità che i più non si raccapezzano, altri han perso letteralmente la bussola.

Pigliamo un esempio, quello di Salvini e della Lega. Noi andiamo sottolineando che l’equilibrio interno alla Lega (tra l’ala nazionalista salviniana e quella nordista liberista) può saltare e quindi rischia di saltare il governo Conte.
Prendete ad esempio questo commento:

«Analisi priva di ogni fondamento. Chi scrive è lontano dai fatti e mal informato, peggio che mai ieri Sandokan. La Lega è Salvini è basta, altro che Zaia Maroni e Berlusconi….chi ha portato la Lega dal 2 al 40 % si dovrebbe far parte? Ma per favore!»

Oppure considerate chi ci dice che sbagliamo a considerare la Legge di bilancio che Tria ed il Mef stanno architettando (per nome e per conto dei poteri forti), banco di prova decisivo per il governo giallo-verde e cartina di tornasole per verificare se Di Maio e Salvini terranno la schiena dritta. 

L’aristocrazia globalista, l’élite ed i suoi pennivendoli prezzolati hanno un altro punto di vista, del tutto simile a quello nostro.

Il giornale che oggi meglio degli altri, nei titoli, azzecca i colori per descrivere il panorama è LA STAMPA (vedi grafica sopra). Segnaliamo in particolare tre articoli.


Matteo Zoppas, noto industriale del nord-est, a nome della sua classe di prenditori dichiara la sua ostilità al governo giallo-verde ed anzi minaccia di scendere in piazza coi suoi compagni di merende, e afferma:

«Noi stiamo trattenendo tanti imprenditori che sono pronti a scendere in piazza: prima di decidere, vogliamo vedere i prossimi passi concreti di questo governo contro la precarietà delle aziende. E penso soprattutto a quelle in crisi che, se chiudessero, provocherebbero ulteriore disoccupazione e impoverimento diffuso. Sono convinto che se lo scenario degraderà, saranno i nostri lavoratori a precederci in piazza e a voler condividere con noi la protesta…»


Chi ha orecchie per intendere intenda. Chi non le ha vada da un otorino bravo!


Articolo da leggere attentamente. Segnaliamo questo passaggio:

«I timori di Fitch riguardano in particolare il pericolo che il governo italiano prenda decisioni fiscali irresponsabili, fatto che aumenterebbe l’esposizione del debito pubblico a potenziali shock. Preoccupano in particolare l’ipotesi di violare il limite del 3% per il deficit rispetto al pil, ma anche le divergenze tra M5s e Lega sulle priorità fondamentali di spesa e la «natura nuova e non collaudata della nuova maggioranza». Anche lo scetticismo «nei confronti della Ue e dell’euro rappresentano un ulteriore rischio». Fitch però aggiunge di ritenere «bassa la probabilità che il governo avanzi politiche che minaccino un’uscita dall’Europa o la creazione di una moneta parallela».

Chiaro no! La finanza predatoria ha messo sull’avviso il governo: “rigate dritti se no vi facciamo il culo!”. Ma l’articolo è interessante quando scrive:

«Le posizioni dei mercati vanno poi messe a confronto con quelle dell’amministrazione. Dopo il suo incontro col premier Conte alla Casa Bianca, il presidente Trump aveva detto che «l’Italia è un grande posto dove andare a investire».

L’  “aiutino” che Obama non diede ai Greci, sarebbe o no buona cosa se venisse offerto all’Italia? Si, sarebbe buona cosa poiché se dagli Usa acquistassero i titoli che i nemici del governo vorranno vendere, sarebbe disinnescata (o quasi) l’arma (già puntata) dello spread.

«Il ministro dell’Economia indicando un deficit 2019 all’1,5% contro lo 0,8% concordato punta ad ottenere 10 miliardi di euro di margine in più. I due alleati di governo invece spingono per andare oltre. Ancora ieri Giorgetti non ha escluso di poter arrivare al 3%. Coi fondi che vuol mettere sul piatto il titolare del Mef, infatti, non si riesce nemmeno a cancellare per intero l’aumento dell’Iva, che di miliardi ne vale 12,4 miliardi. Mentre per allestire una manovra un minimo dignitosa servirebbero 20-25 miliardi, calcolandone tra l’altro 4 di spese indifferibili, 4-5 di maggior spesa per interessi ed altre 3-4 di minor gettito a causa della ridotta crescita del Pil. Che stando all’Istat arriverà a malapena all’1,2% quest’anno e all’1% nel 2019».

Attenti all’inganno! Tria, la Quinta colonna dei poteri forti nel governo, vuole far credere che “ottenere” (sic!) dalla Ue “10 miliardi di euro di margine in più”, sarebbe il massimo e una buona cosa. ma quindi addio! alle riforme promesse e scritte nel contratto di governo.

Il guaio è che Giorgettti gli fa da sponda.

Avete capito salviniani a prescindere?


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3 pensieri su “ATTENTI ALL’INGANNO DEL 3% di Piemme”

  1. Anonimo dice:

    Bene,allora prepariamoci alla capitolazione,tutto già scritto e pianificato,i "mercati"sono invincibili e così finalmente si porrà fine al governo degli "incompetenti"che hanno illuso il popolo che ha un orecchio poco sensibile e difettoso.Si torna sulla graticola con il cappello in mano sperando che l'èlite non si vendichi troppo con noi assurdi populisti che hanno creduto ciecamente in un cambiamento reale dello stato di cose presente.Recitiamo sommessamente il mea culpa e amen.Ps.immagino già i festeggiamenti di tutti quei sinistrati che non vedono l'ora di tornare ad un "paese normale"dove a pagare sarà sempre Pantalone ma con un governo "democratico e antifascista"e se questo è il destino che ci tocca per gli anni a venire tanto valeva essersi spesi per un paese martoriato dalle oligarchie multinazionali e i loro lacchè interni.A quando l'annuncio della resa?

  2. Anonimo dice:

    La resa?Vedremo, vedremo.Vedremo chi, del campo populista, si calerà le braghe.E l'antifascismo…. la foglia di fico per mantenerci in uno stato di soggezione.Invece di piangersi addosso, facciamo la nostra parte.Piemme

  3. Anonimo dice:

    La nostra parte caro Piemme la stiamo facendo da quarant'anni sin dai tempi un cui si veniva bollati dal "partito democratico e progressista"come avventuristi e udite udite,"untorelli"ed eravamo considerati "nemici dei lavoratori"perché denunciavano la loro connivenza con i poteri forti che in quel tempo iniziavano la loro lunga marcia assoldando i loro futuri Quisling;ed è per questo,è proprio per questo, che brucia sentire proprio ora parole di quasi rassegnazione,proprio ora che abbiamo a portata di mano non il socialismo ma la possibilità di una svolta VERA che metta le élites in seria difficoltà. TUTTO QUI NÉ DI PIÙ NE DI MENO.Luciano

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